Pubblicato il: mar, Apr 7th, 2015

Nuova funivia Monte Bianco, terrazza panoramica a Punta Helbronner

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L’opera a Punta Helbronner dovrebbe essere inaugurata il prossimo giugno. La terrazza circolare di 14 metri di diametro con vista sulla vetta del Bianco, sul Dente del Gigante, Grandes Jorasses e Vallée Blanche

funivia bianco punta helbronner

 

Si lavora incessantemente a 3452 metri di quota e in condizioni estreme: a Punta Helbronner (Courmayeur) sul Monte Bianco a giugno verrà inaugurata la Nuova Funivia. Ed è già record: quello di “cantiere più alto d’Europa”. Il suo nome sarà ‘Sky Way’ e si sta lavorando anche alla terrazza panoramica circolare di 14 metri di diametro, che regalerà ai turisti una vista a 360 gradi sulla vetta del Bianco (4810 m slm), sul Dente del Gigante, Grandes Jorasses e sulla straordinaria Vallée Blanche. Una volta completato, l’impianto permetterà di risalire da Pontal a Punta Helbronner con una stazione intermedia al Pavillon Mont Frety (2178 metri).

 

 

Nella stazione di arrivo è stato scavato un cunicolo nel granito del Bianco per installare un ascensore che permetterà di scendere all’altezza del rifugio Torino, a quota 3.335, raggiungibile attraverso un altro tunnel orizzontale anch’esso scavato nella roccia e lungo 150 metri. Ovviamente il tutto in modo avveniristico: sale multimediali, servizi turistici e, al Pavillon, anche di un ristorante panoramico I il vecchio? Beh, l’attuale funivia sarà smantellata e le stazioni del Pavillon e del rifugio Torino diventeranno musei. I materiali usati sono ad elevate prestazioni: adatti all’impervio comportamento degli agenti naturali, e in grado di soddisfarne i requisiti di resistenza, termici, acustici ed in grado di opporsi alla formazione di neve e ghiaccio sulle superfici. Il tutto è costato 138 milioni di euro (versati dalla Società Funivie e dalla Regione Val d’Aosta. Inutile dirlo che nell’ideazione e costruzione è stata data particolare attenzione all’impatto sull’ambiente con l’impiego di materiali ad alto isolamento, ampie superfici fotovoltaiche e sistemi di riscaldamento con pompe di calore e recupero di calore. Insomma, l’intento è di non utilizzare energia ma autoprodurla. Il fine? Triplicare le presenze sul Monte Bianco nel giro di pochi anni ed equipararle a quelle dei cugini francesi: ben 500mila l’anno.

 

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