Pubblicato il: lun, Feb 29th, 2016

Gli svizzeri dicono sì al raddoppio del traforo del San Gottardo

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Nei referendum degli anni passati, per due volte, si erano detti contrari; la galleria verrà costruita a 70 metri dal tunnel esistente. Avrà la stessa lunghezza (16,9 km) e dovrebbe essere completata in sette anni. L’inaugurazione potrebbe avvenire attorno al 2027. I costi di realizzazione sono stimati a circa 2 miliardi di franchi. Ripercussioni per il traffico merci e di persone da e per l’Italia

san gottardo

 

Gli svizzeri hanno detto sì alla costruzione della seconda galleria autostradale del San Gottardo. Passa con il 57% dei voti. Solamente Ginevra e Vaud hanno espresso volontà contraria. Il dato è ancora provvisorio, sinora i “sì” sono stati 1’883’741 e i “no” 1’420’481.

Con cinque milioni di automobili e 900’000 autocarri l’anno, il tunnel autostradale del San Gottardo è tra gli assi viari più trafficati dell’arco alpino. Il 58% dei veicoli che attraversano le Alpi svizzere transitano dalla galleria tra Göschenen (canton Uri) e Airolo (Ticino). Inutile dire l’importanza di tale budello per il traffico merci e di persone da e per l’Italia. Per di più parliamo di un tunnel di 16,9 km, uno dei più lunghi al mondo (limite di velocità 80 km/h). E’ facile ritrovarsi, soprattutto nei giorni ed orari di punta, in colonne chilometriche, soprattutto dopo l’incidente che si verificò il 24 ottobre 2001, alle 9.39 del mattino. Il traforo fu teatro di una tragica collisione tra due tir. A causa dello scontro un serbatoio fu danneggiato e del carburante si riversò sulla carreggiata. Un cortocircuito di un cavo elettrico, a contatto con la miscela di diesel e aria, provocò un’esplosione e il susseguente incendio. I due automezzi pesanti e il loro carico – tra cui anche centinaia di pneumatici – furono rapidamente avvolti dalle fiamme. La temperatura all’interno della galleria salì in poco tempo oltre i 1200 gradi. Dieci persone persero la vita intossicate dal fumo, una morì carbonizzata.

 

Oggi, a ben 35 anni dalla sua inaugurazione – 5 settembre 1980 – il tunnel deve rifarsi il look; sì, perché necessita di lavori di manutenzione. Cosa non da poco, in quanto come si farà a garantire il flusso di auto e merci verso l’Europa?

Per il governo svizzero, la costruzione di una seconda canna seguita dal risanamento della galleria esistente rappresenta «la soluzione più opportuna e duratura».

Nel 2014, anche il parlamento si è espresso in favore della revisione della Legge federale sul transito stradale nella regione alpina (LTS), che autorizza appunto la costruzione della seconda galleria. Dicono che così si eviterà la chiusura prolungata dell’asse stradale nord-sud, scongiurando così un isolamento del Ticino dal resto della Svizzera. Inoltre garantirà una maggiore sicurezza.

Vana l’opposizione di sinistra ed ecologisti, per i quali il secondo tunnel porterà inevitabilmente a un aumento della circolazione e quindi dell’inquinamento.

Ma non solo loro. Il fronte del no annovera anche l’associazione “No al raddoppio”, un raggruppamento di una cinquantina di organizzazioni.

«Il raddoppio del Gottardo saboterebbe il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia», afferma Pult, presidente dell’Iniziativa delle Alpi. Potenziare l’autostrada, sostiene, significa fare concorrenza alla nuova galleria ferroviaria di base del San Gottardo (progetto Alptransit) che verrà aperta nel giugno 2016.

Comunque, ora è cosa fatta e il progetto è già bello e pronto. Verrà costruita a 70 metri dal tunnel esistente. Avrà la stessa lunghezza (16,9 km) e dovrebbe essere completata in sette anni. L’inaugurazione potrebbe avvenire attorno al 2027.I costi di realizzazione sono stimati a circa 2 miliardi di franchi, indica il governo. Considerando anche il risanamento della canna esistente, i costi complessivi della variante “raddoppio” ammontano a 2,9 miliardi di franchi.

 

Il fronte del no l’alternativa l’aveva:  la cosiddetta “autostrada viaggiante” (RoLa) tramite il trasbordo dei veicoli su treni navetta. Concretamente, gli automezzi pesanti transiterebbero lungo la nuova galleria di Alptransit, mentre le automobili passerebbero dalla vecchia linea ferroviaria del San Gottardo.

Ricordiamo che nelle due precedenti votazioni, nel 1994 e nel 2004, la maggioranza degli aventi diritto di voto si era espressa contro il raddoppio.

E poi c’era anche una terza via: costruire una nuova strada da Göschenen fino a 1650 metri di quota, scavare un tunnel di 6,7 chilometri e ristrutturare la strada sul versante sud del San Gottardo. L’alternativa è stata resa nota dal settimanale tedesco “Die Zeit”. L’ingegnere in questione è Christian Menn, esperto del settore. L’88enne svizzero ha infatti partecipato alla realizzazione della strada del San Bernardino ed altri strutture, tra le quali ponti. Secondo Menn il progetto costerebbe fra i 700 e gli 800 milioni di franchi in meno rispetto ad una seconda canna. La realizzazione sarebbe inoltre più semplice e il percorso in auto durerebbe solamente 17 minuti in più.

 

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