Pubblicato il: mer, Gen 4th, 2017

Ragni, doppia avventura in terra di Patagonia

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Anche nel 2017 gli alpinisti del Gruppo Ragni tornano in terra patagonica in cerca di nuove avventure. Due sono i team che si preparano a partire, per regioni fra di loro molto distanti.

Il primo gruppo vede il ritorno in campo della super cordata Matteo Della Bordella – Matteo Bernasconi, protagonisti indiscussi dell’epopea della parete ovest della Torre Egger. Con loro ci sarà anche David Bacci, altro affiatatissimo compagno di Matteo Della Bordella. Obiettivo: qualcosa nella zona del Murallon… ma ci vorrà ancora qualche giorno per divulgare notizie più dettagliate.

Dell’altra spedizione si può dire qualcosa di più… non molto in verità, perché, per gli stessi protagonisti, le informazioni a disposizione non sono poi tanto dettagliate. Innanzitutto il team, costituito da Luca Schiera e Paolino Marazzi. Poi l’obiettivo: la valle del Rio Turbio, situata nella regione di Bariloche. Una spedizione assolutamente leggera quella che hanno in mente i due giovani Ragni, condotta all’insegna della scoperta e dell’esplorazione.

“Da Bariloche ci sposteremo con i mezzi pubblici fino all’ultimo paese abitato, El Bolsón, dove poi ci accorderemo con dei locali per farci guidare all’interno della valle, situata oltre un grande lago – racconta Luca – Con dei cavalli trasporteremo tutto il nostro materiale e cibo in modo da essere autonomi per tutto il tempo in cui saremo solo noi due ad arrampicare. Dopo alcuni giorni a piedi nella giungla arriveremo ad una tirolese per attraversare un torrente, da qui rimarremo soli e inizieremo a cercare le pareti nelle valli che lì si congiungono. Avremo con noi anche dei kayak gonfiabili che useremo per attraversare i laghi che ci sono alla base di alcune pareti”.

Con un intera valle a disposizione gli obiettivi su cui puntare non mancano e i nostri due Ragni qualche carta hanno già cominciato a pescarla dal mazzo: “La nostra prima opzione è quella di tentare il cerro Mariposa, una parete ancora mai salita, composta prima da placche ripide e poi da fessure strapiombanti, alta probabilmente 1100 metri – spiega ancora Luca – Non abbiamo visto foto frontali della parete quindi è difficile capire le reali difficoltà, sappiamo però che questa, come altre pareti, sono ricoperte da ghiaccio in cima e tendono ad essere bagnate o formare delle grandi cascate. Questa è solo una delle opzioni che abbiamo e verificheremo sul posto cosa è realmente fattibile, tenendo conto delle condizioni climatiche, di quelle delle montagne e del nostro stile di salita: stile alpino per uno o più giorni in parete”.

La partenza di Luca e Paolino è prevista per il prossimo mese di febbraio, nel frattempo vi terremo aggiornati anche sulle novità in merito all’altra spedizione, che dovrebbe entrare nel vivo già nella seconda metà di gennaio.

fonte: Ragni di Lecco

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