Pubblicato il: gio, Giu 19th, 2014

Montedimezzo: una delle prime riserve Mab all’avanguardia tra didattica e ricerca

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di SILVIA DE CRISTOFARO

Il Comandante dell'Ufficio territoriale del Corpo Forestale dello Stato di Isernia

Il Comandante dell’Ufficio territoriale del Corpo Forestale dello Stato di Isernia Domenico De Vincenzi

ISERNIA – Per consentire un’utilizzazione ed una conservazione razionale delle risorse della biosfera,a vantaggio di un miglioramento della relazione tra l’uomo ed il suo ambiente, il programma internazionale “mab” consiste essenzialmente in una ricerca interdisciplinare e di formazioneper individuare azioni che tutelino la natura. Delle 576 riserve mab presenti in 124 paesi, la riserva di Montedimezzo, in provincia di Isernia, si colloca tra quelle che offrono un importante possibilità di studio delle scienze naturali e sociali.
Ad illustrare programmi ed obiettivi, il comandante dell’ufficio territoriale del corpo forestale dello stato, Domenico De Vincenzi. “la riserva di Montedimezzo, che si estende nella parte più interna e montuosa dell’alto Molise nel comune di Vastogirardi nell’alto bacino del fiume Vandra, è soprattutto caratterizzata da una natura incontaminata e protetta ed è un fiore all’occhiello per la nostra regione se si considera che è stata una delle prime riserve della biosfera istituite in Italia, rientranti nel programma MaB (man and the biosphere) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite di promozione scientifica ed educativa delle relazioni tra uomo e ambiente. La ricchezza è innanzitutto nella vegetazione e nella fauna: a Montedimezzo sono ampiamente diffusi i faggi, il carpino bianco, gli aceri, il frassino maggiore ed ancora il nocciolo, l’agrifoglio, la dafne laurella. Sono presenti cinghiali, lepri, cervi, gufi, volpi, donnole.
Tra le diverse attività, la riserva di Montedimezzo offre appunto ospitalità agli animali in qualche modo feriti.
Sì, diversi esemplari traumatizzati da incidenti (spesso provocati dall’uomo) vengono curati all’interno della riserva grazie alla collaborazione dei veterinari delle nostre zone. Molti non vengono reintrodotti in libertà perché le condizioni di salute non permetterebbero loro di sopravvivere ai predatori. Quindi vengono ospitati a vita nei nostri spazi. Altri, come spesso accade soprattutto per i rapaci, riescono invece a ritornare al proprio habitat naturale. In diverse occasioni abbiamo “rimesso in libertà” aquile e poiane dinanzi a visitatori, grandi e piccini, che hanno ammirato il volo ed applaudito queste nostre iniziative.
I programmi che riserva Montedimezzo, quindi, prevedono la promozione di attività didattiche.
Il Corpo forestale dello stato ( a cui è affidata la gestione della riserva, la sua tutela ed il controllo), attraverso l’ufficio territoriale per la biodiversità di Isernia, organizza proprio attività incluso percorsi didattici, anche riservate agli studenti, indirizzati alla conoscenza delle potenzialità della natura in quanto risorsa primaria per la sopravvivenza del pianeta, all’educazione ambientale contro ogni possibile forma di inquinamento. Visitatori, ricercatori, studenti potranno sempre apprezzare le meraviglie di questo luogo incantato attraverso percorsi(a piedi, in bicicletta, a cavallo, alcuni riservati ai disabili) costruiti in mezzo alla natura. Montedimezzo vanta ancora un importante museo naturalistico in cui vengono conservati minerali, fossili ma anche attrezzi forestali della cultura e della tradizione locale e fauna tassidermizzata.
Tra le recenti iniziative anche l’istituzione di laboratori, eventi sportivi e la possibilità di aree attrezzate proprio per sviluppare ancor più questa azione educativa.
Esatto. La riserva è sempre a disposizione di gruppi di qualsiasi genere. Numerosi sono gli studenti universitari che attuano, per i loro studi, ricerche nella riserva. Si organizzano seminari, convegni (grazie alla disposizione di sale appropriate). Si incrementano le attività sull’ingegneria naturalistica per realizzare tecniche riguardanti il miglioramento della viabilità, dei servizi, della difesa del suolo, della regimazione delle acque.
Ed ancora, un valido programma per la gestione delle foreste. Il managing forests for multiple purposes.
Il progetto ha l’obiettivo di fornire linee guida per un efficace gestione forestale e per l’adozione di pratiche selvicolturali. Tutto a vantaggio della protezione e dell’aumento della biodiversità. È stato istituito in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche, l’università degli studi del Molise, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, la Regione del Veneto e del Molise, la Slovenian forestry institute ed il supporto del Corpo forestale dello stato.
Fiore all’occhiello delle iniziative organizzate è il sentiero-percorso San Biagio, inaugurato nel 2003 l’anno europeo del disabile.
Esatto. Il percorso, realizzato proprio dal Corpo forestale dello Stato e che presenta una ricchezza di composizione floristica, di fauna e di storia naturale, è stato reso accessibile anche a chi ha ridotte capacità motorie o sensoriali. Nel percorso la persona disabile può tranquillamente percorrere varie zone della foresta senza difficoltà.
Come è organizzato?
Intanto il percorso intero è lungo 2060 metri e largo 2 metri. Ha un dislivello di 40 metri e pendenze massime del 5%. C’è anche la possibilità di camminare per un percorso ridotto perché esiste una deviazione che è collegata all’anello principale. Il percorso intero ha un corrimano che è presente sul lato valle lungo tutto il tragitto. E lungo questo stesso corrimano sono inserite delle tabelle informative visibili anche con caratteri braille. Ed ancora, presso il centro visitatori annesso alla caserma forestale di Montedimezzo, i visitatori non vedenti possono usufruire di una guida visivo-tattile con disegni e scrittura braille. A disposizione anche cd, audiocassette che descrivono l’intera area. E un servizio di elettro-scooter per disabili motori. Per tutti i visitatori comunque, e per ragioni di sicurezza, lungo il sentiero si troveranno dodici colonnine per effettuare chiamate di emergenza.

s.decristofaro@mountlive.com

 

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