Pubblicato il: dom, Nov 16th, 2014

Albergatori nei panni di accompagnatori in montagna, la polemica valica i confini nazionali

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Vicenda ripresa dal quotidiano inglese The Guardian

Vicenda ripresa dal quotidiano inglese The Guardian

TRENTO — E’ polemica senza fine. Tutto ciò mentre è ancora in pieno svolgimento il dibattito sulle modifiche della legge provinciale per la promozione turistica approvate dalla giunta trentina il 23 ottobre scorso, legge che autorizza i gestori degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri all’accompagnamento in montagna dei propri clienti. I primi ad insorgere, ovviamente, le guide alpine, alle quali si sono subito associati i maestri di sci. Non solo. La vicenda, ormai, è sbarcata persino Oltremanica, ripresa dal quotidiano inglese The Guardian.
“La legge provinciale numero 11 del 23 ottobre 2014 – affermano le Guide Alpine – apporta modifiche a diversi testi di legge provinciali sulla promozione turistica. In particolare, in merito all’accompagnamento dei visitatori sul territorio recita all’articolo 48 Bis punto 1 e 2: ”I gestori degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri al fine di promuovere e incoraggiare i propri clienti a frequentare, ammirare e meglio apprezzare il patrimonio ambientale e naturalistico locale, possono organizzare percorsi di accompagnamento sul territorio. L’attività di accompagnamento prevista dal comma 1 può essere svolta dai gestori o dai familiari che operano nella struttura ricettiva, esclusivamente per i propri clienti, purchè sia garantita una copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi per lo svolgimento dell’attività. Sono comunque escluse le escursioni che comportano difficoltà richiedenti l’uso di tecniche e materiali alpinistici”. Il testo – aggiungono le Guide – non specifica quindi quali siano i materiali alpinistici, né cosa si intenda per “difficoltà”, né i luoghi in cui è possibile muoversi, né infine, dà indicazione precise in merito all’accompagnamento sulla neve”. Da qui parte la preoccupazione espressa prima dalle Guide alpine, e poi anche dal presidente dei maestri di sci trentini, Mario Panizza. “Questa legge è troppo vaga – ha dichiarato infatti nei giorni scorsi al quotidiano La Repubblica -, si tratta di una norma troppo libera che lascia spazio a varie interpretazioni. Ci preoccupa il fatto che la legge provinciale parla di albergatori, ma anche dei titolari di esercizi extralaberghieri. Che vuole dire? Si tratta di un sacco di persone, affittacamere, bed&breakfast, potenzialmente un sacco di persone che potrebbero ritenersi autorizzate ad accompagnare i turisti sulle piste da sci. E la norma che regola la nostra professione equipara l’accompagnamento all’insegnamento”.
La protesta secondo Cesa Bianchi, presidente del Collegio nazionale delle Guide alpine italiane “non nasce dalla volontà di difendere privilegi corporativi, ma interessa tutti in quanto chiama in causa le ragioni della sicurezza in montagna e della qualità dell’offerta turistica. Così ha spiegato pochi giorni fa, come ripreso dal quotidiano britannico The Guardian che ha dedicato un dettagliato articolo alla nuova legge turistica della Provincia di Trento. E del resto le montagne trentine sono anche meta di un turismo internazionale”.

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