Pubblicato il: lun, Lug 20th, 2015

Muore sul Verena, forse una puntura di insetto. Week-end di incidenti in montagna

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Tanti incidenti ed infortuni sull’arco alpino, alpinisti bloccati in parete hanno trascorso la notte all’addiaccio, altri si perdono sul sentieri

soccorso

 

Poco prima delle 13 di ieri il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Asiago e il Corpo forestale dello Stato per intervenire assieme all’elicottero di Padova in località Verenetta, sul Monte Verena, dove un ciclista era stato colto da malore, probabilmente in seguito alla puntura di un insetto. Sbarcato a poco distanza, il personale medico ha raggiunto l’uomo, M.Z., 57 anni, di Cornedo Vicentino (VI), praticando a lungo le manovre di rianimazione, purtroppo invano. Una volta constatato il decesso, la salma è stata imbarellata e trasportata fino alla strada per essere affidata al carro funebre.

Domenica di grande impegno per Suem e Soccorso alpino sulle montagne bellunesi con numerosi interventi susseguitisi per tutta la giornata. Nel corso della competizione Transcivetta, due concorrenti hanno fatto ricorso al 118 per esaurimento fisico, un’atleta bellunese, D.E., 34 anni, imbarcata con il verricello dall’elicottero del Suem di Pieve di Cadore nei pressi di Forcella Col Negro e G.Z., 51 anni, Vicenza, recuperato al Rifugio Tissi, entrambi trasportati sui Piani di Pezzè e affidati all’ambulanza diretta ad Agordo, presente personale del Soccorso alpino dell’assistenza gara. Successivamente l’eliambulanza è stata inviata al Rifugio Vandelli, nel comune di Cortina d’Ampezzo, per un’escursionista con un trauma alla caviglia, accompagnata alla piazzola dal gestore e quindi condotta all’ospedale Codivilla. Una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore è invece scesa verso il torrente Boite, nel comune di Valle di Cadore, per tre pescatori che, perso l’orientamento, non riuscivano più a ritrovare la strada. I soccorritori hanno individuato E.D.L., 34 anni, di Mestre (VE), A.M., 35 anni di Scorzè (VE), e G.B., 31 anni, di Mira (VE), e li hanno riaccompagnati alla macchina. I soccorritori della Val Comelico hanno poi raggiunto in jeep Malga Manzon, in Val Visdende, Santo Stefano di Cadore, per un malore accusato da un turista austriaco. La squadra ha quindi trasportato F.L., 58 anni, fino all’ambulanza diretta all’ospedale di Pieve di Cadore. Infine l’eliambulanza del Suem è decollata in direzione della Croda Rossa, Comelico Superiore. Lì, una coppia di escursionisti olandesi era infatti rimasta bloccata sulla ferrata Zandonella nel punto in cui il cavo finiva sotto la neve per alcuni metri. Imbarcati in hovering i due sono stati portati al Rifugio Lunelli.
“Risulta di certo fondamentale in queste giornate di attività straordinaria per numero di interventi effettuati nel territorio provinciale il servizio di elisoccorso, proprio per garantire l’abbattimento dei tempi di intervento, che comporta a sua volta la conseguente contrazione degli esiti invalidanti e della complessiva mortalità, ma rimane pur sempre fondamentale il servizio del personale CNSAS operante anche via terra. Assicurare, infatti, nei fine settimana un servizio di reperibilità svolto continuativamente da oltre 40 Operatori CNSAS (in alcune giornate la cifra supera addirittura le 60 unità) ai quali vanno ad aggiungersi una media di 12/15 Operatori dedicati a servizio ed assistenza dei svariati eventi sportivi, rappresenta uno sforzo significativo quanto importante a tutela delle nostre comunità e dell’utenza turistica. A questi uomini e donne crediamo debba andare il ringraziamento della Direzione del CNSAS e forse anche quello di altri soggetti che, alle volte, sembrano scordare questi numeri davvero notevoli e l’impegno, oltre che l’indiscutibile rischio che dietro questi numeri è nascosto” chiude la giornata il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Fabio Bristot.

Malore per un 62nne sulle Dolomiti ampezzane Attorno alle 20, l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è stato inviato dal 118 lungo il sentiero numero 215 per un escursionista di 62 anni colto da malore all’altezza delle scalette. Recuperato, l’uomo è stato trasportato al Passo Tre Croci e affidato all’ambulanza diretta all’ospedale di Cortina. Su richiesta del 118 di Pordenone, la stazione del Soccorso alpino di Longarone, in accordo con quella della Val Cellina ha invece mandato una squadra a Casso, per un eventuale supporto all’elicottero di Udine intervenuto sopra l’abitato per una persona infortunata che, una volta individuata, è stata imbarcata e accompagnata all’ospedale.

Scivola e si frattura la caviglia a Forcella Lagazuoi Poco prima delle 10, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato nei pressi di Forcella Lagazuoi, Cortina d’Ampezzo, dove un’escursionista di Brunico (BZ), A.G., 36 anni, si era procurata la sospetta frattura di una caviglia dopo essere scivolata. La donna, che si trovava con il compagno, è stata medicata e recuperata con un verricello per essere trasportata all’ospedale di Cortina. Attorno alle 11.30 invece l’eliambulanza dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano ha soccorso F.D.R., 58 anni, di Crespino (RO), a circa mezz’ora di distanza dal Rifugio Padon, sul sentiero per Porta Vescovo. L’escursionista, con sospetto trauma alla caviglia, è stata accompagnata all’ospedale di Agordo. In entrambi i casi erano state preallertate le Stazioni del Soccorso alpino di competenza.

Bloccata in parete sulla via Comici alla Punta Col de Varda Attorno alle 13.30 di ieri due tecnici del Soccorso alpino di Auronzo al rientro da una scalata hanno sentito delle richieste di aiuto provenire dalla Via Comici alla Punta Col de Varda, dove una ragazza trevigiana, era bloccata sul secondo tiro, incapace di proseguire e impaurita. I soccorritori hanno risalito i due tiri e, dopo averla raggiunta, l’hanno calata fino alla base. A Misurina una squadra con personale del Corpo forestale dello Stato era pronta a intervenire in supporto alle operazioni.

Si perdono sulla Cengia dei camosci e passano la notte all’addiaccio Ieri sera passate le 20, tre escursionisti padovani hanno contattato il 118 poiché avevano perso la traccia sulla Cengia dei camosci, un sentiero attrezzato dismesso e non manutenuto, di difficile individuazione. Capito il luogo, ai tre è stato consigliato di tornare dalla parte da dove erano scesi, per raggiungere la forcella e riprendere l’itinerario corretto, ma poco dopo gli escursionisti hanno avvertito la centrale che si erano bloccati in un canale. Vista l’impossibilità di decollo dell’elicottero e il lungo tempo richiesto per un eventuale spostamento delle squadre a piedi, considerato che i tre stavano bene, non correvano rischi e non era previsto maltempo, G.P., 35 anni, di Legnaro (PD), A.R., 28 anni, di Polverara (PD), e F.G., 30 anni, di Correzzola (PD), hanno concordato con il capostazione del Soccorso alpino di Auronzo che avrebbero passato la notte lì. Questa mattina l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore li ha rintracciati e recuperati utilizzando un verricello, per poi trasportarli fino al Rifugio Ciareido.

 

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