Pubblicato il: sab, Lug 29th, 2017

Nardi, Ballard, Sanguineti e Cavalli verso l’inviolata est del Linksar

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È la catena montuosa del Saltoro Kangri, che fa parte del Karakorum, lo scenario della nuova spedizione di Daniele Nardi, l’alpinista già noto per aver scalato, fra le altre cime, Everest, K2, Broad Peak e Nanga Parbat e ambasciatore per i Diritti Umani nel Mondo, impegno che si traduce in progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan e prosegue in Italia con il progetto dell’Alta Bandiera dei Diritti Umani.

Obiettivo della spedizione “Trans Limes” è anche quello di esplorare l’area delle valli Kondus-Lachit-Kaberi, ringraziando le popolazioni che ospiteranno i membri della spedizione contribuendo a uno sviluppo turistico e culturale di questi luoghi.

Le montagne del Saltoro Kangri si trovano nella parte settentrionale del Kashmir, a nord-est della valle Charakusa, zona quindi contesa fra India, Pakistan e Cina e alpinisticamente pressoché vergine.
L’area comprende numerose vette fra i 5900 e i 6500 metri e l’ambizione è quella di tentare la scalata dell’inviolata parete est del Linksar, alta 7041 metri.

Ad accompagnare Daniele Nardi in questa complessa spedizione, che ha richiesto tre anni di preparazione per ottenere tutti i permessi, ci sarà un team altamente qualificato formato soprattutto da tre alpinisti di grande livello: Marcello Sanguineti e Gianluca Cavalli, entrambi esperti scalatori e accademici del CAAI (Club Alpino Accademico Italiano) e Tom Ballard, giovane e talentuoso figlio d’arte, sua madre infatti era Alison Hargreaves, scomparsa sul K2 nel 1995. Ballard diviene, nel 2015, la prima persona a scalare in solitaria le sei classiche pareti nord delle alpi in una singola stagione in pieno inverno: Cima Grande, Pizzo Badile, Cervino, Grandes Jorasses, Petit Dru ed Eiger realizzando un record mai compiuto da nessuno prima. A completare la squadra ci sarà anche Michele Focchi, alla sua prima esperienza extraeuropea in alta quota, la sorella di Tom Ballard, Kate, il sudafricano Cuan Coetzee e il pakistano Alì Mohammad, referente per la logistica.

Tutte personalità profondamente diverse che decidono di partire per la “terra di limes” (terra di confine) per eccellenza: il Kashmir pakistano. Superando le diversità e unendo le forze per scalare le vette di quei travagliati confini, utilizzano il loro alpinismo esplorativo per lanciare un messaggio che trasforma i limes culturali, politici e religiosi in altrettanti punti d’incontro.

Il gruppo partito dall’Italia il 25 luglio è atterrato in Pakistan, a Islamabad. Tutti i componenti della spedizione, nei primi giorni visiteranno le città di Chilas e Skardu prima e il villaggio di Karmading, per poi raggiungere il ghiacciaio Kaberi. Da qui si dirigeranno verso il campo base posizionato a 4200 metri e inizieranno, per una prima fase di acclimatazione, la parte della spedizione dedicata alla scalata delle cime intorno ai 6000 metri circostanti il campo base.

Il gruppo sarà seguito da una troupe di ripresa per realizzare un docu-film che catturi i 3 aspetti principali della spedizione: alpinistici, esplorativi e culturali.

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