Pubblicato il: sab, Set 24th, 2016

Majella: Pennapiedimonte tra leggende, grotte ed erbe mediche

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Pennapiedimonte “la Pinna ai piedi del Monte” è un comune della provincia di Chieti con 500 abitanti. Si trova ad un’altezza di 700 metri ed è attraversato dal torrente Avello. Fa parte del parco nazionale della Majella.

La “Pinna” che si trova in località Balzolo a 705 m, sembra una donna inginocchiata con la testa abbassata che veglia la tomba del figlio Mercurio, il dio messaggero. La “Pinna” ha i lineamenti enormi di una donna pietrificata che guarda e protegge i figli d’Abruzzo, da qui l’appellativo comunemente usato di “Montagna Madre”.

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Una leggenda narra che in Frigia (una regione dell’Anatolia) dove adesso si trova Ankara, vivessero delle guerriere titaniche dette “magellane”; tra cui Maja, la più bella delle guerriere. Durante una battaglia, Mercurio fu ferito e la madre Maja per salvarlo, lo prese e fuggirono insieme, con le altre guerriere, verso il monte Paleno, (era il primo nome della Majella, da Giove Paleno). Questo monte Paleno era ricchissimo di erbe medicinali che avrebbero potuto guarire le ferite di Mercurio. Un’erba risultava miracolosa, ma germogliava sulla cima più alta del monte Paleno, quindi si poteva raccogliere solo dopo la scomparsa della neve.

Purtroppo, quando Maja arrivò sul Monte Paleno, c’era tanta neve e la pianta che cercavano non era ancora fiorita. Mercurio morì poco dopo e la madre disperata si lasciò andare ad un inconsolabile pianto. Le sua urla di dolore si udirono per tutta la vallata. Giove commosso da questa straziante scena, volle ricordare il povero figlio di Maja, con una pianta simbolica, il Maggiociondolo, piccolissimo albero con dei fiori gialli a grappolo che nasce nel mese di Maggio sulla Majella.

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Secondo la leggenda, la Majella deriva dal nome di Maja. Pennapiedimonte CH, ha tanti sentieri che sono stati utilizzati dai pastori, quando la pastorizia era una attività fiorente, per raggiungere gli stazzi e le grotte. Da un censimento sono state documentate circa 100 grotte, ormai abbandonate e molte sono danneggiate. La Maiella, Montagna Sacra, è stata scelta dagli eremiti per la loro vita ascetica e contemplativa, perché qui trovarono l’ambiente ideale. Costruirono eremi ed abbazie ed a Pennapiedimonte si possono visitare ciò che resta dell’Eremo di Fratanard o Fratanallo, poi usata come grotta pastorale, dove trovarono ospitalità sia le greggi che i monaci e sia l’abbazia medievale di Santa Maria dell’Avella, ormai ridotta allo stato di rudere.

La tradizione locale vuole che qui abitarono i monaci. In questa abbazia fu rinvenuta nel 1700, tra le rovine dell’abbazia, una piccola statua di pietra locale della Madonna. Fu prima collocata all’esterno dell’abside della chiesa Parrocchiale di S. Silvestro e San Rocco di Pennapiedimonte, poi, in occasione della Pasqua del 2001, la statua è stata restaurata e riportata all’interno della chiesa parrocchiale in una nicchia dell’abside.

>>> I LETTORI: Luciano Pellegrini

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