Pubblicato il: mar, Feb 3rd, 2015

I Ragni di Lecco Della Bordella e Schiera sulla Red Pillar all’Aguja Mermoz (Patagonia)

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I Ragni di Lecco, Matteo Della Bordella e Luca Schiera, da alcune settimane, come sappiamo, sono in Patagonia per ripulire la via del Miro al Fitz Roy e provare la salita il più possibile in arrampicata libera. Intanto i due climbers italiani, dopo il riposo forzato (causa febbre) hanno fatto “allenamento” salendo una delle vie di granito più belle del mondo: la Red Pillar all’Aguja Mermoz, 500 metri di arrampicata in fessura, aperti da Kurt Albert e Bern Arnold nel 1999. Ma sentiamo Della Bordella cosa dice in un suo dispaccio: “Arriviamo a Chalten domenica 18 gennaio alle 11 di sera. Primo giorno con una finestra di bel tempo destinata a durarne altri 3. Prepariamo gli zaini e lunedì mattina partiamo per scalare nella valle del Torre. Il nostro tentativo purtroppo non va molto lontano. Dopo le prime 2 ore di cammino inizio a sentire la gola bruciare sempre di più, la testa battere e le gambe pesare come non mai. Vado avanti altre due ore, prima che la situazione peggiori ulteriormente e prima di rendermi conto che così non si può andare avanti.
Mollo lo zaino con tutto il materiale e mi trascino indietro a Chalten; altre 4 ore di cammino e di sofferenza pura con la testa e le gambe che scoppiano.
Risultato: i 4 giorni successivi fermo a letto, con mal di gola, febbre e mal di testa. Erano anni e anni che non prendevo un’influenza così tosta e, certo che le 9 ore a camminare sotto il sole di domenica hanno sicuramente contribuito a peggiorarla.
Abbiamo iniziato con il piede sbagliato. Beh, non che sia stata colpa mia, di Luchino o di qualcun altro. E’ andata così e basta. Nelle spedizioni e nei viaggi in generale ci sono così tante variabili e tante cose che possono andare storte; è abbastanza normale che ogni tanto ci sia qualcosa che non funzioni. Adesso si capisce anche perché in Groenlandia avevo detto che era stata la “spedizione perfetta”, perché non erano successi imprevisti di alcun genere e tutto era filato per il meglio…
Intanto la finestra di bel tempo si è chiusa, il buon Luchino è andato a recuperare il mio zaino e siamo pronti a ripartire dalla casella “via”, anche se il mio fisico mi pare ancora lontano dalla forma migliore.
Mentalmente e fisicamente per me la nostra spedizione inizia qui: come se fossimo partiti una settimana dopo e fossi stato male a casa.
Con l’imminente arrivo di un’altra finestra di un paio di giorni scegliamo di andare all’Aguja Mermoz per ripetere la via “red pillar”, 500 mt di arrampicata in fessura, aperti da Kurt Albert e Bern Arnold nel 1999.
Avevo già sentito parlare di questa via dall’amico Simone Pedeferri, che l’aveva ripetuta 3 anni fa e mi risuonavano in mente i suoi racconti di una bellissima via in fessura e di “dulfer e runout”. Mercoledì 28 gennaio alle 3.30 lasciamo il bivacco a Piedra Negra e, passando per il Paso Guillamet, arriviamo all’attacco della via. Dopo aver risalito la terminale verso le 8/8,30 attacchiamo i tiri di roccia veri e propri.
Dietro di noi il fuoriclasse Tedesco, Tobias Wolf, alla sua prima esperienza in Patagonia. La via sono 15 tiri di arrampicata fantastica, lungo fessure di tutte le dimensioni, personalmente dal punto di vista dell’arrampicata pura la ritengo la via più bella mai fatta in Patagonia. La scalata, se affrontata con una buona tecnica, è sempre molto piacevole e mai troppo faticosa, ma continua lungo tutto il percorso. Come fare 15 tiri a Cadarese uno sopra l’altro…
Purtroppo alcuni spit “di comodità” piazzati di fianco a fessure perfette rovinano un po’ l’ingaggio e la bellezza della linea e dell’ambiente in cui si trova, senza tuttavia togliere nulla al piacere della scalata.
Alle 16 siamo in cima all’Aguja Mermoz.
Una discesa rapida in doppia ci riporta alla base e quindi verso le 19.30 a Paso Superior, dove dopo aver bivaccato, lasciamo tutto il materiale e ci godiamo la vista del nostro vero obiettivo, prima di rientrare la mattina successiva a Chalten.
Game on! A ver que pasa ahora… la Est del Fitz ci attende”.

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