Pubblicato il: sab, Mag 10th, 2014

Il Trento Film Festival si sposta a Milano passando per Everest, Stelvio e altre pellicole

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Il cinema non chiude. Si sposta da Trento a Milano. Presso la Sala Alda Merini – Spazio Oberdan della Provincia di Milano, dal 13 al 18 maggio 2014, infatti, la Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con Trento Film Festival, presenta la rassegna Trento Film Festival 2014 a Milano.

cinema

Un’immagine ripresa durante la rassegna

Si rinnova la ormai consolidata collaborazione tra Fondazione Cineteca Italiana e Trento Film Festival, grazie alla quale torna per il quinto anno l’appuntamento a Milano con l’appena conclusosi Trento Film Festival 2014. Un gemellaggio che ha portato quest’anno, sul fronte del cinema per ragazzi, alla presentazione, durante la 62esima edizione del Festival a Trento, di una selezione di titoli per l’infanzia scelti tra i maggiori successi del Festival Piccolo Grande Cinema, organizzato annualmente dalla Cineteca di Milano.

La rassegna in programma a Spazio Oberdan è frutto di una selezione dei film presentati alla sessantaduesima edizione del Festival, realizzata in accordo con il direttore Luana Bisesti e il direttore artistico Sergio Fant.

Ventuno opere provenienti da ogni parte del mondo, quasi tutte in anteprima per Milano.

Ospite della rassegna sabato 17 maggio alle ore 19 l’alpinista vicentino Mario Vielmo, che in Kangchenjunga. I cinque tesori della grande neve, supera nuovamente gli 8.000 metri durante la scalata senza ossigeno della terza montagna più alta del mondo.

Lo stesso giorno alle ore 15 in sala anche Alessandro Melazzini, il cui doc Stelvio, crocevia della pace, racconta lo Stelvio dei giorni nostri attraverso l’intreccio di interviste, azioni ritmate, momenti di riflessione e squarci paesaggistici. Beyond the EdgeL’Everest sarà protagonista in più film: Beyond the Edge, imperdibile ricostruzione dell’emozionante scalata del 1953; High and Hallowed: Everest 1963 sulla leggendaria salita americana lungo la cresta ovest, qui narrata dall’autore di Into the Wild Jon Krakauer; e soprattutto High Tension, che riporta all’attenzione i fatti di cronaca di un anno fa, quando l’alpinista italiano Simone Moro e lo svizzero Ueli Steck vennero aggrediti da un gruppo di Sherpa in seguito a un litigio. Situazione ad altissima tensione di cui il film svela per la prima volta i retroscena, con la testimonianza dei protagonisti e immagini mai viste.

Lasciato l’Everest si approda poi alle montagne norvegesi di Siblings are Forever di Frode Fimland, protagonista la straordinaria coppia di fratello e sorella settantenni Magnar e Oddny.

Più lontano ancora si andrà quindi con Earth´s Golden Playground di Andreas Horvath, che in tempi di crisi globale e continua rivalutazione di un bene sicuro come l’oro, ci racconta le avventure dei nuovi cercatori nel selvaggio e gelido Klondike; Happiness di Thomas Balmès, viaggio alla scoperta del Buthan attraverso un monaco di 8 anni solitario e sognatore, che vive con sua madre in un villaggio abbarbicato sulle alture himalayane, ma che un giorno vede i confini del suo mondo allargarsi in seguito all’arrivo della rete elettrica; e infine il film che meglio riassume questa spinta alla fuga e all’avventura, Janapar: Love on a Bike dell’inglese James Newton, sui suoi tre anni di viaggio intorno al mondo in bicicletta e sulla storia d’amore che lo ha fatto tornare a casa.

Tra i cortometraggi Pianeta bianco di Francesco Mattuzzi, opera visionaria che trasforma un’escursione alpina in una riflessione tra filosofia e fantascienza; Vultures of Tibet, un docufilm impressionante che racconta lo stato attuale della sepoltura celeste utilizzandolo come metafora dei conflitti più vasti con cui si confronta il Tibet moderno.

La sezione dedicata all’alpinismo presenta in questa edizione tre opere su altrettanti miti della montagna: Un viaggiatore ai confini del mondo sulla figura di Carlo Mauri, W di Walter su Walter Bonatti raccontato dall’attrice e compagna Rossana Podestà, anche lei recentemente scomparsa, e Verso dove di Luca Bich, ispirato omaggio a una leggenda dell’alpinismo e del cinema di montagna come l’austriaco, ma legatissimo all’Italia, Kurt Diemberger. 48_14Vedremo celebrati sul grande schermo anche i protagonisti più giovani, ma già autentici divi della scena internazionale: lo scalatore inglese Leo Houlding, impegnato in The Last Great Climb di Alastair Lee su inesplorate pareti in Antartide, insieme al tradizionale team di cui faceva parte l’amico fraterno Sean “Stanley” Leary, scomparso solo pochi giorni fa in un incidente di base jumping; il climber Adam Ondra in occasione della prima mondiale di Change di Petr Pavlícek, il nuovo film che lo vede protagonista sulle pareti più impossibili nell’Europa del Nord; e lo sky-runner catalano che ha stabilito un nuovo record di velocità in salita Kilian Jornet, che Veronica Font in Kilian Jornet, el comptador de llacs segue durante gli allenamenti e la scrittura della sua autobiografia Correre o morire.

Ancora, segnaliamo lo spettacolare Into the Mind, che con una splendida fotografia e rivoluzionarie tecniche di narrazione racconta il confine tra sogno e realtà, immergendosi nella mente di uno sciatore mentre tenta di scalare la montagna per poi scendere sciando.

Infine un fuoriprogramma che non proviene dal festival di Trento ma che alla montagna è strettamente legato e che rientra nella rassegna “Primavera di Milano” realizzata con il Comune di Milano: si tratta di Mike Bongiorno. Sempre più in alto!, antologia di tutti gli spot girati da Mike Bongiorno negli anni ‘70 per una nota marca di grappa e che comprende un raro documentario in cui lo stesso Mike ripercorre le sue avventure sulle vette italiane.

 

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