Pubblicato il: lun, Mar 27th, 2017

Messner racconta l’incredibile avventura di Shackleton

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Con un appuntamento straordinario di In cordata, la rassegna dedicata alla montagna, CinemAmbiente presenta lunedì 27 marzo, alle 21, al Cinema Massimo, Sala 1, Wild! L’incredibile avventura antartica dell’Endurance di Ernest Shackleton, lo spettacolo dal vivo di cui è protagonista Reinhold Messner nelle vesti di narratore dell’impresa più epica nella storia moderna dell’esplorazione.

La rappresentazione, organizzata in collaborazione con Il Circolo dei lettori, rende omaggio in particolare alla “perseveranza” di quegli uomini (“Endurance” era proprio il nome della loro nave) e in particolare, fin dal titolo, a Frank Wild, l’uomo scelto da Shackleton come suo secondo per l’impresa in Antartide, diventata un’odissea oltre i limiti della resistenza umana.
Svoltasi negli anni tra il 1914 e il 1917, l’Imperial Trans-Antarctic Expedition, poi comunemente nota come “Endurance Expedition”, è stata più volte ricordata e celebrata in occasione della ricorrenza centenaria delle sue fasi fondamentali. In particolare, cade quest’anno un secolo esatto dalla sua tappa conclusiva, ovvero dal recupero del secondo equipaggio della spedizione, quello della nave d’appoggio Aurora, sui ghiacci dell’isola di Ross, che nel progetto originario era la meta ultima della spedizione.

Nello spettacolo Messner ripercorre con fotografie, eccezionali filmati d’epoca, grafici e cartine, la storia di quello che sarebbe dovuto essere “the Last Trip”, l’ultimo viaggio, la spedizione estrema nell’epoca delle grandi esplorazioni dell’800 e d’inizio 900: la traversata del Polo Sud. Il britannico Ernest Shackleton, che già aveva partecipato a due tentativi di raggiungere il punto più meridionale della Terra, dopo il successo in quella corsa del norvegese Roald Amundsen e la drammatica fine del connazionale Robert Falcon Scott, aveva deciso di tentare la nuova, grande sfida ed era salpato alla vigilia della Prima Guerra con un equipaggio di 27 uomini. La nave Endurance, però, fu intrappolata e stritolata dai ghiacci del Mare di Weddell e quella che doveva essere l’esplorazione del luogo più irraggiungibile della Terra si trasformò in un’incredibile lotta per la sopravvivenza: mesi e mesi nel gelo e nella lunga notte antartica, lontani dalla civiltà e senza alcuna speranza di poter essere soccorsi. Una prova “impossibile”, che Shackleton – “The Boss”, per l’equipaggio della nave –, insieme con Wild, riuscì a trasformare nella più grande ed emozionante storia di salvataggio di ogni tempo.

Il “re degli ottomila” – che nel 1989-90 ha realizzato il sogno di Shackleton compiendo, con il tedesco Arved Fuchs, la traversata a piedi e con gli sci dell’Antartide, passando per il Polo Sud, senza alcun supporto di mezzi motorizzati o cani – nel far rivivere la storia dell’Endurance punta soprattutto sulla dimensione umana e psicologica. E individua la chiave di volta nel sentimento fondamentale della fiducia reciproca, che consentì a quei 28 “eroi” di tenere vive anche le speranze più improbabili e, con esse, le loro stesse vite.

CinemAmbiente

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