Pubblicato il: ven, Ago 19th, 2016

Gian Carlo Grassi, l’uomo di ghiaccio

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Uno dei pionieri e protagonisti dell’arrampicata su ghiacio degli anni Ottanta. Molte prime, morì sui Sibillini per il distacco di una cornice di neve

gian carlo grassi

foto: banff.it

Correva l’anno 1984, il 19 agosto. Gian Carlo Grassi, classe 1946, effettò la prima salita sul Col Maudit/Pilastro di sinistra dei Tre Gendarmi con Isidoro Meneghin. Una delle sue tante prime, una delle tante imprese dell’Uomo del Ghiaccio.

Grassi nacque a Condove ed è morto sul Monte Bove il 1º aprile 1991. Grassi è stato un alpinista esperto oltre che guida alpina. È stato un pioniere dell’arrampicata su ghiaccio in Italia negli anni ottanta, compiendo molte prime salite fra cascate e goulotte in alta montagna.
Originario della Val di Susa, negli anni settanta fa parte del movimento del “Nuovo Mattino”, ambiente in cui frequenta tra gli altri Gian Piero Motti e Danilo Galante. Sono gli anni delle vie d’arrampicata in Valle Orco, sul Caporal e sul Sergent, e dell’arrampicata sui massi erratici della bassa Val di Susa.

Verso la fine degli anni settanta si appassiona alla nascente scalata delle cascate di ghiaccio e ne diviene presto protagonista. Grassi inoltre riesce a portare la tecnica delle cascate in alta montagna e diviene specialista della salita dei cosiddetti couloir fantasma, canaloni dove solo d’inverno la neve e il ghiaccio creano una via di salita.

In questi anni conosce Gianni Comino e con lui realizza una serie di importanti salite sul massiccio del Monte Bianco. Nel 1978 aprono una nuova goulotte sulla parete nord dell’Aiguille Verte e l’Ypercouloir sulla parete sud delle Grandes Jorasses. Nell’estate del 1979 compiono la salita estremamente pericolosa di due seracchi: il 4 luglio il seracco del Col Maudit e l’11 agosto quello a sinistra della Poire.

Ed è proprio su un seracco che pochi mesi dopo, Gianni Comino, appena ventottenne, perde la vita. Il 28 febbraio 1980, dopo un approfondito studio delle condizioni del terreno, Comino tenta in solitaria la salita del seracco di destra della Poire, ma verso l’uscita un crollo di ghiaccio lo fa precipitare.

Dopo la scomparsa di Comino Grassi continua la sua attività di esplorazione su ghiaccio salendo nuove cascate in tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta: in Valle Orco, Valli di Lanzo, Val di Susa, Val Varaita e Val di Cogne. Nel 1983 apre con Isidoro Meneghin una nuova via sul Monte Rosa, lungo il Pilastro Vincent m.4050 in uno tra i settori più selvaggi della parete valsesiana del Monte Rosa. Valutata TD-.

Scala anche all’estero: California, Canada, Ande, Patagonia, Himalaya. Nel 1984 con Renato Casarotto e Guido Ghigo sale Pomme d’Or nel Quebec (180 metri di stalattite), Polar Circus e Slipstream (cascata di 900 metri) nelle Montagne Rocciose Canadesi. Nel 1985 con Mauro Rossi ripete la via Supercanaleta al Fitz Roy.

A quarantaquattro anni, ancora nel pieno della sua attività alpinistica, Grassi perde la vita il 1º aprile 1991 dopo aver salito una cascata di ghiaccio sul Monte Bove, nei Monti Sibillini, per il distacco di una cornice di neve.

Nel 2011 gli viene dedicato il nuovo Bivacco Giuseppe Lampugnani al colle Eccles (Monte Bianco).

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