Pubblicato il: gio, Mag 12th, 2016

La Mefite irpina verso il Patrimonio Unesco

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Sabato 14 maggio, alle ore 10, presso il Circolo della Stampa di Avellino (corso Vittorio Emanuele / Palazzo della Prefettura) il Club Alpino Italiano – Sezione di Avellino presenterà la candidatura della Mefite e della Valle d’Ansanto nella lista propositiva nazionale per il Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco

mefite avellino

 

Alla conferenza stampa parteciperanno il presidente del Consiglio regionale della Campania Rosa D’Amelio, il presidente della Provincia di Avellino Domenico Gambacorta, l’assessore alle Politiche culturali del Comune di Avellino Teresa Mele e il sindaco di Rocca San Felice Giuseppe Fiorillo.
L’introduzione sarà a cura di Francesca Bellucci, presidente della sezione di Avellino del Club Alpino Italiano.

Interverranno il professore Giovanni Chiodini, dirigente di Ricerca presso l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, esperto in processi di degassamento terrestre, con una relazione illustrativa dal titolo «La Mefite d’Ansanto: un fiume di gas vulcanici nell’Appennino», il professor Michele Sisto, geologo e cultore della materia presso l’Università del Sannio con una relazione dal titolo «La Mefite d’Ansanto: conoscenza, tutela e valorizzazione per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale» e Mario Casarano, dirigente della Soprintendenza archeologica della Campania con «La valle d’Ansanto e il santuario della dea Mefite: dove inizia l’Acheronte che spalanca le fauci pestifere».

Le conclusioni saranno affidate a Raffaele Luise, presidente regionale del Club Alpino Italiano.

 

La Mefite è un laghetto di origine solfurea situato tra il territorio dei comuni di Villamaina, Torella dei Lombardi e Rocca San Felice. Tale denominazione ha origine dalla popolazione degli Hirpini che, accasatesi nei pressi del lago, chiedevano alla Dea Mefite, venerata dalla maggior parte delle popolazioni dell’Italia meridionale, ricchezza e protezione. Le fu dedicato anche un santuario, eretto intorno al VII secolo a.C. Sono stati rinvenuti, nei pressi del tempio, numerosi oggetti provenienti da varie civiltà tra cui anfore,terrecotte e l’altare della Dea Mefite, conservato nel Museo di Capodimonte. Il laghetto, invece, è costituito da una pozza d’acqua profonda non oltre due metri per 40 metri di perimetro che ribolle a seguito delle emissioni di gas del sottosuolo, costituite principalmente da anidride carbonica e acido solforico. A causa di ciò il territorio circostante è quasi privo di vegetazione e popolazione animale, ad eccezione di una piccola pianta legnosa rarissima, la Genista anxantica, a suo tempo scoperta e classificata dal botanico Gussone e riportata nella Flora Napoletana dal Tenore.

 

fonte: lo scarpone, wikipedia

 

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