Pubblicato il: lun, Gen 18th, 2016

Senza ramponi scivolano nel canale ghiacciato, un morto e un ferito grave

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Brutto incidente sulle Piccole Dolomiti. I due calzavano scarponi e catenelle. Il primo è scivoltato per alcune centinaia di metri perdendo la vita, l’altro è caduto mentre stava calzando i ramponi

soccorso alpino

 

Scivolano in un canale ghiacciato: un morto e un ferito grave. Mentre risaliva con un amico il canale del Boale dei Fondi nel Gruppo del Carega, con scarponi e catenelle ai piedi, G.Z., 52 anni, di Cornedo Vicentino (VI) ha perso l’equilibrio iniziando a scivolare verso il basso e passando accanto a un escursionista che si trovava 100 metri più sotto, fino a fermarsi dopo alcune centinaia di metri privo di vita per i traumi riportati negli urti con le rocce affioranti. F.L., una cinquantina di anni, di Valdagno (VI), che se lo era visto sfrecciare accanto, aveva contattato il 118 attorno alle 10.30 per lanciare l’allarme e chiamato subito dopo il Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno, per conoscenze personali.

 

Al cellulare, gli era stato quindi consigliato di stare fermo in una posizione di sicurezza e di indossare subito i ramponi (anche lui aveva scarponi e catenelle). Purtroppo proprio nel calzare i ramponi anche lui è scivolato, cadendo per oltre 300 metri e riportando gravi traumi. Sul posto sono arrivati contemporaneamente l’elicottero di Trento, che ha sbarcato il personale medico, e una squadra di soccorritori di Recoaro-Valdagno. Prestate le prime cure, l’escursionista ferito è stato imbarellato e recuperato con un verricello, per essere trasportato all’ospedale di Trento. Successivamente l’eliambulanza ha portato nella frazione di Raossi, la salma dell’uomo deceduto, il cui amico, testimone impotente di entrambi gli incidenti, è stato riaccompagnato a valle da una persona di passaggio.

 

Date le particolari condizioni di scarso innevamento, temperature calde durante il giorno ed estremamente rigide di notte, il Soccorso alpino e speleologico del Veneto invita tutti i frequentatori della montagna a prestare la massima attenzione nell’affrontare tutti gli itinerari in quota. Molto spesso la poca neve trasportata dal vento e poi ghiacciata si trasforma in lisce lastre di ghiaccio con pericolosissime rocce affioranti. È quindi importante, oltre a informarsi prima di ogni escursione sullo stato dei percorsi, indossare per tempo l’opportuna attrezzatura e conoscere le più appropriate tecniche alpinistiche di movimento, specie nei versanti a nord, dove sentieri apparentemente semplici si trasformano in scivoli pericolosi. In ultimo, di fronte a qualsiasi percezione di rischio, è sempre meglio rinunciare e tornare sui propri passi.

 

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