Pubblicato il: mar, Lug 28th, 2015

Uccidono un lupo ed espongono la testa mozzata

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La testa dell’animale è stata ritrovata su un tabellone della Comunità montana a Ormea. C’è chi fa un collegamento al fatto che proprio oggi in Regione si decide sull’ampliamento dei confini del Parco del Marguareis nel Comune della Alta Valle Tanaro

lupo testa

 

Il fattaccio risale all’altro ieri. Sono notizie che mai vorrebbero darsi per la barbarie del gesto e del messaggio. Ignoti uccidono e decapitano un giovane lupo e ne espongono la testa mozzata. La testa dell’animale è stata ritrovata su un tabellone della Comunità montana a Ormea. C’è chi fa un collegamento al fatto che proprio oggi in Regione si decide sull’ampliamento dei confini del Parco del Marguareis nel Comune della Alta Valle Tanaro.

La testa di quel giovane lupo, maschio, è stata trovata dalla Polizia locale e Corpo Forestale sulla statale 28 del Col di Nava, appesa con una corda alla bacheca informativa della ex Comunità Montana Alta Val Tanaro in località Nasagò, nel Comune di Ormea. L’esposizione della testa decapitata del lupo è stata bollata dal sindaco di Ormea, Giorgio Ferraris, come un «atto incivile, assolutamente da condannare». A difesa del grande predatore si schierano ambientalisti e animalisti, convinti che sia sostanzialmente inoffensivo per l’uomo.  Intanto, la politica si mobilita: “Non ci faremo intimidire da questo grave gesto, non certo opera di uno sprovveduto. Domani presenteremo in aula l’emendamento al disegno di legge n.90 per ampliare il parco naturale del Marguareis e daremo battaglia affinché sia approvato dal Consiglio regionale. Siamo convinti che la rinascita di questo territorio dipenda anche da una maggiore tutela ambientale che rappresenterebbe un importante volano turistico ed economico per il territorio come peraltro evidenziato anche da associazioni di operatori turistici, scuole e commercianti che supportano l’allargamento proposto, studiato insieme al Parco stesso”. E’ quanto affermano i Consiglieri regionali M5S Giorgio Bertola e Mauro Campo.

 

In merito alla convivenza tra uomo e lupo, riportiamo la nota-allarme del WWf. “Non tira una bella aria ultimamente per alcuni dei più carismatici rappresentanti della nostra fauna, specie particolarmente protette nel nostro Paese denuncia il WWF: una testa di  lupo è stata appesa in bella vista nell’alta Val Tanaro in Piemonte, un gesto  barbaro, irresponsabile e, ribadisce  con particolare veemenza il WWF  “illegale”, gesto che l’associazione denuncerà in tutte le sedi chiedendo esemplari indagini e che chi ha commesso questo reato risponda sino in fondo delle sue responsabilità, e purtroppo si registra anche il caso del Consiglio provinciale di Trento che ha recentemente deliberato la diminuzione degli orsi anche con misure drastiche, sottolinea il WWF Italia.

La convivenza con i grandi predatori che hanno sempre popolato il nostro paese, i nostri boschi, le nostre Alpi  è possibile e necessaria,  anche se può richiedere particolari capacità e attenzioni, perché può rilevarsi a volte problematica, ma sempre possibile se voluta, siamo noi e le nostre scelte a fare la differenza. I sistemi per ridurre i danni e aiutare la convivenza esistono, sono già disponibili e sperimentati e i numerosi progetti europei LIFE in corso sono lì a dimostrarlo, ricorda il WWF.

Il lupo ucciso e decapitato in Piemonte, pare sia da mettere in relazione con la discussione in corso  sull’ampliamento del Parco del Marguareis, un gesto quindi non solo illegale ma  da condannare in modo particolarmente grave visto che sarebbe rivolto contro le istituzioni, contro chi sostiene il Parco e il suo ruolo nella conservazione della natura, episodio simile a quelli registrati in Maremma toscana e laziale tra il 2013 e il 2014 che ricordano quanto questi fatti siano diffusi e come non si sia ancora compreso a fondo il ruolo e la funzione delle aree protette e i benefici e le opportunità che le Aree protette possono offrire al nostro territorio con una corretta e rispettosa gestione delle nostre bellezze naturali. Questo atto è segno di una seria arretratezza culturale e di una violenza crescente che sta montando nei riguardi di questi animali che le istituzioni non possono prendere sotto gamba e che deve essere affrontata con tutta la attenzione che il caso richiede. Il bracconaggio va contrastato con vigore, se interessa piccole popolazioni o gruppi isolati di animali. Il bracconaggio anche solo di un singolo lupo può avere un pesante impatto sulla  popolazione che nessuno è in grado ancora di quantificare, di per sè il bracconaggio in Italia ai danni di questa specie è pesantissimo e interessa centinai di esemplari l’anno ed è per questo comprensibile ritenere come sia ancora oggi la più grave e compromettente delle minacce.

Arrivare a uccidere orsi e lupi non risolve il conflitto né il problema della paura da parte della popolazione locale e dei turisti o i  danni economici arrecati agli allevatori (che ancora oggi non si conoscono nella loro reale entità e che spesso sono riconducibili ad altri animali o altre cause ), la educazione, la sensibilizzazione, la conoscenza reale delle altre specie animali è l’unica soluzione che può consentirci di vivere in armonia con questi animali e non si può con arroganza decidere che per questi animali non vi è più spazio nei nostri ambienti..

Lupo ed orso sono predatori al vertice della catena alimentare. Il loro ruolo ecologico migliora l’ecosistema, influenzando le popolazioni delle prede e indirettamente gli habitat in cui essi vivono, agendo su alcuni fattori che ne causano la degradazione (come la ridotta rinnovazione del bosco).

L’orso è il simbolo degli ecosistemi montani sani, selvaggi e ricchi di biodiversità. Tutelare l’orso ed il suo habitat significate conservare una ampia gamma di specie animali e vegetali che assicurano un buono stato di salute delle montagne e dei servizi ecosistemici che ci offrono e di cui noi godiamo.

Le Alpi rappresentano un ecosistema unitario ed orsi e lupi sono specie che non appartengono ad una provincia ma quantomeno a tutti i cittadini europei.  Una singola comunità locale non può stabilire cambiamenti di rotta gestionali della popolazione, sia di orso che di lupo,  in conseguenza di situazioni che non è capace e non vuole veramente gestire. D’altronde anche solo dal punto di vista finanziario, i progetti sono sostenuti da tutti i contribuenti, nazionali ed europei.

Il superamento della locale soglia di accettabilità sociale rispetto all’attuale consistenza della popolazione di orso e di lupo, è anche legato alla modalità, intensità e qualità della comunicazione rivolta alle categorie più coinvolte e per le quali è necessario promuovere l’accettazione.

Il WWF Italia chiede a  tutti i soggetti interessati sia pubblici (istituzioni nazionali e locali ), sia privati (imprenditori agricoli, del turismo, allevatori , abitanti e turisti ) di:

  • evitare le affermazioni  demagogiche , la disinformazione,   scorretta  dal punto  di vista scientifico e normativo,
  • le iniziative politiche di corto  respiro o addirittura errate  ed illegali
  • concordare piani e modalità che consentano una duratura convivenza tra questi   animali  e l’uomo con reciproca convenienza”.

 

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