Pubblicato il: mer, Mag 6th, 2015

Cortina in mtb: il tour delle 4 Forcelle con Wbike

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Settembre segna la fine dell’estate ma non del desiderio di altre avventure in Mtb. Anzi, è proprio questo il periodo migliore: giornate un po’ più fresche, poca gente lungo i sentieri, prezzi ovunque più bassi.

Così, verso la fine di settembre è ormai consuetudine organizzare con gli amici una trasferta sulle dolomiti, in modo da chiudere degnamente l’estate e prepararsi all’inverno senza rimpianti.

Quest’anno decidiamo per Cortina, una meta che solo per nostra imperdonabile negligenza avevamo sempre trascurato.

La partenza viene decisa il martedì per il giovedì, quando arriva la benedizione del meteo annunciando qualche giorno di tempo stabile.

Il camper viene preparato con il solito grande entusiasmo, qualche abito civile e soprattutto molti ferri del mestiere.

Al nostro arrivo c’è Max, un amico di Cortina che ha deciso di unirsi a noi per questa nuova avventura.

Spetta a Max far gli onori di casa e lui, da buon padrone, organizza tutto alla perfezione.

Cortina, 22 settembre 2012

L’appuntamento con Max è in piazza a Cortina. Il tempo di accompagnare due chiacchiere con un caffè e siamo pronti per la partenza.

Da Campi di Sotto (mt 1.120) iniziamo la salita fino al rifugio Palmieri (mt 2.046)

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Al rifugio una piccola sosta ci consente di riprenderci un po’ dai  primi 900 mt di dislivello

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Dal rifugio proseguiamo sul sentiero n. 434 che sale fino alla Forcella Ambrizzola.

Il sentiero sale sul fianco della Croda del lago e si mostra subito tanto spettacolare quanto impegnativo in alcuni passaggi

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In circa mezz’ora di marcia raggiungiamo la Forcella Ambrizzola (Mt 2277)

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Dalla forcella il paesaggio è superbo e ripaga ampiamente tutte le fatiche necessarie per raggiungerla.

Siamo al cospetto del Beco di Mezdi, sotto di noi la Conca Ampezzana. Le pareti del Cristallo troneggiano su tutte le altre vette delle dolomiti venete

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Rimaniamo senza fiato ad ammirare il grande spettacolo

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Dalla Forcella la marcia riprende sul sentiero n. 436 che attraversa i prati di Mondeval in direzione della Forcella Giau.

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Max si muove molto bene tra queste montagne. Frequenta regolarmente questi luoghi, sia in estate che in inverno, alternando la bici alle pelli a seconda delle stagioni.

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Dopo vari saliscendi raggiungiamo forcella Giau (mt 2360), la seconda della giornata.

Da qui infatti inizia la parte più impegnativa, con un paio di salite al limite e un paio di discese molto impegnative.

Il primo problema da affrontare è la discesa dalla forcella.

Nel primo tratto, per un centinaio di mt di quota, il sentiero scende sotto un’imponente parete rocciosa e si fa largo tra rocce e detriti di scarico.

In questo tratto non sono ammesse distrazioni.

Nel secondo tratto la traccia scende più agevolmente, il pendio si fa meno ripido permettendoci di scaricare un po’ della tensione accumulata nella parte iniziale.

Il sentiero devia verso sinistra in direzione di Col Piombin, la terza forcella che incontriamo nel nostro cammino.

Riprendiamo con la salita che solo nella prima parte è pedalabile. Nella seconda parte si prosegue per molti tratti con la bici in spalla

Riprendiamo quota per un’altro centinaio di metri, superando alcuni gradoni di roccia che ostacolano la salita

Raggiunta la forcella (mt 2239) proseguiamo in direzione di Passo Giau. Il sentiero scorre alla perfezione e rapidamente cambiamo versante. Raggiungiamo Passo Giau (mt 2236) dopo oltre 4 ore di marcia.

Siamo soddisfatti anche se sappiamo che le fatiche non finiscono qui.

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Dal Passo scendiamo rapidamente per qualche km fino al rifugio Fedare (mt.2000)

Dal rifugio imbocchiamo una vecchia pista militare che ci farà salire fino alla forcella Averau (mt. 2413).

Dal rifugio la visuale è coperta. Sappiamo che c’è molto da salire ma, da dove siamo, non si riesce a capire quanto.

Si tratta di superare l’ultimo grande dislivello della giornata, un tratto durissimo che poco più di 2 km ci farà recuperare oltre 400 mt di dislivello.

Lo sterrato parte subito con forte pendenza che aumenta man mano che saliamo.

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L’allegria che ci aveva accompagnato fino a poco prima lascia il posto ad un sofferto silenzio.

Proseguiamo ognuno per la propria strada, concentrando tutte le forze su questo ultimo sforzo.

Pedaliamo a testa bassa, per andare avanti occorre solo tanta determinazione. Riusciamo a rimanere in sella per tutta la salita, anche se le soste diventano sempre più frequenti. Salendo di quota i panorami si fanno sempre più ampi e la nostra vista arriva su gran parte delle dolomiti. Ormai siamo vicini alla forcella che con un ultimo balzo la raggiungiamo. La soddisfazione è tanta quando realizziamo che di fronte a noi non c’è più niente da salire.

Ci godiamo il momento seduti sulla terrazza panoramica del rifugio.

Un piatto di polenta, insieme a una buona birra e a un paesaggio da sogno, sono la giusta ricompensa per essere arrivati fin qui. Abbiamo raggiunto la quarta forcella di questa giornata, da qui in poi una lunghissima discesa fino a Cortina. Iniziamo a scendere per un sentiero che dalla Forcella arriva fino alle 5 torri.

Scendiamo rapidamente e in poco tempo arriviamo al rifugio Scoiattoli

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Siamo ormai sulla via del ritorno, imbocchiamo il sentiero n. 439 che quasi interamente nel bosco scende fino alla statale per il Passo Falzarego.

A Pocol deviamo verso le piste di sci e velocemente facciamo rientro a Cortina.

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A Cortina la giornata è davvero finita.

Al centro del paese ci fermiamo un attimo prima di salutarci e riprendere ognuno la propria strada.

E’ bastato un semplice sguardo per leggere, ciascuno negli occhi dell’altro, la soddisfazione provata in quel momento.

 

a cura di WBIKE

 

Altre info su:

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