Pubblicato il: mer, Gen 14th, 2015

L’uomo va in città e i grandi predatori riconquistano le montagne europee

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orso-buno-con-cuccioliI grandi carnivori stanno tornando a popolare tutta Europa: orsi bruni, lupi, linci stanno tornando ovunque nel Vecchio Continente occupando gli spazi lasciati liberi dal trasferimento progressivo della popolazione nelle città. A farne il “censimento”, pubblicato su Science, è stato un gruppo internazionale di ricercatori coordinato dall’Università di Riddarhyttan, in Svezia, a cui ha partecipato anche un gruppo dell’Università Sapienza di Roma coordinato da Luigi Boitani.
Il lavoro è durato 2 anni e ha coinvolto ricercatori di 26 paesi – “Anche in un continente sovrappopolato come il nostro si può coesistere con i grandi predatori”, ha spiegato Boitani. “Non è necessario – ha proseguito – concentrarli obbligatoriamente solo in aree protette, riescono a vivere anche in ambienti antropizzati”. Un lavoro durato due anni e che ha coinvolto ricercatori di 26 paesi diversi ha completato un vero e proprio censimento globale di 4 grandi predatori europei, orso (Ursus arctos), lupo (Canis lupus), lince (Lynx lynx) e ghiottone (Gulo gulo). Quello che ne emerge è che sono in crescita e circa un terzo del territorio ospita almeno una delle 4 specie. “Sono in crescita ovunque, non solo in Italia”, ha aggiunto Boitani. Aree protette hanno favorito la crescita di queste specie – “Un risultato positivo, anzitutto per motivi etici e poi perché garantiscono una migliore completezza degli ecosistemi”. I fattori che hanno portato a questo aumento demografico di orsi e lupi sono l’aumento delle aree protette ma soprattutto all’abbandono da parte dell’uomo di molti territori montani e collinari che sono stati così ‘riconquistati’ dagli animali selvatici. “Ovviamente – ha aggiunto Boitani – l’aumento dei predatori porta anche maggiori ‘conflitti’, in particolare per gli allevatori, ma che possono essere ridotti con efficienti politiche di prevenzione e gestione. Non ci sono però veri rischi per l’uomo, bisogna ricordare che non esistono attacchi all’uomo da parte di lupi da almeno 200 anni”.

Alessandro De Biasio
a.debiasio@mountlive.com

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