Pubblicato il: sab, Mar 12th, 2016

La storia di Julie Tullis, sogno e destino sul K2

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L’alpinista e regista britannica divenne compagna di cordata con Kurt Diemberger (oltre che tecnico di ripresa) e insieme salirono su diversi Ottomila. Perse la vita sul K2 nel 1986, l’anno in cui sulla montagna morirono 13 alpinisti (anche l’italiano Renato Casarotto) 

julie tullisJulie Tullis, classe 1939, è stata un’alpinista e regista britannica. Era una donna con la montagna dentro. Iniziò nel 1956 ad arrampicare nella zona di Tunbridge Wells, dove incontrò Terry Tullis. Nel 1959 i due si sposarono e negli anni successivi vissero gestendo diverse piccole attività. Ebbe due figli. Proseguirono l’attività di arrampicata, creando e gestendo anche la relativa scuola di Bowles Rock; Julie era inoltre cintura nera di aikido e karate.

La sua vita ebbe una radicale svolta nel 1976 quando incontrò l’alpinista austriaco Kurt Diemberger, e dal 1980 i due lavorarono insieme, tenendo conferenze. Nel 1981 Diemberger assunse Julie come tecnico di ripresa per una spedizione al Nanga Parbat: fu in questa occasione che iniziò la loro carriera di documentaristi d’alta quota. Nel corso di questa attività, tra le altre, organizzarono spedizioni allo sperone nord del K2 e all’allora inviolato sperone nord-est dell’Everest.

Nel 1984 la Tullis e Diemberger salirono il Broad Peak. Dopo altri lavori cinematografici, i due organizzarono una spedizione al K2 per il 1986. Le fu fatale!

Tullis e Diemberger riuscirono a raggiungere la vetta il 4 agosto 1986, a tarda ora. Julie Tullis diventò così la prima donna britannica a raggiungere la vetta del K2. Poco dopo aver iniziato la discesa, Julie cadde trascinando con sé Kurt; i due riuscirono fortunosamente a fermarsi. Dopo questo incidente, però, preferirono non continuare a scendere al buio e bivaccarono in quota, in una buca nella neve.

Il giorno seguente Tullis mostrava segni di congelamento al naso e alle dita delle mani, ed evidenziava problemi di vista: un comune sintomo di edema cerebrale. I due arrivarono al campo IV verso mezzogiorno, ma rimasero bloccati insieme ad altri cinque alpinisti fermi a causa dello scatenarsi di una tempesta che sarebbe durata per giorni. La tenda di Kurt e Julie collassò a causa della neve e i due dovettero dividersi e trovare rifugio nelle tende dei compagni.

Julie Tullis morì nella notte tra il 6 e il 7 agosto 1986 e il suo corpo venne adagiato nella tenda precedentemente abbandonata. Il suo corpo non fu mai ritrovato ed il suo nome è stato aggiunto al memorial Gilkey ai piedi della montagna.

Nel 2005, fu ritrovata sul ghiacciaio sottostante il K2 un’audiocassetta contenente un diario di Julie Tullis registrato nel 1982.

Il 1986 fu l’anno tragico sul K2: tra giugno e agosto persero la vita tredici alpinisti impegnati in diversi tentativi di ascensione sulla montagna himalayana. Tra costoro c’era anche l’italiano Renato Casarotto (12 luglio) caduto in un crepaccio.

Sulla tragedia Diemberger ha realizzato un film documentario nell’89. Il film (K2 Sogno e Destino) ha vinto il premio Genziana d’oro al festival di Trento del 1989.

Nel Ventennale della morte i suoi due figli hanno percorso un a lungo trekking sino alla lapide della loro mamma…

 

Fonte: wikipedia

 

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