Traversata da Campagna a Oliveto Citra

 

Sentiero di traversata che conduce da Campagna a Oliveto Citra, scavalcando i contrafforti sudorientali del massiccio del Polveracchio e toccando vari punti di interesse ambientale (Vallone del Trigento, Piano di Montenero, Piano Canale) e storico-artistico (Eremo di S. Michele). La traversata può essere compiuta in entrambi i sensi. La descriviamo da Campagna a Oliveto Citra. All’ingresso del borgo di Campagna si trovano le indicazioni per l’Oasi WWF del Polveracchio. Si prosegue, oltrepassando il Santuario della Madonna di Avigliano, per circa 8km. Il sentiero comincia 50m più avanti di un’ampia piazzola sulla sinistra della strada. Per l’accesso da Oliveto Citra, attraversare il paese e seguire le indicazioni per il cimitero. Oltrepassato il cimitero, seguire le indicazioni per Contrada S. Pietro sulla destra (si può girare ad un bivio in corrispondenza di un tornante oppure più avanti prima che la strada cominci a inerpicarsi per Piano Canale; in entrambi i casi, si raggiunge una sterrata che contorna la base del M. Raia verso nord e che costituisce l’attacco del sentiero. Il borgo di Campagna è raggiungibile con autobus SITA. La stessa linea, passa in prossimità del cimitero di Oliveto Citra. Dalla strada per l’oasi WWF, si risale prima per una sterrata degradata con discreta pendenza. Si nota sulla destra in alto una parete rocciosa dove nidificano coppie di rapaci. La prima salita termina a Varco Sellara, dove ci lasciamo sulla sinistra il sentiero 154A che sale al Polveracchio e proseguiamo verso est in leggera discesa su un bel sentiero ampio. In lontananza scorgiamo il Piano di Montenero, dal quale ci divide una profonda gola dove scorre il fiume Trigento. Quando la discesa si fa più decisa, il sentiero diventa un’esile traccia che si infila tra la vegetazione bassa. Dopo soli 300m, però, la traccia sbuca su un’altra sterrata, dalla quale è ben visibile l’Eremo di San Michele, incastonato sulla parete rocciosa di fronte. La sterrata ci conduce quindi sul fondo della spettacolare gola del Trigento, famigerato scenario di episodi del brigantaggio ottocentesco. Seguiamo brevemente il corso del fiume in discesa con 3 facili guadi, poi prendiamo una sterrata che ci consente di risalire sulla sponda opposta. Dopo tre curve la lasciamo per imboccare uno stretto sentierino caratteristico che risale il ripido pendio soprastante ricercando i tratti meno impervi. Superiamo l’Acqua del Merlo e risaliamo ancora fino a sbucare su un’ampia sterrata in terreno aperto ai margini del Piano di Montenero. In pochi minuti siamo all’Eremo di San Michele, annunciato da una croce in pietra settecentesca (circa 2h15 dall’inizio dell’escursione). L’Eremo si raggiunge attraverso un cancello e passando sotto una caratteristica caverna. Diverse leggende sono legate alla frequentazione del luogo, tra cui una cacciata del diavolo da parte di San Michele e una visione da parte di un pastore che cercava un toro sperduto sulla montagna. La presenza di eremiti nella grotta è nota dal X secolo, ma la prima chiesetta è del 1257. Man mano che si aggiungevano monaci, l’eremo veniva ampliato e la piccola chiesetta venne rifatta nel XVI secolo con un affresco nella nicchia dell’abside. Ulteriori opere di rinforzo e a ampliamenti furono completati nei due secoli successivi, prima che l’ultimo eremita morisse. Oltre alla chiesetta, sono presenti otto stanzette, cinque cucine, un refettorio e uno spiazzetto di conversazione all’aperto. Per la visita, chiedere al Comune di Campagna. Tornati alla croce in pietra, risaliamo su terreno aperto per altri 50m fino a raggiungere il Piano di Montenero vero e proprio. Qui seguiamo delle sterrate pianeggianti che ci consentono di attraversare questo ampio altopiano a quota 1100m caratterizzante il braccio meridionale del massiccio del Polveracchio. Il Piano alterna boschetti di agrifoglio ad ampie radure. Domina il piano a nord il M. La Picciola, accessibile dal sentiero 154B che ci lasciamo sulla sinistra. Alla fine del Piano di Montenero, in una radura panoramica, notiamo i ruderi di un vecchio Casone ormai andato in rovina. Dopo il Casone il sentiero scende in un bel bosco di faggi fino a raggiungere il Piano Canale (1h00 dall’eremo). In questo punto, provvisto di area di sosta e di una vecchia caserma del corpo forestale, si può giungere anche in auto da Oliveto Citra. Attraversato tutto il Piano Canale verso nord, lasciamo sulla sinistra il sentiero 154C per la Grotta Prufunnata e scavalchiamo una piccola selletta a est che separa il Piano Canale dal Piano Policastro, un appartato corridoio tra bei faggi. Il sentiero quindi scende più deciso aggirando il M. Raia dal versante settentrionale. Verso la fine della discesa si apre il panorama sull’ampia Valle del Sele. Il sentiero termina su una sterrata in Contrada San Pietro (1h00 da Piano Canale), che in 5 minuti conduce alla strada asfaltata, dalla quale si raggiunge Oliveto Citra.

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Scheda Itinerario

  • Luogo: Via Piedizappino, 5, 84022 Campagna SA, Italia 
  • Regione: Campania 
  • Provincia: Salerno 
  • Difficoltà:
  • Punto di Partenza: Campagna 
  • Punto di Arrivo: Oliveto Citra 
  • Dislivello:
  • Sentiero n°: vari 
  • Tempo di percorrenza: h 5,00 da Campagna a Oliveto Citra. 5h30 da Oliveto Citra a Campagna 
  • Lunghezza: 16 Km 
  • Altitudine massima: 1567 mt 
  • Periodo consigliato: tutto l'anno 
  • Tipo di via: normale 

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