Valle di Badignana

Quattro laghi e alcune torbiere offrono uno spaccato del paesaggio di origine glaciale dell’alta Val Parma. Il M. Scala consente una magnifica escursione attorno ad esso, offrendo soprattutto la spettacolare parete occidentale.
Dal parcheggio del Rif. Lagoni 1341 m si percorre per qualche centinaio di metri la strada forestale di accesso in dir. Cancelli (NW), in progressiva discesa nella faggeta, fino che a sinistra, a quota 1322 m, si volta in una carreggiata sbarrata (segnavia 719). La carrareccia risale la sponda destra idrografica della Parmetta di Badignana. Intorno a quota 1400 m si raggiunge la confluenza tra la Parmetta ed il Rio di Badignana e si varca quest’ultimo, che proviene da sinistra (S). La carrareccia sale ancora su depositi morenici, uscendo dalla faggeta per inoltrarsi nel grande ripiano delle Capanne di Badignana 1478 m. (0.50).
Come alle Capanne del Lago Scuro, anche qui l’opera dell’Amministrazione Forestale, soprattutto nei due dopoguerra, e impiegando decine di operai, portò alla sostituzione delle capanne di pietra e zolle con un grande edificio in pietra con stalla, abitato ogni estate da pastori lunigianesi, almeno fino alla recente morte dell’ultimo anziano pastore. Fu effettuata anche una bonifica con evidenti canalizzazioni del ripiano torboso, un antico lago interrato sul fondo di un circo glaciale. Siamo dominati a S dal crinale tra il M. Matto ed il M. Brusà, mentre a N e S si ergono le pareti stratificate della Roccabiasca e del M. Scala. Una grande fontana tra faggi secolari invita ad una sosta presso l’edificio, dotato di un vasto portico.
Ritornando sui propri passi per un centinaio di metri, si nota a destra un ripido e ampio tratturo in salita, in dir. SE, che risale la valle di Badignana (segnavia 715). Scavalcato faticosamente un gradone morenico, si sbuca ad oltre 1500 m di quota su un colle prativo che si affaccia su una vasta torbiera a catino 1531 m (0.20-1.10), ai piedi della ripida ed incombente parete occidentale del M. Scala.
Il sentiero la lascia a sinistra, ma è difficile non sostare o andare a curiosare tra i massicci muri di sostegno, le grandi “masere”, cumuli di pietre tolti dai i prati per renderli più appetibili alle greggi, tra le sorgenti che sgorgano ai lati del pianoro, e soprattutto ai bordi della torbiera, in parte ancora sommersa, e attraversata dai meandri del Rio di Badignana. Allo sbocco a valle della torbiera esce il Rio , superando con una piccola forra e qualche salto il gradone di arenaria levigata dai ghiacciai, mentre ad E incombe la parete quasi verticale del M. Scala 1709 m.
La bella mulattiera selciata risale la vallata, ormai fuori dal bosco, in un tappeto di mirtilli, tenendo il Rio di Badignana sulla sinistra. Superato il bivio con l’antica mulattiera per il Passo di Badignana e la Lunigiana (sent. 715A), si scende a sinistra per attraversare il ruscello nascente: è il momento, se si ha sete, di deviare a destra e raggiungere in breve la copiosa Fontana del Vescovo 1595 m (0.30-1.40).

Variante del M. Matto: allunga l’it. di oltre 1 ora e raggiunge il crinale appenninico dal Passo di Badignana al M. Matto, con vasti panorami sull Lunigiana (difficoltà E). Si torna al bivio precedente e si imbocca il sent. 715A che sale ripidamente alle spalle della fonte sul tracciato di una secolare mulattiera di valico per raggiungere il Passo di Badignana 1680 m (0.30).
Fu uno dei valichi un tempo più frequentati dai pastori di Treschietto per raggiungere ogni estate i verdi pascoli della Val Parma, ma anche per commerci e contrabbando tra i due versanti, e da ultimo durante l’occupazione tedesca per scendere oltre il fronte di notte o scambiare scorte alimentari.
Voltiamo a sinistra sul sent. 00 di crinale, dove una ripida salita risale l’anticima quotata 1806 m, separata dalla vetta da un perfetto circo glaciale sospeso in miniatura sulla destra. Lasciato a sinistra un sentiero per il Lago del Bicchiere, che percorreremo dopo, raggiungiamo la vetta del M. Matto 1836 m (0.40), seguito da una seconda anticima con una croce in legno.
Si tratta di una delle vette più panoramiche, perché posta quasi al centro del tratto più elevato del crinale tra le valli del Parma e della Magra. La vista sul versante parmense è dominata dai salti di arenaria grigia del M. Scala e delle altre vette minori laterali, la Roccabiasca, la Rocca Pumaciolo, la Rocca Pianaccia, cortine di pietra simili a sentinelle dei sottostanti laghi. Il versante lunigianese sprofonda in 1500 m di voragine, fino ai minuscoli borghi dell’antico feudo di Treschietto, circondati da orti e terrazzamenti ad ulivi, da castagneti e cerrete, come in una foto aerea. Lontano, se l’aria è limpida, si scorge il mare, la Corsica e l’intero arco alpino.
Si scende dal M. Matto tornando all’anticima ovest ed imboccando a destra il sentierino che scende ripido il versante settentrionale puntando sul sottostante Lago del Bicchiere, dove si raggiunge l’it. principale (0.30)
Rientrati sulla mulattiera, si risale a destra sul sent. 715 la bella mulattiera a tornanti verso il crinale che unisce il M. Scala al M. Matto. In pochi minuti lo si raggiunge al Passo di Fugicchia 1669 m (0.20-2.00), uno dei più suggestivi punti panoramici al di sotto del crinale principale. Si ritrova dall’alto la valle del Lagoni, ed in più si gode di un’infilata della serie di creste successive, verso le valli del Cedra e dell’Enza ad E, verso il M. Orsaro e la Cisa ad W. I due circhi glaciali, di Badignana e del Lago Scuro si aprono ai nostri piedi. L’affilata cresta S del M. Scala si presenta nella sua elegante veste migliore.
Prima di scendere, consigliamo una breve deviazione verso SE (sent. 717) al vicino e curioso Lago del Bicchiere 1724 m (0.10-2.10). Si tratta di un piccolo lago senza emissario, profondo meno di 1 metro, creatosi al piede settentrionale del M. Matto dall’azione congiunta dell’erosione glaciale e della giacitura degli strati di arenaria.
Tornati al Passo di Fugicchia si scende ora a destra lungo il sent. 715, che con un ampio panorama sulla valle e sulle creste prospicienti della Rocca Pumaciolo e del M. Paitino, raggiunge tra mirtilleti il Lago Scuro 1527 m (0.40-2.50), uno dei più raccolti e suggestivi laghi della zona, dominato dai balzi sudorientali del M. Scala. Il colore è dato anche dalla profondità, che raggiunge i 10 m, e dal contorno di faggi, sotto cui esce una sorgente non perenne.
Presso l’emissario il sentiero scende in breve nei pianori sottostanti, dove si unisce al sent. 711-713 che si segue a sinistra: in breve tra grandi rocce levigate dai ghiacci (che invitano ad una ennesima sosta contemplativa) appaiono i Lagoni, dapprima il Lago Superiore, avvolto nella vegetazione, poi quello Inferiore, tra i tronchi della faggeta ad alto fusto che accompagna la bella mulattiera selciata verso il parcheggio del Rif. Lagoni (0.40-3.30).

fonte: parcoappennino.it

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Scheda Itinerario

  • Luogo: Lagoni, Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, 43021 Corniglio PR, Italia 
  • Regione: Emilia Romagna 
  • Provincia: Parma 
  • Difficoltà:
  • Punto di Partenza: Rif. Lagoni 1342 m 
  • Punto di Arrivo: Rif. Lagoni 1342 m 
  • Dislivello: 420 mt 
  • Sentiero n°: 719 - 715 - 711 
  • Tempo di percorrenza: 3,30 oe 
  • Lunghezza:
  • Altitudine massima: 1724 mt 
  • Periodo consigliato: da giugno a ottobre 
  • Tipo di via: normale 

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