Pubblicato il: mar, Ott 6th, 2015

Spedizione Thalay Sagar, il racconto di Daniele Nardi

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Daniele Nardi, Alex Txikon, Txus Lizarraga, Adrian Legarra, Ekaitz Maiz e Felix Criado hanno scalato una parete alta circa 1000 metri sul versante nordovest del Thalay Sagar, a destra della via tedesca, chiamata Beats of Freedom. I racconti dei protagonisti. Il trailer

 

 

Alex Txikon, Daniele Nardi, Txus Lizarraga, Adrian Legarra, Ekaitz Maiz e Felix Criado, partiti il 20 agosto hanno terminato la spedizione il 16 settembre 2015.
La vetta non è stata raggiunta, ma la squadra può ritenersi comunque soddisfatta per il lavoro svolto lungo la via nel pilastro sul versante nordovest, a destra della via tedesca (Harvest Moon, 2004), chiamata  “Beats of Freedom” (Battiti di libertà) 700m + 520m M5/6, A3, WI4+.
La parete scalata è alta circa 900/1000m e la via ha un nuovo sviluppo circa 1200m.
Il ghiacciaio inizia a 5300m, subito sopra il campo1, quest’ultimo fissato come base di appoggio per raggiungere la vera parete e ridurre il lungo avvicinamento a piedi dal campo base.
La parete è composta di due parti: la prima parte è un pendio di ghiaccio con pendenze tra i 60 e gli 80 gradi poggiato su una parete di granito; la seconda parte è una vera e propria parete di roccia verticale ed a volte strapiombante.
C’è una terza parte di parete che si ricongiunge alla via normale della montagna che la squadra non ha scalato terminando cosi la via all’imbocco della via normale e cioè sul colle a 6450m.
Il C2 (campo 2 a quota 6.039m), è stato posizionato alla base della seconda parte di parete: “salita una rampa di ghiaccio e neve di circa 700 m con una pendenza tra 60° e 80° che non offriva alcuna possibilità di riposo” dalle parole di Alex Txikon. Questo primo tratto di scalata ripercorre la via aperta dal tedesco Stephan Siegrist e i suoi compagni nel 2004. Il 6 settembre i sei membri della squadra hanno posizionato una “portaledge” (tenda che si può montare in parete) a 6.039 m dove hanno trascorso 3 notti, il quarto giorno hanno scalato il tiro fino a raggiungere il pilastro nordovest che si unisce alla via normale. In totale la via sulla parete rocciosa sviluppa 520 m.

 

daniele nardi

 

La parola ai protagonisti…

 

“E’ stata una scalata molto dura e lenta, in parte su ghiaccio e misto. 
Ci auguravamo di trovare una parete rocciosa più pulita ma in realtà tutte le fessure e spesso le placche erano piene di ghiaccio. Il lavoro è stato estenuante: non abbiamo potuto utilizzare le scarpette di arrampicata che ci avrebbero permesso di essere più veloci, inoltre prima di scalare dovevamo liberare la parete dal ghiaccio. Troppo freddo e troppo ghiaccio ci hanno costretto ad arrampicare con gli scarponi d’alta quota in artificiale.” Ekaitz

“Anche se la roccia era di buona qualità, la difficoltà è stata data dal ghiaccio che usciva dalle fessure, soprattutto quando la parete era strapiombante o dovevamo affrontare un tetto.” Txus

“Sopra i 6000m lavorare all’ombra e costantemente con temperature al di sotto dei -10°, ha complicato e rallentato molto i nostri progressi.” Felix

 “Per me è stato entusiasmante aprire le danze sul primo tiro della parete rocciosa sapendo che avevo compagni molto più bravi di me a scalare su roccia, con i quali ho fatto dei tiri di corda bellissimi. 
Notevoli, tra gli altri, sono il fantastico tetto di 30m del 4° tiro, con uno strapiombo incredibile, il 7° tiro con la fessura “off-width” (fuori misura) e il tetto nero dell’8° tiro, che è stato il nostro punto di riferimento per individuare la linea di salita.” Daniele

“L’11 settembre è stato decisivo per noi. Abbiamo impiegato una giornata intera per scalare 3 tiri di corda cioè per fare meno di 100m di via.
Il nostro intento era di scalare tutto il pilastro roccioso e raggiungere tutti insieme il colle a 6450m. Per fare questo, quattro di noi erano partiti dal Campo 1 con tende e viveri che avremmo montato sul colle, mentre il resto della squadra scalava in parete. Non avendo raggiunto il colle tutte questo lavoro è andato perso e siamo stati costretti a ridiscendere tutti a campo 1.” Alex

“Mentre scalavamo la notte ci piombò addosso quando ancora non avevano superato la fessura “off-width” impedendoci di raggiungere la quota prevista per il C3 a 6450m.” Txus

“Siamo scesi al C1 (5.300m). Dopo una giornata di riposo, siamo risaliti per completare la scalata e finalmente siamo riusciti a raggiungere il colle a quota 6450m. Dove la nuova via incontra con quella normale. Purtroppo, i giorni di permesso erano al termine e il meteo prevedeva tempo variabile, e abbiamo deciso di chiudere la spedizione.” Adrian

“Non abbiamo raggiunto la vetta e quindi non ce la sentiamo di pensare totalmente concluso il nostro progetto. Anche se in cuor mio penso che è stata un’esperienza meravigliosa con persone fantastiche. Mi sono aggregato all’ultimo momento ed è stata una scelta saggia. La parete Nord del Thalay Sagar è una di quelle pareti che hanno segnato la storia dell’alpinismo con salite pazzesche. Una parete lunga e in alta quota esposta a Nord! 11 tiri nuovi con alcuni tratti veramente esposti e aggettanti ben oltre i 6000m. Mi sento fiero di aver potuto partecipare a questa spedizione e di aver condiviso quest’avventura con nuovi amici”. Daniele

 

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