Pubblicato il: mar, Mag 23rd, 2017

Shisha, Barmasse e Goettler salgono la parete sud

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barmasse

Hervé Barmasse e David Goettler hanno tentato la vetta approfittando una finestra di bel tempo dopo settimane di attesa, modificando i loro propositi iniziali di aprire una nuova via. Nelle scorse ore le agenzia di stampa li davano in vetta mentre sul sito main sponsor dei due atleti, The North Face, si scriveva che i due si erano fermati a pochi metri dalla vetta. A soli tre metri! Tale conferma arriva anche da Goettler e poi da Barmasse. Una bellissima salita la loro, su una parete difficile, in stile alpino e leggeri… e poco conta dinanzi a metri o centimetri dalla vetta, ciò anche per la lealtà nel dirlo!

Questo è il post ufficiale di The North Face:

Sabato, 20 maggio, David Göttler e Hervé Barmasse hanno tentato una rapida salita sulla parete sud della shisha pangma.

Con sole 24 ore di finestra meteo, poco venti e senza precipitazioni, il team ha scalato più di 2000 metri in appena 13 ore. A causa di rischio valanghe, hanno deciso di smettere a poco meno della vetta, a 8024 m.

“Siamo riusciti a scalare da 5900 m fino a 8024 m in una singola spinta. Anche se eravamo a pochi metri dalla vetta, salire veloci e leggeri su una enorme parete è stato molto soddisfacente e gratificante”.

Il meteo prevede neve e vento da ora fino alla fine di maggio. Con tutta questa neve, un nuovo percorso non sarà possibile e la squadra ha deciso di rimandare la spedizione di aprire una nuova via sulla parete sud per un’altra volta.

Il post di David Goettler:

goettler

La giornata perfetta! Dalla base della parete sud fin poco sotto la vetta in 13 ore. Alto rischio valanghe ci ha fatto decidere a non completare gli ultimi metri. Ma per @hervebarmasse e io dopo tutte quelle ore e più di 2000 metri verticali scalati ci ha fatto sentire felici e soddisfatti. Ci siamo goduti un’incredibile vista in Tibet e ho sentito lo spirito del mio amico Ueli. La solitudine lassù era opprimente. Eravamo due piccoli esseri umani persi nel vasto e selvaggio spazio tra #shishapangma2017 ed il cielo. Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza l’aiuto del nostro meteorologo dottor Karl Gabl. Ha predetto la finestra 24 hr di bel tempo.

AGGIORNAMENTO

herve barmasse

In tarda mattinata il comunicato stampa di Hervé Barmasse:

Partiti alle 4.45 del mattino di domenica mattina da quota 5.850 m, i due sono arrivati a quota 8.024 alle 17.45, sfruttando una finestra di bel tempo limitata a meno di 24 ore.

“E il momento più bello – sono state le prime parole al telefono satellitare pronunciate dopo l’impresa da Barmasse, atleta del Team The North Face – è stato proprio quando nei pressi della vetta, guardando l’orologio, abbiamo capito in quanto poco tempo eravamo saliti. Non per una questione di record, ma di capacità di sfruttare al meglio le poche ore di bel tempo e il nostro impegno fisico e mentale. Parlare di stile alpino, in Himalaya è facile, ma avere il coraggio di praticarlo su una montagna cosi grande, è un’altra cosa. Pochissimi alpinisti al mondo ci sono riusciti e iniziare la mia esperienza a quota 8000 in questo modo è per me molto significante”.

Una salita “esemplare” quella di Barmasse, soprattutto se si considera che l’alpinismo Himalayano praticato dal 99,9% degli scalatori segue ancora le vie normali, con ossigeno e corde fisse. Altra dimostrazione di coraggio, lucidità mentale i due scalatori l’hanno dimostrata pochi passi dalla vetta 8.027 m, per un incombente pericolo di valanghe.

“Mancavano meno di tre metri per essere sul punto più alto della montagna, forse solo una cornice di neve, ma ad ogni passo il manto nevoso si assestava con rumori preoccupanti. Ci siamo guardati e con un cenno d’intesa siamo ritornati sui nostri passi, al sicuro per goderci il panorama e scattarci una foto a testa. Sono certo che pochissimi alpinisti si porrebbero il problema di specificarlo, ma noi ci teniamo a sottolinearlo perché quei 2/3 metri, anche solo tre passi, potevano fare la differenza tra vivere o morire”.
Scalare le montagne in modo pulito e allo stesso tempo mantenere lucidità e responsabilità delle proprie azioni sono l’esempio migliore per le generazioni future. Il “bagaglio” di Barmasse e Goettler prevedeva una tenda, un sacco piuma da condividere in caso di emergenza, un fornello gas da 500 grammi, un pentolino, 4 gel, 4 barrette, una cioccolata, 5 tisane, 2 chiodi ghiaccio a testa, 2 picche, 25 metri di corda e 6 moschettoni. I due erano completamente soli, quindi non ci sarebbe stata alcuna possibilità di soccorso in caso d’incidente.

Con la salita in poche ore della Parete Sud della 14 esima montagna più alta del mondo Barmasse e Gottler realizzano un’impresa riuscita solo a Erhard Loretan (terzo alpinista ad aver scalato tutti i quattordici 8000) Jean Troillet e Wojciech Kurtyka.

“Dietro questa salita c’era una grande voglia di riscatto dopo i miei due recenti infortuni, e la voglia di dimostrare che ci si può rialzare e che niente è impossibile”.

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