Pubblicato il: ven, Lug 24th, 2015

Marco Confortola: “Non lamentatevi dei prezzi nei rifugi. Ecco perché…”

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Pubblichiamo integralmente questa riflessione dell’alpinista e guida alpina Marco Confortola:

 

marco confortola

 

Amici miei buon giorno,

oggi vi vorrei raccontare con semplicità e senza annoiarvi le difficoltà dei rifugisti nel rifornire i propri Rifugi. Oggi ho assistito all’ennesima discussione di due turisti che si lamentavano del costo eccessivo di due bibite.

Essendo una Guida Alpina ormai da ben 26 anni e testimonial di Asso Rifugi mi sento in dovere di fare chiarezza per quanto riguarda i rifornimenti ai vari Rifugi Alpini e il costo effettivo di tutti i generi alimentari (bibite-carni-verdura) ecc.

I carichi vengono fatti in funzione alla posizione del Rifugio, con jeep, teleferiche, motocariole, elicotteri o in casi veramente estremi pure a spalle.

Mi piacerebbe far capire a tutti coloro leggessero questa mia news, che i Rifugisti hanno una vita difficile non solo sui carichi, ma mille difficoltà legate alla captazione dell’acqua, alla energia elettrica che a volte viene ricavata da pannelli fotovoltaici o da gruppi elettronici, allo smaltimento rifiuti ( che vengono trasportati a valle) e a tutte le conseguenze che la quota e le avversità meteo rendono tutto più difficile.

Una semplice lattina, bottiglia di vino, sacco di farina, scatolame come sugo per pasta, pacco tovaglioli ecc ecc prima di arrivare a destinazione in rifugio ha come minimo cinque passaggi di mano.

Sembra assurdo,eppure fate voi il conto su un rifugio con teleferica i passaggi sono;

1 da magazzino grossista viaggio furgone verso magazzino rifugio

2 arrivo magazzino rifugista scarico

3 magazzino rifufista carico jeep

4 scadico jeep carico motocariola

5 scarico motocariola carico teleferica

6 scarico teleferica carico motocariola

7 scarico motocariola sistemazione magazzino rifugio

8 magazzino rifugio bancone Bar.

Come potete vedere questa è una delle tante storie di un carico a un rifugio, e ci si chiede come mai una bibita costa di più a 3000 m. Semplice …….

Amici miei ricordate, i rifugisti sono I Veri Costudi della Montagna e loro dedicano la loro vita al servizio del Turista…

Chissà forse vi ho annoiato, ma sicuramente quando entrerete in un Rifugio e berrete un semplice caffè o pranzerete vi ricorderete di questo mio insegnamento.

I Rifugisti sono lassù in mezzo a mille difficoltà per offrire un servizio.

Buona giornata a tutti.

 

Ciao Marco

 

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Displaying 21 Comments
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  1. PAROLE SANTE:
    Aggiungo che alla base del nostro lavoro deve esserci la passione per
    il lavoro stesso,per la montagna ed il suo ambiente,chi pensa o si
    concentra solo sul fattore economico fà poca strada,non vorrei essere
    presuntuoso ma dopo 25 anni che faccio questo lavoro conosco le difficoltà di gestione…….distinti saluti Roberto Leonardi rifugio Potzmauer

  2. Luca Polo scrive:

    Parole sante Marco.
    Il fatto è che forse bisognerebbe tutti fare un passo indietro.
    Anche tra i cosiddetti rifugi, ci sono, scusate la ripetizione, “rifugi e rifugi”: ci sono quelli che li raggiungi solo a piedi o in elicottero, ci sono quelli a 3500 mt e quelli a 1500mt, ci sono quelli che hanno una teleferica o che si raggiungono con una jeep, ci sono quelli che li raggiungi con una funivia o seggiovia e poi ci sono quelli che devi pagare per passare la sbarra, salire per una strada asfaltata e non hanno nulla di diverso, o ben poco, da un alberghetto d’alta quota…
    Tutte queste differenze traggono in inganno e non tutte queste strutture, a mio avviso, possono essere chiamate rifugio e godere dei vantaggi economici o meno che i rifugi possono avere. Chi avrà la capacità di rendersi conto di tutte queste differenze, valuterà se è il caso spendere qualcosa in più in virtù di dove si trova.
    Spesso chi si lenta per i 3€ della lattina circola con un cellulare da 600€, quindi…
    Grazie a tutti i rifugisti ed al loro importante lavoro per la vita della montagna.

    • Foxa scrive:

      Mi hai tolto le parole di bocca. Vivo in montagna e vado in montagna quando il lavoro e il clima me lo permettono. Pago volentieri 3€ per una birretta in un rifugio di alta quota, ma non capisco perché ne devo pagare 4 per uno che sta sulla strada di qualche passo solo perché è un “rifugio”.

  3. silvio scrive:

    Concordo, ho lavorato in rifugio e conosco le difficoltà, è un rifugio dove i prodotti arrivano o in elicottero o sulle nostre spalle (40 kg a giro per 1.30 h di cammino).
    Ma la mezza pensione (e si mangia veramente bene) costa 35 euro o poco più, Io però mi incavolo quando devo pagare una mezza pensione 55 o 60 euro in rifugi dove la merce viene portata comodamente in 20 minuti da una jeep!!!

  4. Giorgio scrive:

    Frequento la montagna da più di 50 anni ed ho visto l’evoluzione dei rifugi, gli adeguamenti alle varie leggi ecc…, inoltre mia figlia ha lavorato in rfugio ed ha tenuto per una stagione un rifugio in quota, il Barba Ferrero, condivido quanto scrive Silvio, non si possono considerare tutti i rifugi alla stessa maniera, se ci arriva una strada o la funivia non è la stessa cosa dove ci si può arrivare con l’elicottero se non addirittura a spalla. Spesso i rifugi più disagiati, per i rifornimenti, sono quelli dove hai un trattamento migliore rispetto a quelli ben serviti. Comunque grazie a tutti i rifugisti.

  5. MArco scrive:

    I prezzi delle consumazioni non sono comunque piu’ alti di quelli del Grande Italia

  6. mario scrive:

    A chi si lamenta farei fare una settimana di lavoro in un rifugio e poi sentire cosa ne pensa dei 3 euro per una bibita…

  7. ramon scrive:

    Giustissimo pagare per tutto il lavoro che c’è dietro, ma perché devo farmi spennare nei rifugi in cui si attiva comodamente il fuoristrada o funivia? Se i prezzi devono essere omogenei che i rifugi “comodi” diano parte dei proventi a quelli disagiati.

  8. maximiliano heras scrive:

    Salve tutti io sono rifugista con più di 15 anni d’esperienza ho avuto 2 rifugi di montagna in patagonia y so lo che e il piacere della soluzione di problemi de veri rifugi di montagne,ho visto qua en Italia che a qualcosa chiamati rifugi…..un vero rifugio e quello dove il gestore y quelli collaboratore amano suo lavoro dove per arrivare non esistono seggiovia per me un posto en un compresorio sciistico e solo un albergo di montagna y un rifugio e un posto dove la gente sente il posto come a casa sua….un rifugista e la persona che a scelto lavorare y portare un rifugio prima di tutto per passione per la montagna y per la acoglienza a la gente, talmente diversa de quella che troviamo en la città …el che vuole una coca cola a 2000 metri che la porte in zaino per ore y ore y capirà perché costa cosi tanto …grazie maxi heras un rifugista per il mondo

  9. Alfredo scrive:

    Io sono il gestore di uno di quei rifugi che sono rifugi a mezza via nel senso che d’estate si arriva da me con l’auto ma in inverno gli ultimi tre km di strada sono chiusi e per salire devo usare la motoslitta (quando le condizioni ne permettono l’uso)
    Ovviamente chi viene in estate a volte si lamenta della famosa lattina a 3 euro ma io devo fare i conti con i 365 giorni dell’anno e non solo con i pochi mesi estivi di cuccagna.
    Mettiamo poi sempre in conto che i rifugi non vengono dati al gestore con la formula della beneficienza, ma gli affitti, essi siano Cai o di altri enti sono in genere molto salati e vige la regola che il rifugio più’ rende (in teoria perché sempre tutto dipende dal meteo, dall’innevamento e da altre condizioni) e più’ è caro il canone di affitto. Giusto così per la cronaca, un rifugio che rende uno stipendio decoroso costa in affitto dai 20mila ai 40mila euro anno di affitto. Chi gestisce un rifugio non ha nessun tipo di agevolazione fiscale o di altro genere, deve mettere a norma tutto, deve fare corsi antincendio, primo soccorso e prevenzione deve poi stilare manuali Hccp, deve attenersi a tutte le regole vigenti alla stessa stregua dell’hotel cipriani di venezia (tanto per fare un nome a caso) e tutti questi corsi e scartoffie varie al seguito devono essere fatti da aziende titolate le quali ovviamente si fanno pagare molto profumatamente. Nel mio caso specifico pago la tassa rifiuti, ma non avendo un servizio raccolta rifiuti mi sono dovuto comperare un Pick up per portare a valle quintali di immondizia. Quanto vorrei dire che prima di dare commenti così a capocchia, sarebbe meglio informarsi e capire come vanno esattamente le cose. Poi mi sono sempre chiesto perché’ è considerato normale un menu in autogrill a 14.90 euro (trancio pizza surgelato una sprite un minisacchetto di patate fritte una micromacedonia in bicchiere di plastica un caffè)

  10. Mazarol scrive:

    “Amici miei ricordate, i rifugisti sono I Veri Costudi della Montagna e loro dedicano la loro vita al servizio del Turista…”

    Che coraggiosi!

  11. paolo de luca scrive:

    I gestori dei rifugi alpini non sono obbligati da nessuno a svolgere quell’attivita’. È una loro scelta. E se vogliamo “lavorano” 3 oppure quattro mesi in un anno solare!! Paolo De Luca Maestro di Sci e Accompagnatore di media Montagna Pietracamela ( Te).

  12. Una domanda sorge spontanea, come mai per prendere la gestione di un rifugio vi è sempre una “”lotta all’ ultimo sangue””???!!!€€€€ Come mai chi la prende non la vuol lasciare, mmmmai???!!!€€€€ Come mai per prendere in gestione un rifugio bisogna avere titoli sempre più mirati???!!! Come mai cambia il gestore solo perché si rivoluziona il tutto per poi una volta cambiato si ritorna come prima???!!!€€€€€€€€€€€€.
    loreto bartolomei
    maestro di sci a riposo.
    (sarebbe onesto scrivere su una tabella a valle i prezzi, dei viveri, praticati in rifugio. Ritengo però che una volta conosciuto da valle il prezzo di ciò che si vorrà comprare anche 10 € è poco per una lattina di coca cola)

  13. Sirio scrive:

    A Paolo de Luca … Io sono il proprietario del rifugio ghiacciaio Marmolada che come dici te è uno di quei rifugi aperti 3-4 mesi l’anno … Ma non per scelta ma semplicemente perché le condizioni invernali non lo consentono …ricordati che in un rifugio , vero rifugio .primo non si diventa ricchi… Perché chi ha un rifugio a determinate quote si fa un culo che forse neanche immagini… Secondo . Tanti rifugi sono di proprietà dove i costruttori magari tuoi avi da generazioni e che hanno tramandato da padre in figlio questa passione che ti porta a passare la vita non per scelta ma per tradizione e per rispetto di chi ha fatto tanto … Per niente perché ricordatevi bene che in rifugio o lo fai con passione in non lo fai … Quindi per cortesia rispetto … Il problema non è il rifugio in se ma quello che la gente pensa… Purtroppo il turista troppe volte è abituato a trovare” rifugi” sulle piste da sci che sono tutto fuori che rifugi… E poi vengono da noi è si lamentano perché i prezzi secondo loro sono troppo alti… E ci sentiamo dare dei ladri… Secondo te è giusto?… Io mi alzo tutti i giorni alle 5 e 30 di mattina e prima delle 10 non vado a dormire… Perché il vero rifugiata fa tutto da solo… Semplicemente perché almeno qualche soldo vuole guadagnarselo … Non voglio fare polemica ma bisogna fare chiarezza per chi pensa che la vita in rifugio sia una cosa facile…

  14. Plinio scrive:

    Caro Paolo, non è stato capito il senso del tuo intervento! E, comunque, io penso che coca cola, birra e similari nei rifugi montani in quota non dovrebbero essere venduti…il fine è quello di ridurre la produzione di rifiuti…il mio numero di tessera CAI è 130006 rilasciata nel 1980, ho sempre frequentato montagne e rifugi senza consumare bevande diverse dall’acqua ovviamente non a pagamento! Nel 2005 ho ideato, progettato e diretto la ristrutturazione del Rifugio del Monte nella valle morenica del Monte Corvo, apprezzando lo spirito turistico dell’attuale amico gestore, anch’egli contrario al grande smercio commerciale! Sono anche Maestro di Sci Alpino dal 1984, Divemaster PADI dal 2000, Istruttore dei Centri di Avviamento allo Sport del CONI, ex speleologo ed ex freeclimber. Saluti a tutti.

  15. Marco scrive:

    Caro Sirio, cerca di ragionare, c’è gente che lavora in miniera, alla catena di montaggio, pulisce le strade, pulisce i cessi, esce in mare la mattino a per pescare, si sveglia la mattina alle due per fare il pane, raccoglie pomodori sotto al sole, raccoglie frutta, impasta la calce, asfalta le strade a 50 gradi, ecc. ecc. Voi non siete martiri, siete semplicemente dei privilegiati modaiolo, fortunati e non avete rispetto per chi lavora veramente, pensa a quello che dici prima di parlare

    • Sirio scrive:

      Ciao marco buon giorno… Forse non sono stato capito…. Ti vorrei solo dire che noi diamo anche del lavoro a gente e se ti capitano stagioni come quella dell’anno scorso dove su 100 giorni di stagione ne piovono 80… Dimmi te il guadagno che uno può avere… Comunque i dipendenti vanno pagati… E i mutui pure… Perché comunque le nostre strutture anno bisogno d’una manutenzione…. Non mi definisco un martire perché so benissimo che c’è gente che si fa il culo più di noi rifugiati ma devi anche capire che siamo stanchi di sentirci dare dei ladri e di farci tirare merda… Buona giornata… E se ti capita vieni a trovarmi… Poi…..

    • Sirio scrive:

      Ultima cosa senza nessuna malizia… Io invito tutti a passare una giornata in un rifugio perché comunque sia sono posti dove si può trovare tranquillità e serenità… Perché su questo mondo penso che oramai ci siano pochi posti dove il silenzio e la pace la si possa trovare stando seduti su un sasso o una panchina… Buona giornata a tutti… E non lasco più commenti…

  16. Roberto scrive:

    Essendo attività private, nei rifugi ognuno fa i prezzi che vuole. Ma caro Sirio, non credo che tu abbia capito l’intervento di Paolo De Luca. Ricorda caro che tutto quello che tu fai nella vita tua è una tua scelta. Se decidi di restare li per la tradizione di famiglia, quella è una tua scelta!! Pertanto poche chiacchiere, fa i prezzi che ti pare, io vengo e consumo pure, e per di più, più roba trovo più sono contento!! Ma niente martiri per favore. Fai un lavoro come un altro.
    Altro discorso è quello di Loreto Bartolomei che rispetto in pieno.
    Ex maestro di sci, ex soccorritore alpino, alpinista e medico

  17. Andrea scrive:

    Ho deciso di scrivere perchè non sopporto questo comportamento vittimistico e ipocrita del tutto italiano di ALCUNI E RIBADISCO ALCUNI rifugisti.
    Portiamo degli esempi, rifugio a 2500 metri dove arriva la strada provinciale, un primo, acqua, birra, caffè, ammazzacaffè 40 e dico 40 euro, andando avanti 500 metri un’osteria per un primo, secondo prosciutto e melone, acqua, birra, caffè 17 euro e ribadisco 17 euro.Mi spiegate la differenza tra l’osteria e il rifugio?Ve la dico io, l’osteria non ha posti letto e convenzioni, il rifugio fa business anche con i posti letto e le convenzioni.
    Decadono le vostre balle e piagnucolii “oddio c’è difficoltà nell’approvvigionamento” perchè il rifugio è sulla strada provinciale, quindi la vostra storiella non tiene per niente, è come un bambino che con la bocca sporca di cioccolata dice non sono stato io a mangiare la cioccolata, la verità è che avete come si suol dire il cuore a sinistra ma il portafoglio a destra.
    Quest’anno entro(quelle poche volte) dentro un rifugio mi faccio dare due bottiglie d’acqua da 1.5 litri prensento la tessera CAI in tutta risposta mi sento dire “Ehhh mi dispiace non ci sono sconti CAI per il bar ma solo se dormi qui”…Quando sappiamo tutti che per i consumi fondamentali acqua,the, o primo caldo c’è un tariffario CAI in base alle categorie dei rifugi.
    Secondo la vostra testa se andiamo a mangiare in tre dentro un rifugio una famiglia può spendere 100 euro??Ma come vi viene in mente, ma neanche in piazza venezia a Roma si spendono questi soldi.
    Finitela con la storiella che voi siete amanti della montagna che lo fate per passione e beneficenza, finitela, ma chi credete di essere?Messner??Tutti siamo amanti della montagna mica voi siete l’elite super elevata di sta cippa di C… Aoooo.
    La verità è che voi ne fate un business e questa storia dell’approvvigionamento deve finire perchè gli elicotteri che partono, non partono per rifornire un rifugio ma riforniscono tutti i rifugi della zona, ovviamente, ed i costi sono abbattuti, luce non avete le bollette ma generatori e pannelli solari, acqua, o la prendete dal ghiacciaio oppure dai torrenti, acqua calda?
    Puta caso il boiler è sempre rotto…che caso…Gas, avete le stufe e le bombole per cucinare, all’infuori dell’affitto voi di spese non ne avete e venite qui a piangere(In Italia perchè vi fate riconoscere), oddio siamo poverini noi amanti della montagna, la montagna è nostra l’abbiamo costruita noi…Ma per piacere, ma è ridicolo questo comportamento, primo abbiate umiltà secondo sappiate che chi entra nel vostro rifugio se è amante della montagna non ci può entrare tutti i giorni, perchè un giorno starà da voi il giorno dopo va da un’altra parte, ma voi fate i conti proprio con questo, TANTO CHI LO RIVEDE.
    Ed è inutile che vi nascondete dietro ad un dito avete dei prezzi ALLUCINANTI, ESORBITANTI, senza ragione, ne fate un businness, quello che si dovrebbe fare è una bella riunione con il CAI di zona e UNIFORMARE I prezzi e renderli accessibili a tutti e GIUSTI.
    Invece alcuni di voi non applicano nemmeno gli sconti al bar per l’acqua e ti dicono ehhh non ci sono sconti CAI al bar…Come lo vedete questo comportamento?Da furbetto oppure secondo voi è corretto?
    La verità è che avere un rifugio è comunque un business punto, ed i vostri prezzi come se voi foste i padroni della montagna sono ASSURDI.PUNTo…Siamo nel 2015 ma si può pagare due bottiglie d’acqua 10 euro??Ma come c… vi viene in mente?
    La finisco qui perchè altrimenti mi inca.. e basta…La solita Italia fatta di furbetti comunisti cuore a sinistra e portafoglio a destra…Ma andate a girare per piacere e vedete di ritornare tra i comuni mortali che la montagna non è vostra e nessuno di voi è Mesnerr.
    Una famiglia spende 100 euro per mangiare in un rifugio sono tre giorni di lavoro in vatena di montaggio davanti ad un macchinario e venite qui a fare le vittime, nemmeno in piazza della fontana di trevi a Roma ci sono sti prezzi…Ma per favore.Ma mettetevi una mano sulla coscienza AMANTI DELLA MONTAGNA.

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