Pubblicato il: gio, Mar 5th, 2015

L’albero che canta, alla scoperta dell’abete rosso di Val di Fiemme

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Il legno di quest’albero viene usato dai maggiori produttori di strumenti, come Stradivari e Fazioli. Le curiosità

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L’ Abete rosso è un albero diffuso sulle Alpi, ma è presente anche in altre zone montane del resto d’europa. Può raggiungere un’altezza pari a 60 metri ed ha la particolarità di diversificarsi in base all’altitudine dove esso é posizionato, infatti, quelli posizionati in basso hanno una chioma più larga e folta e viceversa. Prende il nome dal colore della sua corteccia che è di colore rossastro e molto sottile come spessore. Le sue foglie sono a forma di aghi e i suoi frutti sono le classiche “pigne”, denominate tecnicamente “strobili”. Nascono tra i 600 e i 2100 metri e si possono incontrare anche in Oriente.

Il legno di questo albero viene utilizzato molto per creare strumenti musicali, più precisamente per creare la casse armoniche di essi. Esiste una specialità di esso che viene denominato in vari modi: abete di risonanza, l’abete maschio e l’Albero che canta.

L’abete maschio presenta anomalie di accrescimento degli anelli che segnano l’età  (maschiature), molto ricercato dai liutai per realizzare le tavole armoniche di strumenti musicali quali violini, viole, violoncelli, contrabbassi, clavicembali, pianoforti, chitarre classiche. La sua crescita é limitata a poche zone europee.

 

Il maggior fornitore naturale di questa specie è la Val di Fiemme, ma anche molte altre zone montane dell’Italia del nord, ed in piccole quantità è presente anche in Germania. I maggiori produttori di strumenti ad arco come Stradivari ma anche per i  pianoforti di alta gamma (Fazioli per esempio)  utilizzano l’ abete di risonanza della Val di Fiemme per realizzare le casse armoniche.

Da un recente censimento del Corpo Forestale dello Stato viene segnalato un grande abete rosso a Bagni di Mezzo di San Pancrazio con un’altezza di 45 m ed una circonferenza di 4,8 m.

Oltre alle sue caratteristiche acustiche, altre parti dell’ abete rosso sono molto produttive per il fabbisogno della società. Infatti dalla sua resina viene prodotta la famosa acquaragia, mentre, dalla corteccia si estraggono i tannini, usati per la concia delle pelli.

L’abete rosso è l’esempio vitale più longevo sul pianeta. In Svezia hanno riscontrato la presenza di un abete che avrebbe ben 9550 anni,  battezzato col nome di Old Tjikko.

 

Ivan Iarrobino
i.iarrobino@mountlive.com

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