Pubblicato il: mer, Gen 21st, 2015

Bard e Donnas, paesi di celti e gnomi, ruderi in vendita per progetti volti al verde

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Continua la nostra inchiesta sui borghi abbandonati.
Chiudete per un istante gli occhi ed immaginate, sempre per un istante e sempre se questa vostra vita così frenetica lo permette, di trovarvi in un bosco, nei primi di luglio, sovrastati da un imponente e gioiosa fortezza, in mezzo ad una festa di musica e di arte celtica. Immaginate di camminare tra antichi celti che danzano, cantano, sfilano, giocano, narrano di poesie e fiabe su fate ed elfi. E poi di sentire il profumo di griglie e spiedi, di assaggiare vini aromatizzati e birre e di giocare di spada e di tirare con l’arco o di farvi trascinare da una danza tradizionale. Poi svegliatevi perché vi troverete in val Veny, nel bosco di Peuterey, a poca distanza da Bard nel cuore della Valle d’Aosta. E’ realtà appunto che i comuni di Bard (Bar significa “rocca”) e Donnas, che tra di loro distano sì e no tre chilometri, abbiano unito forze ed idee per costituire un consorzio per la valorizzazione di storia, cultura ed arte dei propri luoghi di origine celtica. E si da il caso che a richiamare visitatori e turisti sia proprio una grande festa, in puro e non contaminato stile celtico, che ravviva quei borghi di musica e luci.
bard
A caratterizzare un’atmosfera a dir poco fiabesca questo forte di Bard che fu ricostruito nel 1838 (e che si trova nel punto più stretto della valle) da Carlo Felice di Savoia in luogo di una precedente fortezza fatta radere al suolo da Napoleone e costruita nel 1242 da Amedeo IV di Savoia sulle basi del castello voluto da Ottone di Bard nel 1036. La fortezza adesso è di proprietà regionale dal 1975 ed è oggi oggetto di una riqualificazione del territorio e della sua storia assieme al suo borgo medievale. Il borgo divenne fiorente per il passaggio di generi esotici di lusso (sale, spezie, sete, sparvieri, falchi, scimmie) fino a quando subì involontariamente l’isolamento e la decadenza a causa della costruzione della carrozzabile nel 1856 ( l’attuale tratto stradale della statale 26). Tuttavia il borgo mantenne nel tempo la peculiarità dei suoi edifici storici che conservano testimonianze preziose della presenza romana. Ed è per questo che il comune di Bard ha affidato al tribunale di Aosta la vendita di un complesso di tre ruderi in pietra con annesso una porzione di terreno in località Crous della frazione Albard che comprende 19.529 mq di terreno suddiviso in un castagneto, un bosco ceduo, un prato e l’incolto produttivo. Nel comune di Donnas vi sono la corte estesa su 297 mq e terreni complessivi per 4.490 mq di bosco, pascolo e prato. Il prezzo base è di 48.163 euro e la vendita è finalizzata per creare eventualmente un’attività di nicchia legata alla terra o trasformare gli oltre due ettari di terreno in un’abitazione d’atmosfera, sede di attività professionali magari in ambito olistico per la quantità di verde a disposizione. La piazzaforte ospita laboratori didattici ed un percorso interattivo dedicato ai più giovani di avvicinamento all’alpinismo con la possibilità di cimentarsi in un’ascensione virtuale del Monte bianco. C’è un museo permanente delle Alpi e diverse mostre temporanee. Donnas vanta, invece, uno dei reperti più preziosi della dominazione romana: un tratto di via consolare romana delle Gallie tagliata nella roccia a strapiombo sulla Dora Baltea. Richiudiamo gli occhi perché c’è da “sognare” ancora: al termine della festa di luglio tutti ma proprio tutti si cimentano nella caratteristica e tradizionale ricerca degli gnomi.

Le iniziative legate alla scoperta delle peculiarità storiche ed architettoniche di questi luoghi – ci dicono dal comune di Bard – sono presenti, però, per tutto l’anno tanto da offrire al turista degli itinerari davvero interessanti. Presso il sito www.fortedibard.it è possibile consultare diverse iniziative programmate con la possibilità di percorsi culturali che dal forte di Bard raggiungono il castello Gamba di Chatillon, anch’esso di interesse storico piuttosto elevato. L’associazione culturale organizza ogni anno un master di fotografia naturalistica con la partecipazione di professionisti del settore. Per il prossimo mese di febbraio, in occasione di San Valentino, nel forte di Bard viene proposta una serata romantica che prevede, dopo un brindisi presso la cappella della fortezza, una visita guidata alla mostra “Astrattismo in Europa” con 80 capolavori di Kandinsky, Majakovskj, Melevic. Interessante anche, a partire da febbraio, la mostra fotografica che nella fortezza fa la sua prima tappa del tour mondiale con l’esposizione di fotografie che ritraggono i luoghi più sorprendenti della terra attraverso 42 mila partecipanti al concorso di 96 paesi di tutto il mondo. La “Wildlife Photografer of the year” è stata organizzata dal 1965 dal Natural History Museum di Londra.

Silvia De Cristofaro
s.decristofaro@mountlive.com

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