Pubblicato il: dom, Apr 12th, 2015

Chris Bonington, Piolet d’or alla carriera: “Ora gioco a bridge e scalo coi miei nipoti”

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Intervista all’alpinista britannico sir Chris Bonington, classe 1934, al quale è stato assegnato il Piolet d’or alla carriera 2015. La manifestazione a Chamonix e Courmayeur dal 9 al 12 aprile. Succede a Walter Bonatti, Reinhold Messner, Doug Scott, Robert Paragot, Kurt Diemberger e John Roskelley.

 

 

“Le sue imprese – questa la motivazione del Piolets d’Or – hanno segnato la storia dell’alpinismo, sulle Alpi come in Himalaya”.  Complimenti…

 

Sicuramente sarà difficile dirlo, ma c’è una vetta, una scalata che ricorderà particolarmente?

Per puro divertimento e purezza di avventura, la mia prima salita alla vetta occidentale di Shivling con Jim Fotheringham nel 1983. E ‘una bella vetta di circa 6400 metri nel Gangotri Himalaya, facemmo una scalata in stile alpino ma ridiscendere così come eravamo saliti sarebbe stato molto difficile e pericoloso; cinque giorni per salire e uno solo per scendere lungo un percorso che non avevamo mai visto e che è stato anche una prima discesa.

La più pericolosa sicuramente la prima salita della Ogre nel 1977 con la sua epica discesa dopo che Doug Scott si ruppe le gambe e  il tempo non tenne più; siamo stati senza cibo per cinque giorni, ma lavorammo come un team e siamo sopravvissuti.

La più intellettualmente stimolante ed organizzativa, invece, è stato quando ho guidato la spedizione che ha fatto la prima salita della parete sud-ovest dell’Everest nel 1975.

 

La vetta che è rimasta un sogno nel cassetto?

Sepu Kangri, nel nord-est del Tibet, il picco che ho visto in lontananza durante un volo a Lhasa da Chengdu nel 1982 sul lontano orizzonte di una vasta gamma di montagne nessuna delle quali era stata salita sinora. Nel 1996 sono andato con Charles Clarke per cercare di trovarla da terra e la identificai come Sepu Kangri e poi ho provato due volte, ma non ci siamo riusciti a causa del maltempo. Da allora è stata scalata.

 

Può dare in breve un consiglio ai giovani e meno giovani alpinisti di oggi?

Se si decide di praticare questo sport, bisogna partire imparando le basi e poi iniziate a salire coi propri coetanei, per prima cosa bisogna comprendere i propri limiti. Divertirsi. Avere passione. Fare buone amicizie ed avere cura per la montagna e l’ambiente.

 

Cosa ne pensa della continua ricerca di record in montagna?

Ogni generazione ha bisogno di allungare i limiti e spingere i limiti del possibile, di cercare qualcosa di nuovo. Ammiro ciò che i moderni alpinisti stanno facendo, nel fare ascensioni in stile alpino audaci e puri, spesso da soli, ma mi dispiace per coloro che ricorrono a scale e bulloni. Se non si riesce a salire una vetta o una parete senza ricorrere all’uso di bulloni, meglio lasciare a qualcun altro che può salire utilizzando le crepe e le caratteristiche che la natura ha fornito.

 

Lei è anche un acuto scrittore: prossima idea editoriale?

Non posso dirlo al momento, lo lascio dire a te.

 

Appesi gli scarponi al chiodo, cosa fa Chris Bonington nella vita privata?

Mi piace fare le cose con i miei nipoti, soprattutto durante una scalata. Ho letto molto – soprattutto storie militari, Amo giocare a bridge – un grande gioco a proposito – irruente se si è in quattro a giocare, ottimo specialmente per distogliere la mente dalla fame quando non si ha del cibo. Amo inoltre giocare a Civilasation, l’unico videogame a cui gioco.

 

ENGLISH VERSION

 

The British mountaineer Chris Bonington, born in 1934, won the Piolet d’or for Career 2015. The event will be held in Chamonix and Courmayeur 9 to 12 April. He succeeds Walter Bonatti, Reinhold Messner, Doug Scott, Robert Paragot, Kurt Diemberger and John Roskelley. On the occasion of this premium Mount Live interviewed Sir Chris Bonington.

“His adventures – this is the motivation of the Piolet d’Or – have marked the history of mountaineering in the Alps as in the Himalayas.” Congratulations …

 

It will definitely be hard to say, but is there a summit, a climb that will remember the most?

For sheer enjoyment and pureness of adventure, my first ascent of the West Summit of Shivling with Jim Fotheringham in 1983.  It’s a beautiful shapely summit of around 6400 meters  in the Gangotri Himalaya, spontaneous un reconnoitered Alpine Style, totally committing – retreat the way we had come would have been very difficult and dangerous , five days up one day down a route we had never seen and which also was a first descent.

The most dangerous and drawn out – first ascent of the Ogre in 1977 with it’s epic descent after Doug Scott broke his legs, the weather broke, going without food for five days but where working as a team, we survived.

The most intellectually and organizationally challenging –  Leading the successful expedition that made the first ascent of the South West Face of Everest in 1975

 

The peak that has remained a dream?

Sepu Kangri, In North East Tibet, the peak I saw in the far distance from the plane flying into Lhasa from Chengdu in 1982 on the far horizon of a huge range of mountains none of which had been climbed at that time.  In 1996 I went with Charles Clarke trying to find it on the ground and identifying it as Sepu Kangri and then tried it twice but were defeated by the weather.  It has since been climbed.

 

Can you give some advice to the young and not so young climbers today?

F you are starting, learn the basics and then climb with your  peers, exploring your own limits what ever they might be.  Have fun.  Have passion.  Make good friendships and care for the mountains and the environment.

 

What do you think of the ongoing search for records in the mountains?

Every generation needs to stretch the limits and push the limits of the possible – to find something new.  I admire what the modern innovative climbers are doing, in making bold and pure Alpine style ascents, often solo, but I regret those that resort to bolt ladders.  If you can’t climb a peak or wall without resorting to the use of bolts – leave it some one who can climb it using the cracks and features that nature has provided.

 

She is also a keen writer: next editorial idea?

I leave that to you.

 

After Hanging his boots on a nail, what does Chris Bonington do in his private life?

I love doing things with my grand children – especially taking them climbing.  I read a lot – particularly military history, I love playing bridge – a great game by the way sitting out a storm of there are four of you, especially to take your mind of being hungry of you’ve run out of food. I also enjoy playing Civilization, the only computer game I play.

 

CHRIS BONINGTON

Chris Bonington (Hampstead, 6 agosto 1934) è un alpinista e orientista britannico. La sua carriera include diciannove spedizioni sull’Himalaya, tra cui quattro sul Monte Everest e la prima salita della parete sud dell’Annapurna. Nel 1996 è stato nominato cavaliere per i suoi servizi per lo sport.

 

GLI INIZI Nel 1958, Bonington era nel gruppo inglese che ha asceso per la prima volta la parte sud-ovest dell’Aiguilles du Dru e nel 1961 con Don Whillans, Ian Clough e Jan Dlugosz nella prima ascesa della parte centrale del Freney sul lato sud del Monte Bianco. Nel 1960 faceva parte del gruppo di successo britannico-indiano-nepalese della spedizione sull’Annapurna II.

Ha lasciato l’esercito britannico nel 1961 ed è entrato a far parte Van den Berghs, una divisione dell’Unilever. Che lasciò nove mesi dopo e divenne un professionista alpinista ed esploratore. Nel 1966 fu dato il suo primo incarico dalla rivista Daily Telegraph a coprire altre spedizioni, tra cui l’arrampicata sul Sangay in Ecuador, caccia alle renne con gli Eschimesi sull’Isola Baffin. Nel 1968 ha accompagnato il capitano John Blashford-Snell e il suo esercito nel tentativo della prima discesa del Nilo azzurro.

 

LO SCRITTORE Ha scritto quindici libri, ha fatto molte apparizioni televisive e ha ricevuto molte onorificenze, tra cui, nel gennaio 2005 il titolo di cancelliere dalla Lancaster University. Egli è presidente onorario del Hiking Club e ha una barca che porta il suo nome nella flotta Lancaster University’s Boat Club. Inoltre egli è presidente Onorario della British Orienteering Federation. Ha vissuto a Cumbria con la moglie Wendy dal 1974. È patrono e ex presidente (1988-91) della British Mountaineering Council (BMC).

 

LA FAMIGLIA Sposato con Wendy, una freelance illustratrice di libri per bambini ed hanno due figli: Daniel e Rupert.

 

RICONOSCIMENTI

  • Nel 1996 venne nominato Sir per i suoi servizi per l’alpinismo
  • Nel 2005 riceve il titolo di cancelliere dall’Università di Lancaster
  • Nel 2015 riceve il Piolet d’Or alla carriera

 

PRINCIPALI SCALATE

  • 1961 Parete centrale del Freney, Monte Bianco (prima ascesa) con Ian Clough, Don Whillans e Jan Długosz
  • 1962 Parete nord Eiger (prima ascesa inglese) con Ian Clough
  • 1963 Torre centrale del Paine, Patagonia (prima ascesa) con Don Whillans
  • 1965 Coronation Street, Cheddar Gorge (prima ascesa)
  • 1966 Old Man of Hoy (prima scalata) com Tom Patey
  • 1970 Spedizione sulla parete sud dell’Annapurna (capo)
  • 1972 Spedizione inglese sull’Everest (capo)
  • 1973 Brammah (prima scalata)
  • 1974 Changabang, Garhwal Himalaya (prima ascesa) con Don Whillans, Doug Scott e Dougal Haston
  • 1975 Spedizione inglese sulla parete sud-ovest dell’Everest (capo), The Ogre (capo) con Doug Scott, spedizione inglese sulla parete ovest del K2.
  • 1981 Kongur Tagh (prima ascesa)
  • 1982 Spedizione inglese sulla parete nord-est dell’Everest (capo)
  • 1983 Cima ovest del Shivling, Gangotri (prima ascesa)
  • 1983 Massiccio Vinson (prima ascesa inglese)
  • 1985 Ascesa del monte Everest come membro della spedizione norvegese

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