Pubblicato il: ven, Mag 20th, 2016

Picco Pio XI: una cima ritrovata

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Francesco Mancini

 

Nella mia esplorazione di tutte le Cime dell’Appennino da quello Tosco-Emiliano al Sirino-Pollino senza dimenticare tutte quelle fra Lazio, Abruzzo, Marche e Molise grazie al CLUB 2000M ho ritrovato questa stupenda e peraltro non semplice Montagna che a Picco sulla Val Maone da una parte e come una sentinella rispetto all’Intermesoli dall’altra, svetta solitaria guardandola dal versante Teramano del Gran Sasso.

Fino a svariati anni fa questa Cima (Picco Pio XI 2.282 metri, versante ovest Parco Gran Sasso) essendo lontana per quanto concerne l’avvicinamento, soprattutto partendo da Pietracamela, e con una sentieristica abbandonata era stata completamente dimenticata.

Cub 2000mLo scopo del Club 2000m, contrariamente a quello che molti pensano, non è quello di collezionare le Cime ma quello di stimolare gli escursionisti che frequentano le montagne più alte dell’Appennino a conoscerle sempre meglio e ad esplorare anche quelle meno note, ad individuare nuovi percorsi e a condividere, sul sito del Club, con altri amici appassionati il proprio stupore per la bellezza di luoghi meno conosciuti e le vie di salita e gli itinerari individuati.

Per questo motivo prima che tale Cima fosse finalmente raggiunta da tanti appassionati con il conseguente ripristino di una sentieristica sicura mi avventurai in solitaria alla Sua Ascesa.

Questo articolo tuttavia non ha una finalità di una relazione tecnica ma quello di carattere storico-culturale.

Ho sempre cercato di comprendere “perché e quando” una Montagna è stata chiamata in un certo modo ma trovare informazioni è sempre molto difficile e richiede un grande impegno.

La curiosità per questa Cima è stata più forte e dopo una grande e minuziosa ricerca sono riuscito a raccogliere, da una serie di testi trovati,  sia su Internet che da uno scritto di Ernesto Sivitilli, una serie di notizie interessanti che finalmente hanno dato piena luce ad una montagna che merita un approfondimento per tutto quello che è ruotato intorno al suo nome.

Dall’Araldo Abruzzese del 24 Maggio del 1929 si sono estrapolate notizie in merito alla festa di inaugurazione di PICCO PIO XI realizzata il 15 Agosto del 1929.

 

Picco Pio XI

 

Il 15 Agosto 1929 infatti ricorrendo il 40esimo anniversario dell’ascensione compiuta dal Sacerdote Achille RATTI (futuro PAPA PIO XI) alla Cima Dufur del Monte Rosa ed in concomitanza con i festeggiamenti per la riconciliazione fra Stato e Chiesa di cui PAPA RATTI fu artefice, in molte località montane d’Italia si tennero raduni e si compirono ascensioni per onorare il PAPA ALPINISTA.

Foto8In Abruzzo tale “ adunata alpinistica “ promossa dalla Sezione di Teramo del Touring Club italiano ebbe luogo per la benedizione di questo PICCO senza nome (scalato per la prima volta dal Versante Est  dal Dott. Ernesto Sivitilli Presidente degli Aquilotti del Gran Sasso) per dedicarlo a PIO XI festeggiando così sia il Giubileo Sacerdotale del Santo Padre ed eternare in qualche modo l’avvenuta conciliazione tra la Santa Sede e il Governo d’Italia.

Sugli avvenimenti della giornata da evidenziare il fatto che mentre L’Araldo Abruzzese dava notizia che “ si sono arrampicati come meglio hanno potuto circa 100 Alpinisti insieme al Cappellano “ Sivitilli invece dichiara che solo un “ gruppetto di Aquilotti di Pietracamela accompagnarono il Cappellano “.

Targa Picco Pio XILe notizie sono concordanti sul fatto che centinaia e centinaia di persone si radunarono ai sottostanti Prati di Tivo, specificatamente nel Bosco delle Mandorle, insieme al Vescovo di Penne e Atri al quale ecclesiasticamente detto territorio montagnoso appartiene, per celebrare Messa con un tempo bellissimo “ su questi Monti che offrono tanta attrattiva e tanto contribuiscono ad elevarci in alto sino a Dio “:

Molte altre e simpatiche notizie ho trovato su questa speciale giornata ma quella più specifica alla montagna in oggetto è quella secondo la quale secondo un vecchio “ Cardalana “ (antico materassaio) molti paesani di Pietracamela chiamavano questo Picco il “Dito del Diavolo“ in quanto “era percorso molto spesso da fulmini ed assomigliava ad un enorme dito pollice piantato sulla montagna; la parte più ripida che strapiomba sulle Sorgenti del Rio Arno rappresenterebbe l’unghia e la parte più arrotondata che declina sul Fondo della Sambuca rappresenterebbe il polpastrello “.

PAPA PIO XI  (in latino: Pius PP. XI, nato Achille Ambrogio Damiano Ratti; Desio, 31 maggio 1857 – Città del Vaticano, 10 febbraio 1939) è stato il 259º Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica dal 1922 alla sua morte. Dal 1929 fu il 1º Sovrano del nuovo Stato della Città del Vaticano.

 

Gran Sassto storica

 

L’11 febbraio 1929 il Papa fu l’artefice della firma dei Patti Lateranensi (Trattato e Concordato) tra il cardinale Pietro Gasparri ed il governo fascista di Benito Mussolini.

Ratti fu pure un appassionato alpinista, scalò diverse vette delle Alpi e fu il primo – il 31 luglio 1889 – a raggiungere la cima del Monte Rosa dalla parete orientale; il 7 agosto 1889 scala il Monte Cervino, e a fine luglio 1890 il Monte Bianco, aprendo la via successivamente chiamata “Via Ratti – Grasselli”.

Papa Ratti fu un assiduo e appassionato frequentatore del gruppo delle Grigne e per molti anni, a cavallo dei due secoli, fu ospite della parrocchia di Esino Lario, base logistica delle sue escursioni.

Le ultime scalate del futuro Papa risalgono al 1913. Per l’intero periodo Ratti fu membro, collaboratore e redattore di articoli per il Club Alpino Italiano. Lo stesso Ratti disse dell’alpinismo che “non fosse cosa da scavezzacolli, ma al contrario tutto e solo questione di prudenza, e di un po’ di coraggio, di forza e di costanza, di sentimento della natura e delle sue più riposte bellezze”.

Appena eletto Papa, l’Alpine Club di Londra cooptò Pio XI come proprio socio, motivando tale invito con le tre ascensioni alle più alte cime alpine (l’invito fu declinato, pur con il ringraziamento del Papa).

Ratti, nel 1899, ebbe un colloquio con il famoso esploratore Luigi d’Aosta Duca degli Abruzzi per partecipare alla spedizione al Polo Nord che il Duca stava organizzando. Ratti non venne preso, si dice, perché un sacerdote, per quanto eccellente alpinista, avrebbe intimidito gli altri compagni di viaggio, rudi uomini di mare e montagna.

Nel 1935, venendo meno al rigido protocollo dello Stato Vaticano, durante la cerimonia d’inaugurazione della Scuola centrale militare di alpinismo di Aosta, inviò un telegramma di felicitazioni.

Gran SassoPapa Pio XI nel 1936 rinnova e ricostituisce la Pontificia Accademia delle Scienze conferendogli il nome attuale. Pio XI, Motu proprio De Pontificia Academia Scientiarum, 28.10.1936 ammettendovi anche personalità non cattoliche e pure non credenti.

Una nuova Pontificia Accademia delle Scienze verrà così eretta da Papa Pio XI con il Motu proprio In multis solaciis (tr. it. in Marini-Bettòlo, 1987, pp. 199-203, che presenta un accurato riepilogo della vita dell’Accademia nel cinquantennio 1936-1986).

La Presidenza fu affidata al Rettore dell’Università Cattolica Padre Agostino Gemelli, fondatore del noto Ospedale di Roma, coadiuvato dal Cancelliere Pietro Salviucci e da un Consiglio composto da quattro persone.

Il 25 Settembre del 2004 (a 75 anni da quella data) la Fondazione dell’Opera Salesiana Pio XI in Roma con un gruppo di Salesiani e giovani ha raggiunto la Cima per ricordare gli eventi passati e porre una Targa Commemorativa che ancora oggi troviamo sul Picco.

 

Testi e Foto trovati, curati ed elaborati da Francesco Mancini (Direttivo Club 2000m e Socio CAI Ortona)

 

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