Pubblicato il: dom, Mar 15th, 2015

Nardi, Txikon e Sapdara tornano a casa. Mancava poco per la vetta del Nanga Parbat

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Questa invernale 2015 è stata davvero rocambolesca e all’insegna degli imprevisti. La “Montagna Killer” resta inviolata (in invernale) insieme al K2. Il gruppo sta recuperando le forze

nanga vetta

 

GAME OVER Nanga Parbat: discorso chiuso in questa invernale 2015. Il gruppo sta preparando i bagagli  per tornare a casa. Ci sono arrivati vicino alla vetta, qualcosa al di sotto degli 8.000 metri. Poi hanno fatto dietro-front. Il gruppo partito di notte per l’attacco alla vetta ha perso l’orientamento ed ha dovuto fare marcia indietro e tornare a C4. Ali Sapdara era nel pieno di una crisi da mal di montagna. Ore a decidere cosa fare? Restare, vedere se Sapdara superava la crisi, scendere immediatamente giù… deciso: sono ridiscesi di fretta e furia e hanno portato a casa la pelle. Sei giorni di salita con 25 kg sulle spalle con temperature che oscillavano tra -20 e -30 °C hanno fiaccato le resistenze della cordata.

 

DISPATCH Il basco posta due foto dove si vede dove sono arrivati: “Questo è quello che abbiamo fatto il 13 marzo durante l’attacco alla vetta”. Ed ecco dallo staff di Nardi, invece: “Notizie rassicuranti dal CB: i nostri alpinisti stanno recuperando le forze. Nell’attesa del resoconto dettagliato di Daniele, che in questo momento oltre al pc fuori uso deve dare priorità all’organizzazione per i preparativi del ritorno, condividiamo il comunicato di Alex. Grazie ancora per il sostegno e l’affetto!!!”.

 

LA SPEDIZIONE

 

REVOL-MANCKIEWICZ Ormai è già tempo di bilancio. La cosa, a caldo, che già si può dire è che è stata … la spedizione degli imprevisti! Nessuno avrebbe immaginato che i tre si sarebbero trovati insieme. Spedizioni diverse, storie diverse. Nardi è arrivato a gennaio sul Nanga Parbat con Tomek Manckiewicz ed Elisabeth Revol; poi è andata come andata col polacco e la francese che sono rientrati nelle rispettive patrie dopo aver tentato l’attacco alla vetta e costretti ad arrendersi in quanto il polacco si è ferito cadendo in un crepaccio. Piccole polemiche, incomprensioni… ma la spedizione è andata avanti!

 

NARDI RESTA SOLO Nardi ha perso per strada anche l’altro compagno di spedizione, Roberto Delle Monache, a causa di problemi fisici. La schiena lo ha tradito ed ha sofferto a lasciare la spedizione, a lasciare l’amico.

 

ARRIVA TXIKON Txikon, invece, era partito per tentare l’invernale sul K2 insieme a Denis Urubko e Adam Bielecki; problemi burocratici (di lasciapassare) li hanno costretti ad abbandonare il tentativo di prima salita invernale sulla seconda vetta della Terra. Lo hanno annunciato nel giorno di Natale. Così Txikon ha riordinato le idee ed è ripartito. Destinazione Nanga Parbat. L’altro Ottomila ancora inviolato in inverno. Lì c’era Nardi che era praticamente rimasto solo. Lì c’erano anche gli iraniani. Ebbene, hanno unito le forze. Nardi ha abbandonato il tentativo per lo sperone Mummery e tutti per la Kinshofer, la via normale.

 

VIA GLI IRANIANI Gli iraniani, ad un certo punto, hanno detto basta e sono ridiscesi accompagnati dalla Polizia. Sì, perché il Governo pakistano, dopo la strage terroristica dello scorso anno, ha creato un corpo speciale di Polizia, la Polizia di alta quota, per salvaguardare la vita degli alpinisti.

 

LA MONTAGNA KILLER FALLISCE Il Nanga Parbat resta un Ottomila inviolato in invernale, insieme al K2. Nardi ci ha già provato (2013 e 2014) e probabilmente non si arrenderà… ma in questa invernale, per fortuna, a fallire è stata anche la montagna, la “Montagna Killer” (percentuale dei decessi di oltre il 28%, seconda solo all’Annapurna) non si è presa le loro vite!

 

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Displaying 2 Comments
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  1. Raul serafini scrive:

    Un bel resoconto accurato . Grazie !!!!!

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