Pubblicato il: gio, Giu 11th, 2015

Il Cai di Lanzo Torinese chiama gli immigrati per il ripristino dei sentieri

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Il presidente Luigi Geninatti: “In prima battuta si è iniziato a portarli a pitturare la segnaletica orizzontale, poi visto la disponibilità e la loro buona volontà si è iniziato a portarli su itinerari bisognosi di vera pulizia della vegetazione infestante”

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“Su tutti i giornali ultimamente si parla continuamente degli sbarchi dei migranti, ormai le varie prefetture hanno distribuito a macchia di leopardo vari insediamenti nei comuni sia collinari che montani. Anche in molti comuni delle Valli di Lanzo si trovano nuclei di giovani extracomunitari che fanno parte ormai del tessuto sociale ma non sono ancora totalmente inseriti ed accettati nella comunità.

Purtroppo, vuoi per la lingua vuoi per la dislocazione logistica (a volte fuori dal paese) questi ragazzi non hanno molte occasioni di legare con gli abitanti del luogo.
La sezione del Cai Lanzo ha pensato di coinvolgere questi ragazzi come volontari per il ripristino dei sentieri: in prima battuta si è iniziato a portarli a pitturare la segnaletica orizzontale, poi visto la disponibilità e la loro buona volontà si è iniziato a portarli su itinerari bisognosi di vera pulizia della vegetazione infestante.

Ad oggi sono stati impegnati il gruppo di Balangero sulla pittura del sentiero 020 che collega Fiano a Cafasse, successivamente il gruppo che staziona a Lemieimpegnandolo con i volontari del CAI sul sentiero 331 che collega Lemie ad Usseglio, poi sul sentiero dei mulini di Coassolo-Lanzo coinvolgendo il gruppo di Lanzo. Sono già stati presi contatti per coinvolgere anche il gruppo di Coassolo sui sentieri dello stesso comune.

Dopo i contatti avuti con le cooperative che gestiscono gli insediamenti, ci sono statiincontri per spiegare l’operato del Cai ed i lavori di volontariato sui sentieri, poi la sezione ha provveduto a fornire attrezzatura ai neo volontari e a guidarli sui lavori.Gli stessi volontari Cai sono stati impressionati dalla buona volontà di lavorare e dal ritmo di impegno (forse dovuto anche alla loro giovane età che permette loro di avere forza nelle braccia)”.

 

Luigi Geninatti
Presidente CAI Lanzo

 

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