Pubblicato il: mar, Dic 29th, 2015

Gran Sasso, una via e una vetta intitolate alla guida Pino Sabbatini

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La cerimonia di commemorazione della guida alpina deceduta lo scorso anno sul Gran Sasso si è tenuta lo scorso 27 dicembre a Prati di Tivo

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Il 14 dicembre 2014 sul Gran Sasso persero la vita due alpinisti. Uno di essi era Pino Sabbatini, conosciutissima guida alpina nell’ambiente montano abruzzese. Si staccò un lastrone di ghiaccio in zona Corno Piccolo a quota 2.400 metri. Pino Sabbatini, 50 anni, Guida Alpina nonché volontario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino dell’Abruzzo, tecnico di elisoccorso e capostazione della stazione Cnsas di Teramo, accompagnava un suo storico cliente, un assicuratore pescarese di 44 anni (David Remigio), lungo il Camino di mezzo. Sorpresi dalla massa di neve e ghiaccio ceduta scivolarono nel dirupo per circa 400 metri.

 

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A distanza di un anno, il 27 dicembre, a Prati di Tivo si è tenuta una giornata di eventi in ricordo di Pino. Il tam tam è partito da Facebook.

 

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A Pino sono state intitolate una vetta e una via alpinistica sul versante teramano del Gran Sasso. A Prati di Tivo si è tenuta una cerimonia semplice ma commovente organizzata dall’Associazione Teknoalp. Gli sono stati dedicati il Canale di Mezzo, che da oggi si chiamerà “Canale Sabbatini”,  e la “Vetta Sabbatini”, sulla via “Smisurata preghiera” aperta di recente da Roberto Iannilli e Luca D’Andrea. Un modo per rendere imperituro il ricordo di uno scalatore profondo conoscitore di queste montagne, ha spiegato Pasquale Iannetti di Teknoalp, organizzatore della cerimonia di commemorazione.

“In questi giorni stavo rileggendo un romanzo di Alessandro Baricco, Questa storia, e c’è una frase che mi ha colpito particolarmente facendomi pensare a Pino. La frase è questa:

“La gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice”.

 

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Pino aveva sicuramente trovato lo scopo della sua vita, perché la felicità la potevi vedere nei suoi occhi, in ogni momento, ma era ancora più bello vedere con quanta gioia condivideva questa sua felicità con tutti!

Il vero alpinismo, l’alpinismo che mi ha insegnato mio padre, è quello che fai per la gioia di vivere condividendolo con gli altri.

Il Gran Sasso è magico, chiunque ha occasione di farci anche una semplice passeggiata se ne innamora, ne rimane stregato e riserverà anche una piccola parte della sua quotidianità a pensarlo!

Il pensiero del Gran Sasso si porta dietro anche i suoi protagonisti, quelli storici e quelli contemporanei. Pino era e resterà uno dei grandi personaggi delle nostre montagne. Ha dato alla montagna tutto, ha prestato la sua immensa esperienza per insegnare agli altri come andar per monti, ha aiutato chi era in difficoltà e ha fatto tutto questo sempre con la modestia che contraddistingue grandi uomini.

Era consapevole dei rischi che correva, li accettava e ci conviveva quotidianamente, Giusto Gervasutti diceva che “L’ebrezza di quell’ora passata lassù, isolato dal mondo nella gloria delle altezze, potrebbe essere sufficiente a giustificare qualunque follia.”

 

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Si scende al compromesso di accettare il rischio per perseguire un bene maggiore, essere felici! Pino era un uomo felice e così vorrebbe essere ricordato, in allegria! Oggi è la sua giornata ricordiamolo festeggiando!”.

Ad un convegno sull’alpinismo gli venne fatta questa domanda: ma lei perché rischia la vita tutte le volte che va in montagna compiendo le sue imprese? E Detassis rispose spiazzandolo!

“Io vado in montagna perché alla fine della giornata, quando torno al rifugio, bere una birra ha un sapore del tutto diverso!”

Questo è quanto detto da uno degli organizzatori, Eugenio Iannetti, prima di proiettare il filmato montato per ricordare Pino Sabbatini.

 

 

Durante la giornata di commemorazione Daniel Corrias e Filippo Evangelisti hanno tentato la salita al Canale Sabbatini, le condizioni della neve hanno reso la salita difficoltosa e per sicurezza hanno acceso i fumogeni ai piedi del canale!

 

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L’organizzazione dell’evento, come detto, è stato curata dall’associazione Teknoalp nella persona di Pasquale Iannetti, con il supporto logistico di Eugenio Iannetti. L’evento è stato realizzato grazie alla SIGET srl, la scuola sci gran sasso d’Italia, l’associazione Alpinisti del Gran sasso, sponsor ufficiali dell’evento concessionaria Toyota  Di Ferdinando di Teramo e l’azienda Agricola Cerulli Spinozzi.

 

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