Accellica, la bella e selvaggia dei Picentini

L’Accèllica è una montagna seria, affasciante, pericolosa, stancante. Appartenente al gruppo dei Picentini dell’Appennino Campano, raggiunge i 1660 m metri con la cima più alta, l’Accelica Nord.
Accellica: un po’ di info
Amministrativamente, la montagna è posta nella provincia di Salerno nel comune di Acerno con la vetta che giace sulla linea di confine tra questi ultimi (e che proprio secoli fa aveva determinato il confine tra Principato Ulteriore e Citeriore).
Si trova tra il monte Terminio (1806 m) a Nord, il pizzo San Michele (1567 m) a Ovest e il monte Cervialto (1809 m) a Est.
La vetta più alta è l’Accellica Nord (1660 m), che è divisa dall’Accellica Sud (1606 m) dal Varco Del Paradiso e dal Ninno (1538 m), dove il CAI (Club Alpino Italiano) di Salerno aveva installato una via ferrata per superare le alte rocce e i profondi precipizi e connettere le due cime dell’Accellica. A causa di morti accidentali, la ferrata è stata rimossa dal CAI nel 2018.
Dalle sue falde hanno origini diversi fiumi a carattere regionale: sul lato irpino il Calore, maggior affluente del Volturno, e il Sabato, immissario del primo, entrambi dal varco Colle Finestra; sul lato salernitano il Picentino ed il Tusciano. Viene chiamato Célëca o Acélëca nei dialetti locali.
La tutela ambientale si avvale del parco regionale dei Monti Picentini, della ZPS “Picentini” e, sul versante meridionale, dell’oasi Monte Accellica, gestita dal WWF Italia.
Il nome della montagna “A Celica” dovrebbe alludere al “luogo” degli Dei. Il carattere selvaggio della montagna ha contribuito alla conservazione di molta biodiversità sia dal punto di vista della flora (presenza di estesi boschi di faggi, tigli, ontani, ginestre e orchidee selvatiche) sia dal punto di vista della fauna (presenza del lupo appenninico, gatto selvatico e la rarissima Rosalia alpina).
L’Accellica, come gran parte dell’Appennino, è composta da rocce carbonatiche originarie del Triassico e soprattutto del Giurassico. Geomorfologicamente la montagna si presenta con versanti “esterni” maturi, poco accidentati e quindi ricoperti di fitto bosco, al contrario i versanti “interni” poggiano su faglie di fratture, che risultano tettonicamente più instabili e sono caratterizzati da versanti accidentati, dirupi e ripide pareti.
Il massiccio ha una forma di stella a tre punte, con il centro individuabile tra la forcella del Varco del Paradiso e la Cima Sud (1606m), da dove si diramano tre dorsali, una verso nord-est, una verso sud e quella principale con direzione est-ovest che comprende le cime principali (cima nord 1660 m).
Tra la vegetazione, oltre ai vastissimi boschi di castagni e faggi, troviamo lecci, tassi, tigli, roverelle, ontani, olmi, aceri, qualche betulla, erbe officinali e molteplici orchidee selvatiche. Una rarità è la Pinguicula hirtiflora, piccola pianta carnivora presente, in Italia, anche in costiera amalfitana e in Calabria (Gole del torrente Celadi, presso Rossano, in Sila).
Itinerari
Ci sono diversi sentieri per salire sull’Accellica. Dal versante salernitano o avellinese. Qui si descrive l’itnerario che parte dalla SS tra Montella e Acerno (loc. Croci di Acerno) per la vetta sud. L’altro classico sentiero parte da Giffoni Valle Piana.
Si parte da un piccolo spiazzo sulla statale Acerno-Montella, si prende il sentiero CAI 105 che avanza su carrareccia in saliscendi per circa 4 km. Circa 1 ora dopo si incrocia il sentiero 103 termina lo sterrato, si inizia a salire in modo impegnativo fino alla sorgente di Acqua Fredda. Si continua, sempre in ripida salita e si giunge alla sorgente Acqua Fridiello. Da qui parte la direttissima, bella tosta per il valico Acqua Fredda e si giunge in cresta. Sin qui circa 3 ore di cammino. Si segue la cresta per 2 km cm fino al Varco della Pettinessa e poi alla vetta dell’Acellica Sud, posta a 1606 m. Qualche passaggio su roccette e un cavo metallico aiuta in un passaggio di 4/5 metri.
- Distanza: 16 Km
- Dislivello: 1030 m circa




