Pubblicato il: ven, Lug 1st, 2016

“L’altra montagna” di Gabriele Gallo ti cambia la vita

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Uscito da alcuni mesi (edito da 20090), racconta della gente che resiste: un giornalista sale in quota ad intervistare pastori, rifugisti, bottegai e scopre un mondo antico, saggio, leale e prende un nuovo sentiero di vita… 

Copertina singola“L’Altra Montagna” (quando l’incontro con chi resiste ti cambia la vita) lo consiglierei a tutti i montanari per continuare a crederci e a lottare, ai turisti della domenica o di quelli che frequentano location dove anche la neve cade firmata per iniziare a comprendere che le terre alte sono ben altro di panorama e aria rarefatta o di luci e vetrine. Lo consiglierei a chi vive dentro quei labirinti di cemento chiamati città per far capire loro da dove veniamo e dove stiamo andando. Lo consiglierei ai rappresentanti della classe politica/decisionale con la speranza che la marginalità non resti alla fin fine solo un più facile serbatoio di consenso irrorato dalle difficoltà.

Il libro di Gabriele Gallo, uscito da alcuni mesi per l’editore 20090 (www.20090.eu), racconta proprio della gente che resiste. Racconta di tenacia, fervore, saggezza, di visi rugosi e occhi profondi e sinceri. Di gente lontana mille miglia da comodità e gesti quotidiani robottizzati, da inquinamento e traffico, da supermercati e bombardamenti pubblicitari. Gabriele ci parla di pastori e di come i pastori siano generosi, di come sanno ascoltare. Ci racconta di rifugisti alle prese con mille difficoltà, di giovani che hanno avuto la forza di lasciarsi alle spalle una vita e uno stipendio sicuri per seguire il proprio sentiero di vita. Ci racconta di botteghe e bottegai che hanno saputo innovarsi tenendo a mente le proprie radici e non disperdendo il loro ruolo rincorrendo facili guadagni semmai a scapito del compaesano.

Ci racconta di un’altra montagna, la montagna!

Gabriele ci parla di piccole comunità delle terre alte dove la parola comunità è tutt’altra cosa dal termine società. Ma dove i mali di quest’ultima iniziano piano piano ad attecchire, soprattutto nelle nuove generazioni. Ma i più resistono e qualcosa piano piano cambierà, unirà il passato e il futuro perché il presente ha preso il sentiero sbagliato e rischia di perdersi.

“Ho scorto in coloro che resistono una saggezza antica, un malessere educato, un pragmatismo che l’urbanizzazione ha ormai dimenticato…”.

Gabriele, e con lui tutti coloro che hanno tale dimensione della montagna, dice una cosa tanto semplice quanto lungimirante: basterebbe ascoltarli, metterli in condizione di resistere per vivere e non sopravvivere; non chiedono tanto, non è gente con la puzza sotto al naso e fanno fatica a ricordare il codice del bancomat…

Nota sull’autore

SottoscrittoGabriele Gallo (1986) vive a Mondovì (CN) ed è laureato in Scienze e Cultura delle Alpi presso l’Università degli Studi di Torino. Socio del CAI, si occupa di comunicazione e promozione del territorio, con particolare attenzione all’ambiente alpino della provincia di Cuneo.

Collaboratore esterno del settimanale locale L’Unione Monregalese, ha già pubblicato “Rifugiarsi nella descrizione di un attimo – Alpi Liguri” e Rifugiarsi nella descrizione di un attimo – Alpi Marittime (Daniela Piazza Editore, Torino 2013 e 2014).

Appassionato anche di meteo-climatologia alpina, Gallo dal 2009 è Vicepresidente dell’Associazione Onlus MeteoNetwork.

Il Direttore

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