Pubblicato il: mer, Ago 19th, 2015

Gogna: “Stupisce che Cesa Bianchi caldeggi l’impianto sciistico Cervino-Rosa”

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Alessandro Gogna (alpinista, storico dell’alpinismo ed opinion maker) esprime perplessità in merito alle risposte che il presidente nazionale delle Guide Alpine, Cesa Bianchi, ha rilasciato durante un’intervista a Mount Live lo scorso luglio

A. Gogna sulla 4a L di T39°, parete sud del Balbacanu, 1a asc (Rocche di San Pantaleo). 29.08.2000

 

Il 9 luglio scorso Mount Live ha intervistato il rieletto presidente nazionale delle Guide Alpine, Cesare Bianchi, sui temi di stretta attualità inerenti la montagna. Dalle priorità delle Guide alla pratica dell’elisky, dagli albergatori-accompagnatori in montagna al posizionamento di croci ed altre infrastrutture sulle vette. Ed altro ancora. Tra le domande poste al presidente Bianchi anche una riguardante il progetto relativo ad un maxi-comprensorio sciistico tra Cervino e Monte Rosa ed in tale quadro si chiedeva al presidente Bianchi se ha più una visione turistica o dà priorità alla tutela e ad una visione “conservatrice” della montagna. Questa la risposta di Bianchi: “Io do priorità ad entrambe le cose: a un turismo sostenibile e che dia lavoro alla gente delle valli senza disintegrarle. Dopo di che il collegamento ci può stare, è un progetto grandioso, verso cui non ho particolari preclusioni, purché sia costruito nel maggiore rispetto possibile. Abbiamo costruito la Galleria di base del Lötschberg, del Gottardo e magari, riuscissimo a fare qualcosa di analogo al posto delle nostre autostrade, non sarebbe male”.

 

Ebbene alcune di tali risposte, soprattutto quest’ultima e un’altra riguardante l’elisky, hanno suscitato perplessità in Alessandro Gogna. Che sul suo blog scrive: “… E qui le sue risposte suscitano forti perplessità. La prima riguarda l’eliski, la seconda il progetto per la realizzazione di un maxi-comprensorio sciistico tra Monte Rosa e Cervino tramite la temuta giunzione del Vallone delle Cime Bianche. Sul primo punto il presidente risponde di “essere favorevole all’eliski nell’ambito di una regolamentazione rispettosa dell’ambiente e delle persone che vivono in quegli ambienti“. Paventando che la cessazione dell’eliski potrebbe danneggiare luoghi come per esempio la Valgrisenche (in cui a suo dire la pratica ha determinato negli anni un discreto indotto), Cesa Bianchi fa distinguo tra proibizione e regolamentazione. Lui stesso fa riferimento alle regolamentazioni dei paesi transalpini: e allora perché questi propongono solamente e sempre di più l’eliski sui monti italiani? La realtà è che, nell’assenza di regolamentazione totale, non solo noi permettiamo l’eliski, ma pure lo svendiamo! Quanto al collegamento delle Cime Bianche, Cesa Bianchi risponde che “il collegamento ci può stare, è un progetto grandioso, verso cui non ho particolari preclusioni, purché sia costruito nel maggiore rispetto possibile“. Continua suggerendo che, magari, sarebbe assai più importante rivolgere le nostre ansie ambientaliste alla costruzione di tunnel, tipo quelli del Lötschberg o del San Gottardo. Stupisce che il presidente caldeggi un progetto che porterà alla rovina definitiva un ambiente unico e già abbondantemente provato”.

 

Al di là delle risposte specifiche, Gogna dice: “In più, nel rispetto più totale delle opinioni del presidente, va detto che:  anche se lui si è sempre espresso (nell’intervista) in prima persona singolare, non ha mai detto che quelle sono le sue opinioni. Tacere questo significa lasciar pensare che le sue siano le tesi delle guide alpine italiane. E certamente non è così. Non esiste alcun mandato collegiale su questi argomenti. Il presidente non può parlare su questi scottanti argomenti come se parlasse a nome di tutti. In entrambe le risposte fa cenno al “massimo rispetto possibile”. Possibile che il presidente non sappia che la frase non significa nulla? Possibile che una persona della sua intelligenza e preparazione (e anche della sua sensibilità) non sia in grado, in tema di ambiente, di formulare qualcosa di più preciso e meno scontato? E che non lo ponga automaticamente in posizione sospetta di acquiescenza ai poteri e al business?”.

 

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