Pubblicato il: ven, Apr 10th, 2015

Esperti di libellule si incontrano all’oasi WWF Le Cesine

Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail
L’ottavo convegno sulle “Libellule d’Italia” organizzato da WWF e Società italiana per lo studio e la conservazione delle Libellule. L’Italia è il Paese del Mediterraneo con la maggior ricchezza di specie

libellula

 

Domani e dopodomani, 11 e 12 aprile, presso la Masseria Cesine,  nella Riserva naturale dello Stato e Oasi WWF Le Cesine, si terrà l’ottavo convegno sulle “Libellule d’Italia”, organizzato dalla Società italiana per lo Studio e la Conservazione delle Libellule (Odonata) e WWF  Oasi. E’ il primo a svolgersi nell’Italia meridionale e vedrà la partecipazione di appassionati da tutta Italia, con interventi relativi alla distribuzione delle specie in varie Regioni (tra cui Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Umbria) e altri relativi ad aspetti più ecologici, come ad esempio la variazione della venulazione delle ali  (ovvero, la disposizione e lo svluppo delle venature) nelle specie migratorie.

WWF Oasi: “Abbiamo voluto ospitare questo importante convegno perché il compito delle aree protette è anche quello di favorire la ricerca applicata alla conservazione. In questo caso si tratta di animali poco conosciuti al grande pubblico ma  di  estremo valore naturalistico e come indicatori sulla salute ambientale”.

 

CHI SONO 

Le libellule (Odonata) sono un antico ordine di insetti comparso sul pianeta Terra oltre 320 milioni di anni fa, con forme simili a quelle attuali. Questi insetti utilizzano ambienti diversi, e molte specie hanno delle esigenze ecologiche specifiche che consente di “utilizzarle” come indicatori di qualità ambientale.  Dipendono infatti da ambienti acquatici e terrestri in salute per la loro sopravvivenza. Rappresentano anche buoni indicatori per la lotta ai cambiamenti climatici. Le specie minacciate di estinzione si concentrano nelle zone umide naturali, un ambiente molto a rischio nel nostro paese.  L’Italia è il paese, all’interno del Bacino del Mediterraneo, ad avere la maggior ricchezza di specie di libellule con 93 specie segnalate. Nove di queste specie sono  d’interesse comunitario (Direttiva Habitat) la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione,  dodici specie sono nell’Allegato IV della stessa Direttiva e richiedono una protezione rigorosa.

Delle 93 specie di libellule segnalate, una si è estinta in Italia in tempi recenti. Le specie minacciate di estinzione sono un totale di 10, pari al 10.9% delle specie esistenti, mentre Il 72% circa delle specie di libellule italiane non è a rischio di estinzione imminente.

 

ANIMALI ‘FRAGILI’

Le principali minacce alle libellule italiane sono la frammentazione e quindi la perdita di habitat (circa il 12% delle specie) e l’inquinamento (11% circa). Un numero di specie relativamente elevato (poco meno del 10%) è minacciato anche perché fattori intrinseci, come la scarsa tolleranza al disturbo antropico, aumentano il rischio che pressioni esterne abbiano effetti negativi sulle loro popolazioni. Per le specie che vivono nelle zone umide pressione agricola o variazione delle pratiche agricole tradizionali sono le principali minacce.

 

NUOVE SPECIE

Nell’ultimo decennio 6 nuove specie sono state aggiunte all’odonatofauna italiana, numero destinato a crescere con l’arrivo di nuove specie termofile in espansione dal Nord Africa.

Odonata.it è una associazione scientifica che promuove la ricerca odonatologica di base e applicata, la divulgazione delle conoscenze sull’odonatofauna e la protezione delle libellule e dei loro habitat.

Alessandro De Biasio

© 2015, ALL RIGHTS RESERVED.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*