Pubblicato il: gio, Lug 23rd, 2015

Plan de Corones, oggi inaugurazione del sesto museo di Reinhold Messner

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La struttura, che sorge a 2275 metri di altitudine, sarà dedicata all’alpinismo tradizionale e completerà il progetto di Reinhold Messner di creare un circuito di musei dedicati alla montagna e alla sua cultura

 

museo messner plan de corones

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Oggi l’inaugurazione del sesto e ultimo Museo di Reinhold Messner “MMM Corones” a Plan de Corones. La struttura, che sorge a 2275 metri di altitudine, sarà dedicata all’alpinismo tradizionale e completerà il progetto di creare un circuito di musei dedicati alla montagna e alla sua cultura. L’apertura al pubblico è fissata per venerdì 24 luglio.

Firmato da Zaha Hadid, uno dei più celebri architetti contemporanei. Trattasi di una costruzione parzialmente interrata, poco invasiva e opportunamente dedicata. ll progetto di Zaha Hadid consta di 1000 metri quadri distribuiti su tre livelli, ed è una costruzione pensata per essere godibile in tutte le stagioni. Si sviluppa, infatti, in gran parte dall’interno della montagna. E nelle fasi di realizzazione parola d’ordine tutela, salvaguardia della flora locale. Pensate che, come dice Andrea Del Frari, direttore dello Skirama Plan de Corones, sono stati rimossi i primi 30 centimetri di strato verde fertile e poi è stato riposizionato. Non è stato utilizzato nemmeno il concime di fondovalle, che può contenere sementi di specie diverse. Per avvicinare i materiali di costruzione al colore delle rocce, si è scelto di impiegare soprattutto calcestruzzo e cemento. Novità assoluta, poi sono i pannelli. Ben 360 pannelli ognuno unico in un gioco di curve realizzati da un robot. Pensate che l’edificio verrà certificato CasaClima e sarà visitabile nel corso della decima edizione di KlimaHouse, la Fiera internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia di Bolzano.

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La mano di Messner nel progetto c’è e si vede: l’alpinista ha voluto mostrare al turista tre viste «guidate». Una volta entrati si passa in tre brevi corridoi che puntano in diverse direzioni e terminano con vetrate a tutta altezza: la vista spazia su alcune montagne che per Messner hanno un particolare valore.Per realizzare l’opera ci vorranno 3 milioni di euro. “Con il MMM Corones in vetta al Plan de Corones fra Valdaora, Brunico, il Marebbano e la val Badia – con un panorama unico sulle Dolomiti – io concluderò – dice Messner – il mio progetto dei musei dedicati alla montagna. In questo MMM si parlerà delle grandi pareti e della disciplina principe dell’alpinismo. Sono felice della collaborazione instauratasi con Zaha Hadid e lo Skirama Plan de Corones e sono certo che da questa “cordata a tre” nascerà uno spazio di incontro culturale davvero unico”.
Ma andiamo a “monte” e cerchiamo di capire come è nata l’idea in Messner dell’MMM. Reinhold Messner, nato nel 1944 in Sudtirolo, ha sempre aperto nuove frontiere, come scalatore, alpinista, esploratore delle regioni polari e dei deserti. Le esperienze vissute nel corso di quattro decenni nelle estreme regioni della terra, sono confluite appunto nella sua idea di museo, il suo “15° Ottomila”. “Nel museo della montagna, costituito da cinque strutture, Messner scandaglia  anche quei moti dell’animo umano, che si manifestano quando ci si trova ai limiti delle proprie potenzialità psicofisiche, esposti completamente alle sole proprie capacità. La sua massima “no artificial oxygene, no bolts, no communication” lo ha reso difensore di quei valori capaci di dare all’alpinismo una dimensione più prossima all’arte che allo sport.

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Il suo progetto Messner Mountain Museum è divenuto un punto di riferimento internazionale sul tema della montagna e sul rapporto tra l’uomo e la montagna.
“Dopo una vita vissuta tra le pareti dolomitiche, sulle più alte cime del globo e poi in cammino nei vasti deserti di sabbia e di ghiaccio, ho voluto raccogliere – dice Messner sul suo portale web – l’eredità delle mie esperienze. Desidero raccontare ciò che ho vissuto ai margini estremi del mondo e presentare coloro che hanno condiviso con me momenti di paura, talvolta di disperazione ed infine quell’euforia del ritorno, la rinascita. Tornando da mondi ostili non abbiamo altro che le nostre esperienze. Pertanto, alla fine di ogni viaggio ai confini delle nostre possibilità, quando facciamo rientro tra la gente, ci rimane la vita salvata, la nostra, da riempire nuovamente di sfide, di obiettivi, di compiti nuovi. Uno di questi compiti è per me la realizzazione del Museo della Montagna. Per raccontare ciò che accade in noi quando ci consegniamo alle montagne, ai loro pericoli, ma anche alla loro grandezza e ai loro misteri. Le strutture che comporranno il Museo della Montagna saranno sei. Un mosaico che illustrerà i valori di cui le montagne sono portatrici da sempre: l’eternità, nonostante anch’esse si trasformino; il pericolo, temuto da tutti; la lentezza, di cui tutti abbiamo bisogno”. In pratica, un luogo, anzi il luogo, in cui Reinhold Messner rende visibile e fruibile la propria eredità: le conoscenze, le esperienze, le storie dell’incontro tra uomo e montagna.

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Il progetto museale comprende: MMM Firmian, la sede centrale ubicata a Castel Firmiano nei pressi di Bolzano; MMM Juval in Val Venosta dedicato al mito e alla sacralità della montagna; MMM Ortles a Solda illustra il mondo dei ghiacci; MMM Dolomites sul Monte Rite nel Cadore parla di roccia e di alpinismo dolomitico. Nel 2011 ha aperto il museo dedicato ai popoli di montagna, MMM Ripa, nel Castello di Brunico in val Pusteria. Le vie di collegamento tra i musei del progetto Messner Mountain Museum sviluppano nel loro insieme un itinerario che da oriente a occidente attraversa le vallate di una parte dell’arco alpino, dalle frastagliate Dolomiti all’alta vetta innevata dell’Ortles.
Messner, in pratica, ha realizzato un itinerario: nell’arco di una giornata è possibile visitare il museo centrale di Castel Firmiano, dirigersi poi verso la val Venosta fino a Juval e di lì proseguire fino a Solda al MMM Ortles. Firmian e Juval sono raggiungibili, oltre che con la propria automobile, anche con i mezzi pubblici. Dalle stazioni del treno nel fondovalle si dipartono dei percorsi segnati per una passeggiata nel verde fino ai castelli. A Solda la visita al museo è abbinabile ad escursioni a piedi, o con gli sci e le ciaspole d’inverno, per vivere appieno l’alta montagna. Per raggiungere il Dolomites da Bolzano si percorrono le valli ed i panoramici passi dolomitici fino a Cibiana di Cadore. Anche qui un sentiero nel bosco, per chi volesse salire a piedi al museo, conduce fino alla cima del Monte Rite (2181 m.).

 

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