Pubblicato il: mar, Apr 28th, 2015

Himalaya, terra di terremoti devastanti: tutti i sisma a partire dal XIX secolo

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Già dal XVI secolo le prime tracce di terremoti devastanti. Nel 1905 fece 200.000 morti, l’ultimo nel 1988 che provocò 7.000 morti

terremoto nepal

 

Il problema sismico sull’Himalaya è che il subcontinente indiano spinge verso l’Asia. E lo fa di 45mm all’anno. Ovviamente il cuore pulsante di tale collisione è l’Himalaya. Una catena montuosa formatasi 70 milioni di anni fa per il sollevamento proprio delle due faglie. Basti pensare che anticamente il monte Everest (rocce calcaree di origine marina) costituiva il fondale del mare di Thetys. Da tutto ciò si desume, quindi, che l’Himalaya è una delle zone sismiche più pericolose della Terra

Si ha notizia di devastanti terremoti dall’inizio del XVI secolo. Prima di allora si ritrovano tracce nei testi sacri del Buddismo e dell’Induismo.

Ma è solo a partire dal XIX secolo che si hanno testimonianze scritte e documentazioni in merito, in pratica dalla presenza britannica in India.  Il terremoto del 26 agosto 1833 ebbe epicentro nei pressi di Kathmandu ed ebbe una intensità di circa 7.7 gradi della scala Mercalli. I morti furono relativamente pochi poiché una prima scossa di minore entità fece in modo che la maggior parte della popolazione abbandonasse le abitazioni. La scossa maggiore avvenne 15 minuti più tardi e generò il crollo di numerosissime strutture ed edifici. Tuttavia le vittime accertate furono attorno alle 500.

Poi il 12 giugno 1897,  dai dati a disposizione si registrò una magnitudo intorno agli 8 gradi Mercalli. La devastazione fu gravissima. La faglia interessata si alzò di ben 15mt e più di 390.000 kmq furono interessati dal sisma. I morti furono 1.500.

 

Trascorsero solamente 7 anni, il 4 aprile 1905, un nuovo devastante terremoto nella valle di Kangra, nell’Himachal Pradesh. L’epicentro era nuovamente registrato lungo il fronte himalayano, per la collisione del subcontinente asiatico. La magnitudo raggiunse i 7.8 gradi Mercalli. Si calcola che le vittime siano state oltre 200,000. Morirono oltre 50.000 capi di bestiame.

Uno dei peggiori della storia del Nepal e dell’India si verificò, però, il 15 gennaio 1934. La magnitudo fu di 8.2 gradi Mercalli e l’epicentro fu registrato 10 km a Sud del Monte Everest. Le scosse furono avvertite lungo un’area estesissima dell’India, da Lhasa fino a Mumbai e Calcutta, che fu danneggiata. L’area di Kathmandu fu rasa al suolo e i morti furono più di 10.000.

Ancora il 15 agosto 1950: magnitudo 8.7 della scala Mercalli. L’epicentro fu il villaggio di Rima, in Tibet. Morirono circa 3.000 abitanti. Lungo il corso del fiume Subansiri si formò una enorme diga di fango che, alla sua rottura, generò un’onda di acqua, fango e detriti alta 7 metri.

L’ultimo, in ordine di tempo, il 20 agosto del 1988: un terremoto di intensità relativamente bassa (6,8 Mercalli) provocò tuttavia oltre 7.000 morti al confine tra India e Nepal. L’epicentro fu presso la cittadina di Lahan.

 

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