Pubblicato il: gio, Apr 30th, 2015

Soccorso alpino a pagamento in Abruzzo, il dibattito si accende

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Lettera aperta di Loreto Bartolomei, maestro di sci a riposo, che fissa i punti cardine dai quali non si può prescindere dall’eventuale nuova legge regionale dopo che due consiglieri, Luciano Monticelli e Pierpaolo Pietrucci, hanno avviato l’iter per costituire una commissione ad hoc affinché venga redatta una bozza da portare all’attenzione del Consiglio

 

loreto bartolomei

 

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Quando la “politica” si trova in difficoltà predispone un “tavolo”, crea una “commissione” che annuncia di voler cambiare “tutto” per non cambiare assolutamente “niente”. E’ proprio il caso di dire che la “montagna partorirà un piccolissimo topo” (topolino). Sì, chi ha portato sotto gli occhi di tutti, il problema dei soccorsi con elicottero gratuito, il collega maestro di sci ed anche accompagnatore Paolo de Luca, si ritrova a discutere non di questo scempio, spreco di soldi pubblici, avvenuto fino a ieri al quale bisognava dare un taglio netto, ma a vedere che tipo di attrezzatura deve portare con sè nello zaino, chi vuole comunque andare a fare in montagna il proprio comodo, sciare dove vuole ed arrampicarsi anche se ha ai piedi solo gli infradito, confidando sull’intervento conclusivo e risolutore che questo tipo di comportamento sconsiderato produce, l’intervento “gratuito” dell’elisoccorso. Tanto pantalone paga.

 

Questi sono i punti irrinunciabili:

1- Chiunque passeggia, cammina, su sentieri tracciati, anche in quota, vestito adeguatamente, se incappa in un qualsiasi incidente è bene che venga soccorso al meglio anche con l’elisoccorso, gratuitamente se necessario, e farà fede il colore del codice di ingresso al pronto soccorso e dei giorni ricevuti di ricovero e/o convalescenza. In mancanza di questi documenti le spese del soccorso saranno a carico di chi lo richiede.

2- Chiunque si allontana dai sentieri tracciati, assume un atteggiamento di arrampicata, magari con ai piedi solo ciabatte, od anche se usa attrezzatura indispensabile per esercitarla, tipo corde, cordini, chiodi, scalette, moschettoni ecc….. deve aver sostenuto un corso di base atto alla prima preparazione per arrampicare, ed in generale per capire come ci si comporta in montagna, pena essere severamente sanzionato. Sarà sicuramente obbligatoria, per questo tipo di attività, una polizza assicurativa, capace di coprire tutte le spese, se si dovessero sostenere, per eventuali danni a se e/o verso gli altri (ruzzolamento di materiali ecc…). Anche chi vuole andare a funghi, oggi in Abruzzo, deve fare un corso-esame per poterlo fare.

 

In mancanza di questi semplici punti “”irrinunciabili”” alla legge, constatiamo di fatto che la montagna non ha partorito neppure il piccolo topo; ha abortito, ha alzato un polverone per dire che voleva cambiare tutto e non ha voluto cambiare assolutamente niente. Chissà perchè?? €€€€.

Allora non ci resta che affidarci alla giustizia, monitorare tutti gli interventi e dove emergessero comportamenti scandalosi come in passato, denunciarli alla magistratura. Non è difficile accorgersi dell’intervento dell’elicottero, chi lo fa, da dove parte e dove atterra, almeno questo non si può nascondere. Chi ha il compito di scegliere se autorizzare, di far intervenire o no l’ elicottero, da domani avrà una grossa responsabilità.

 

Loreto Bartolomei
Maestro di sci a riposo

 

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Displaying 2 Comments
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  1. Sorbetto scrive:

    E quando non è l’utente a richiedere l’intervento dell’elicottero, ma gli operatori del CNSAS che a Roccamorice hanno distolto il mezzo aereo impegnato sul Gran Sasso per i due alpini morti, per recuperare un climber con una caviglia gonfia alla base della falesia su un sentiero a 5 minuti di barella a spalla dalla strada dove aspettava l’autoambulanza, chi ne deve rispondere?!? Meditate gente, meditate.

  2. Solo per essere più completo: Negli interventi di stampa che ho letto sino ad ora si parla solo ed esclusivamente “”lo sciatore deve dotarsi di ARTVA”” [(Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga), l’ Artva è uno strumento elettronico utilizzato per la ricerca delle persone travolte in valanga, e di pala in alluminio e sondino cerca persone]. Sorge spontanea una domanda: anche chi va in montagna in estate ad agosto, da noi ai Prati di Tivo ad esempio deve dotarsi di ARTVA ( spesso si usano nomi strani per confondere il “povero” lettore e non farglici capire niente. Si accenna appena sottovoce ad un possibile ticket lasciandolo però in disparte, a margine, e lasciarcelo il più a lungo possibile fino a dimenticarselo. L’ Abruzzo tranne in qualche caso, non ha il grosso pericolo valanghe che hanno invece le stazioni del nord. Basterebbe che le società che gestiscono gli impianti, li chiudessero totalmente o parzialmente in quelle rare occasioni di pericolo segnalato sempre dal Corpo Forestale dello Stato ed altri, e però farlo rispettare, ed il problema è risolto. Quello di cui stiamo parlando, il grosso, da noi è il soccorso estivo, si comincia con chi va a passeggiare ovunque, ad arrampicare, a funghi, a pesca, a caccia ecc… ed il centralino impazzisce per le tante richieste di soccorso.
    Aggiungerei ai due punti irrinunciabili che ho menzionato nel precedente intervento un terzo, non meno importante.
    3- Le stazioni, ove ci sono, i Comuni, oppure chiunque altro soggetto possibile, devono dotarsi di piccoli Droni sicuramente meno costosi degli elicotteri, che all’ occorrenza possono sorvolare in lungo ed in largo la montagna ed avere il polso della situazione minuto per minuto. In inverno possono, con la loro sorvolata, aprire le piste al pubblico, chiuderle e con il loro passaggio sapere chi ha avuto un incidente o va fuori pista forzando il divieto, riconoscerli per sanzionarli.
    Nella seconda riunione in Regione sono intervenuti molti “”pompieri””, non il Corpo dei Vigili del Fuoco, persone meravigliose che mettono a repentaglio per noi, e tutti i giorni nei loro interventi, la propria vita, tanto è che purtroppo è quello che ha più perdite in vite umane, ma chi è direttamente interessato e non vuole mollare la presa.
    Noi stiamo a “”guardare attentamente il cielo””.

    loreto bartolomei
    Maestro di sci a riposo.

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