Pubblicato il: gio, Mag 11th, 2017

Sugli Ottomila si parla ancora una volta italiano…

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Nives-Meroi Romano-Benet

È un giorno bellissimo e indimenticabile per Nives Meroi e Romano Benet. L’hanno inseguito a lungo, si son dovuti fermare per poi ripartire più motivati di prima. L’hanno inseguito insieme e oggi sono la prima coppia ad aver scalato – insieme – tutti i 14 Ottomila. E chissà che penserà Nives Meroi ricordando quegli attimi quando Romano Benet non si sentì bene nel 2009 sul Kangchenjunga e decise di ridiscendere – senza esitazione – insieme al compagno nonostante stesse a poco dalla vetta. Ma dovevano salire insieme, e lo salirono qualche anno più tardi così come tutti gli altri. Sino a questa mattina alle 10:30 (ora locale).

Un percorso iniziato nel lontano 1994, partendo dal k2 che quell’anno non si concesse (volevano salire da nord aprendo una nuova via). Quattro anni dopo il Nanga Parbat. Il primo Ottomila. Da allora inizia un viaggio. Insieme. In stile leggero. Senza portatori. Senza ossigeno supplementare. Lontani dai clamori. Distanti da strategie di marketing.

Nives Meroi è della bergamasca, di Bonate Sotto, mentre Romano Benet è originario di Tarvisio. Un anno di differenza tra i due: lei 1961, lui 1962. Sposati dal 1989, vivono a Fusine, Alpi Giulie.

Nel 1999 lo Shisha Pangma (8046 m) e pochi giorni dopo (una decina) il Cho Oyu (8202 m). Nel 2003 fanno tre, lasciando tutti sbalorditi: una salita in successione (in 20 giorni) di Gasherbrum I (8068 m), Gasherbrum II (8035 m) e Broad Peak (8047 m).

L’anno successivo, il 2004, arriva il Lhotse (8516 m). Nel 2006 Dhaulagiri (8167m) e poi ci riprovano e salgono il K2. Un anno e puntano al tetto del mondo: l’Everest. Poi, nel 2008, il Manaslu (8163 m). Per Nives scatta la corsa per prima donna a scalare i 14 ottomila. Ma questa etichetta a lei non piace, e la rifiuta. La competizione non le è mai piaciuta. Poi nel 2009 il Kangchenjunga, lì dove Benet non si sente bene e lei ridiscende con lui al campo base. Senza pensarci due volte. Inizia una nuova scalata. Quella della vita. A Benet viene diagnosticato un male, lo hanno affrontato – ancora una volta insieme – e sono arrivati di nuovo in vetta. Sicuramente la più bella. E via di nuovo verso l’Himalaya. Nel 2014 ripartono proprio dal Kangchenjunga. Lo scorso anno in vetta al Makalu. E siamo ad oggi. A stamattina. L’Annapurna. E son 14.

Un esempio di vita. Un esempio per tutto il mondo dell’alpinismo. Con un motivetto che fa: insieme!

Così, l’alpinismo himalayano parla ancora una volta italiano. Da Reinhold Messner ad essere stato il primo alpinista a salire tutti  i 14 Ottomila (tra nuove vie, solitarie, concatenamenti e senza ossigeno), a Simone Moro ad essere l’alpinista ad esser salito su più Ottomila in prima invernale, a quel gruppo di alpinisti italiani – guidati da Desio – a metter per primi i piedi sul difficile K2. L’unica montagna che ancor oggi non è stata scalata in inverno… e chissà!

Il Direttore

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