Mario Merelli, l’alpinista dal cuore grande

In 20 anni di carriera Mario Merelli ha effettuato importanti salite in Italia e nel mondo

Mario Merelli: il 2 luglio 1962 nasceva l’alpinista bergamasco scomparso il 18 gennaio nel 2012 a causa di una caduta sulle sue Orobie. Una vita per la montagna e la solidarietà, aveva scalato 10 Ottomila e numerose conquiste sulle Alpi e in Europa

Appassionato di montagna, è stato avviato alla montagna del padre Patrizio Merelli, guida alpina.

Nei 20 anni di carriera ha effettuato numerose ascensioni sulle principali montagne italiane ed europee, con anche importanti spedizioni extraeuropee.

 

Gli Ottomila

Tra gli ottomila conquistati: Everest 2 volte, Makalu, Kangchenjunga, Shisha Pangma, Annapurna, Broad Peak, Gasherbrum I, Lhotse, Cho Oyu, Dhaulagiri.

 

L’incidente mortale

Il 18 gennaio 2012 è morto a seguito di un incidente mentre cercava di raggiungere la cima della Punta Scais, nelle Alpi Orobie; l’incidente si è verificato nel momento in cui un macigno al quale l’alpinista si è aggrappato per arrampicarsi ha ceduto; Merelli ha perso l’equilibrio ed è precipitato per trecento metri.

 

Montagna, la sua passione

Da sempre la montagna era la sua grande passione, lui l’ha sempre definita «la sua vita», e proprio in montagna, sui suoi monti, è deceduto. L’incidente si è verificato mentre l’alpinista si trovava in compagnia dell’amico di sempre, Paolo Valoti.

Per completare la collezione dei 14 ottomila gli mancavano ancora 4 cime: quella del Nanga Parbat, che stava pensando di tentare la prossima estate, quella del Gasherbrum I, del Manaslu e del K2.

 

Mario Merelli: figura indimenticabile

Merelli era molto conosciuto, e il mondo alpinistico e non gli voleva molto bene. Dalla sua scomparsa molto si è fatto per non dimenticare la sua figura. Fiaccolate, gare sportive, premi, serate, intitololazioni di centri ed associazioni. Era dedito alla solidarietà. Aveva ideato e realizzato un ospedale per bambini a Kalika in Nepal. Su di lui anche un libro.

 

leggi anche George Everest scoprì la montagna più alta della Terra

 

Carriera alpinistica

1998 – Shisha Pangma (8046 m) – Tentativo fallito in compagnia di Andreino Pasini, Luca Negroni.
1999 – Everest (8848 m) Parete Nord – Tentativo fallito in compagnia di Ernesto Cocchetti.
2000 – Everest (8848 m) Parete Nord – Tentativo fallito in compagnia di Silvio Mondinelli ed Edurne Pasaban.
2001 – Everest (8848 m) Parete Sud – 25 maggio 2001 sale il suo primo ottomila in compagnia di Silvio Mondinelli, Edurne Pasaban, Iván Vallejo ed Dawa II Sherpa.
2001 – Dhaulagiri (8167 m) Parete Nord – Tentativo fallito in compagnia di Silvio Mondinelli, Abele Blanc, Adriano Favre, Carlos Pauner ed Edurne Pasaban.
2002 – Makalu (8472 m) “Via de Francesi” – 16 maggio 2002 raggiunge la vetta in compagnia di Silvio Mondinelli, Carlos Pauner ed Edurne Pasaban.
2002 – Annapurna (8091 m) Parete Sud – Tentativo fallito in compagnia di Silvio Mondinelli, Abele Blanc, Carlos Pauner, Edurne Pasaban, Kristian Kuntner.
2003 – Kangchenjunga (8586 m) – Raggiunta la vetta il 22 maggio con Silvio Mondinelli, Carlos Pauner e Kristian Kuntner aprendo una nuova via sul versante sud.
2003 – Shisha Pangma (8012 m) – Raggiunta la vetta.
2004 – Everest (8848 m) Parete Nord – 24 maggio raggiunge la vetta in compagnia di Karl Unterkircher, Alex Busca e Claudio Bastrentaz,
2005 – Annapurna (8091 m) Versante Nord. – Raggiunta la vetta il 12 maggio con Mario Panzeri, Daniele Bernasconi e Ed Viesteurs (quest’ultimo raggiungeva il proprio 14° ottomila).
2005 – Broad Peak (8034 m) – Raggiunta la vetta il 21 luglio con Roberto Piantoni, Marco Astori, Domenico Belingheri, Giampaolo Corona, Franco Nicolini.
2005 – Shisha Pangma (8012 m) – Raggiunta la vetta.
2006 – Gasherbrum II (8035 m) – Raggiunta la vetta il 24 luglio con Mario Panzeri e Lina Quesada.
2008 – Lhotse (8516 m). – Raggiunta la vetta il 21 maggio.
2009 – Cho Oyu (8201 m) – Raggiunta la vetta il 29 settembre con Marco Zaffaroni.
2011 – Dhaulagiri (8167 m) – Raggiunta la vetta il 15 maggio.

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