Pubblicato il: sab, Apr 11th, 2015

Piolets d’or 2015, è giunta l’ora della consegna dei premi

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Stasera la serata clou del 23° Oscar dell’alpinismo. Nominate tre spedizioni: americana, russa e slovena per Fitz Roy, Hagshu e Thamserku. Premio alla carriera a Chris Bonington

Piolet d’or: la serata clou è arrivata. Stasera, infatti, le premiazioni. Per celebrare l’alpinismo mondiale, video esclusivi e interviste ai personaggi dei Piolets d’Or 2015 si alterneranno, nel corso della serata a performance musicali del gruppo L’Orage che presenterà il primo singolo del nuovo disco e proporrà per la prima volta un’inedita collaborazione con i Trouveur Valdotèn. E’ la 23^ edizione dei Piolets d’Or, il più prestigioso premio di alpinismo a livello internazionale che si svolge dal 9 al 12 aprile 2015 a Courmayeur (AO) e Chamonix (FRA) all’ombra del Monte Bianco. C’era trepidazione, ma è già da qualche settimana che si conoscono le tre migliori ascensioni selezionate.

Si tratta delle imprese compiute nel 2014 dagli statunitensi Tommy Caldwell e Alex Honnold (la traversata completa della catena del Fitz Roy, in Argentina), dagli sloveni Ales Cesen, Luka Lindic e Marko Prezelj (apertura di una via sull’Hagshu, in India), e dai russi Alexander Gukov e Alexey Lonchinskiy (apertura di una via sul Thamserku, in Nepal).

Chris Bonington il Piolets d’or alla carriera. Mount Live lo ha ascoltato e qui potrete leggere l’intervista in esclusiva in lingua italiana ed inglese >>> L’INTERVISTA 

piolets dor

 

A individuare le ascensioni finaliste – su 58 inserite nella prima ‘big list’ – è stata una giuria tecnica formata da nove tra i più forti scalatori del panorama internazionale provenienti da altrettanti paesi: Hervé Barmasse (Italia), Kazuki Amano (Giappone), Valeri Babanov (Russia), Stephane Benoist (Francia), Andy Houseman (Gran Bretagna), Michael Kennedy (Stati Uniti), Ines Papert (Germania), Raphael Slawinsky (Canada), Andrej Stemfelj (Slovenia).

Durante la manifestazione, uno spazio sarà riservato alla celebrazione dell’Età d’oro dell’alpinismo, in occasione dei 150 anni dalla prima salita di alcune montagne ‘simbolo’ dell’arco alpino, come il Cervino, le Grandes Jorasses, l’Aiguille Verte.

Ricordiamo, come già detto, che il  Piolet d’Or alla carriera-Premio Walter Bonatti quest’anno sarà assegnato al britannico Chris Bonington, classe 1934, che tra gli anni ’60 e gli anni ’80 ha compiuto imprese sulle Alpi e in Himalaya. Nell’albo d’oro succede allo stesso Bonatti e a Reinhold Messner, Doug Scott, Robert Paragot, Kurt Diemberger e John Roskelley. Il riconoscimento gli sarà consegnato sabato 11 aprile, alle 21, nella serata conclusiva dei Piolets d’Or in programma al Palanoir di Courmayeur.
Bonington ha un palmares da fare invidia a chiunque: diciannove spedizioni in Himalaya di cui 4 sull’Everest e la prima alla Sud dell’Annapurna e una alla Ovest del K2. Non solo. L’alpinista britannico è stato sul Pilone centrale del Freney, la Torre centrale del Paine, il Changabang, l’Ogre.
“Le sue imprese – questa la motivazione del Piolet d’Or – hanno segnato la storia dell’alpinismo, sulle Alpi come in Himalaya”. Bonington è sposato e ha due figli. Ha scritto quindici libri ricevendo numerose onoreficenze.

Chris Bonington

LE TRE ASCENSIONI FINALISTE

 

Traversata della catena del Fitz Roy

Argentina, Patagonia (3.405 metri)

Dal 12 al 16 febbraio 2014 gli statunitensi Tommy Caldwell e Alex Honnold hanno realizzato la traversata completa, da nord a sud, raggiungendo sette cime per un totale di 4.000 metri di scalata, con un grado massimo di 7A e passaggi a 65 gradi su ghiaccio.

 

Thamserku

Nepal, Khumbu (6.618 metri)

I russi Alexander Gukov e Alexei Lonchinskiy hanno aperto una via sulla parete sud-ovest, alta 1.620 metri, ribattezzata Shy Girl. Hanno effettuato sei bivacchi in quota. La via è stata stimata 6A/6B, presenta passaggi ripidi di ghiaccio con sezioni di misto M4/M5 e dei tratti da superare con arrampicata artificiale. La discesa è avvenuta dalla cresta sud e lungo il versante sud-ovest.

 

Hagshu

India, Kisthwar (6.657 metri)

Gli sloveni Ales Cesen, Luka Lindic e Marko Prezelj hanno aperto una via sulla parete nord, alta 1.350 metri. La ripidità e la durezza del ghiaccio li ha obbligati a scalare il primo giorno fino alle 2 di notte. Il giorno dopo – 30 settembre – hanno raggiunto la vetta alle 17 per poi scendere lungo la via aperta dai polacchi nel 1989.

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