Pubblicato il: gio, Mar 3rd, 2016

Il mito di Jerzy Kukuczka, l’uomo dei record (in invernale e non)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail
Ha scalato tutti i 14 Ottomila dopo Messner ma lo ha fatto in minor tempo. 4 prime invernali. Ha aperto tantissime vie in Himalaya, alcune ancora inviolate

Jerzy Kukuczka

 

Jerzy Kukuczka, il superman polacco. Uno dei migliori alpinisti di sempre. L’amico-“rivale” di Messner. L’uomo che salì, dopo l’altoatesino, i 14 Ottomila, ma lo fece in minor tempo (1979-1987). L’uomo che amava l’inverno, l’alpinista che ha effettuato, come l’italiano Simone Moro dopo la recentissima conquista del Nanga Parbat, quattro Ottomila in prima invernale. Anche se il Cho Oyu, come riportato nella scheda, lo ha salito come secondo team tre giorni dopo ad altri due suoi connazionali. Alpinisti dello stesso team polacco che era composto da Maciej Berbeka, Eugeniusz Chrobak, Krzysztof Flaczyński (medico), Mirosław Gardzielewski, Zygmunt Andrzej Heinrich e appunto Jerzy Kukuczka, Maciej Pawlikowski e Andrzej Zawada (manager), Martin Berkman, André Frapier, Jacques Olek (vice direttore) e Yves Tessier (medico).

Vogliamo ricordarlo con una piccola finestrina proprio ora, all’indomani della conquista del Nanga Parbat in invernale, per ricordarlo e per ricordare a tutti le sue imprese (invernali e non) e non farle cadere nel dimenticatoio. Kukuczka non fu mai uomo mediatico e la stampa internazionale non è che lo seguì e “venerò” più di tanto.

In Polonia aveva creato una scuola di alpinismo. Lì dove lo chiamavano Ulisse.  Impiegato elettrotecnico all’ente minerario di Katowice, era padre di due bambini. Kukuczka non era uno sportivissimo nella vita quotidiana (fumava, beveva vino e amava il buon cibo), ma rigoroso durante le spedizioni. Jerzy, in italiano Giorgio, amava la musica jazz. Durante le spedizioni portava con sé sempre le sue cassette. Diceva che la musica lo avvicinava di più alla montagna; amava Chopin e Bach.

Allora le spedizioni erano altra cosa. Nelle attrezzature. Nella comunicazione. Pure nel meteo. Nelle sponsorizzazioni. Il polacco guadagnava poco, solo quello che gli serviva per le spedizioni. Spesso si riforniva di equipaggiamenti al mercatino dell’usato di Katmandu.

Era nato a Katowice il 24 marzo 1948 e trovò la morte tentando di scalare il versante sud del Lhotse in Nepal, il 24 ottobre 1989, a 8200 metri di altezza: una corda usata che aveva comprato in un mercato di Katmandu si è rotta di colpo durante l’ascesa.

Nello scalare i quattordici Ottomila ha aperto 10 nuove vie e, come detto, per quattro volte ha raggiunto la vetta in inverno. Nel 1986 ha scalato il K2 aprendo una nova via sulla sud (detta anche “Via Polacca”). Una via difficilissima. Tanto che lo stesso Messner la chiamò una “via suicida”. Una via da allora inviolata.

 

Un po’ del suo curriculum, in soli 8 anni, Kukuczka ha portato a termine le quattordici spedizioni:

 

  1. 1979 – Lhotse – via normale
  2. 1980 – Everest – nuova via con Andrzej Czok
  3. 1981 – Makalu – nuova via, in solitaria
  4. 1982 – Broad Peak – via normale, in stile alpino
  5. 1983 – Gasherbrum II – nuova via, in stile alpino
  6. 1983 – Gasherbrum I – nuova via, in stile alpino
  7. 1984 – Broad Peak – nuova via, in stile alpino
  8. 1985 – Dhaulagiri – prima ascesa invernale con Andrzej Czok
  9. 1985 – Cho Oyu – prima ascesa invernale (come secondo team con Andrzej Heinrich dopo Maciej Berbeka e Maciej Pawlikowski salito 3 giorni prima), nuova via
  10. 1985 – Nanga Parbat – nuova via
  11. 1986 – Kanchenjunga – prima ascesa invernale con Krzysztof Wielicki
  12. 1986 – K2 – nuova via, in stile alpino
  13. 1986 – Manaslu – nuova via, in stile alpino
  14. 1987 – Annapurna – prima ascesa invernale con Artur Hajzer
  15. 1987 – Shisha Pangma – nuova via, in stile alpino

 

© 2016, ALL RIGHTS RESERVED.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*