Addio al celebre Hamish McInnes. Il ricordo dell’amico Chris Bonington

Autore di tante imprese (a soli 16 anni sul Cervino), a lui si deve il progetto della prima piccozza in metallo con martello e lama inclinata

Hamish MacInnes è morto. Il celebre alpinista, esploratore e soccorritore scozzese se n’è andato domenica nella sua casa di Glen Coe.  MacInnes, autore di mille imprese, era nato a Gatehouse of Fleet a Galloway, in Scozia, nel 1930.

A soli 16 anni ha scalato il Cervino. Ha preso parte a più di 20 spedizioni alpinistiche, di cui 4 sull’Everest. Qui si salvò anche da una valanga, era il 1975.

A lui si deve il progetto della prima piccozza interamente in metallo (con martello e lama inclinata) oltre che una barella di salvataggio leggera utilizzata in tutto il mondo da squadre del soccorso in montagna ed anche dalle forze speciali militari.
 

Era soprannominato la Volpe di Glencoe. Nomignolo dovuto alla sua “astuzia come scalatore”, infatti aveva una enorme esperienza alpinistica. Ha partecipato alla realizzazione di numerosi film tra questi ricordiamo “The Eiger Sanction” di Clint Eastwood e  “The Mission” con Robert De Niro.

Ha anche ricevuto lo Scottish Award for Excellence in Mountain Culture nel 2008.

Poi gli anni che avanzano e nel 2014 perse la memoria a causa di una grave infezione.

La sua vita nel film della BBC “Final Ashent: The Legend of Hamish MacInnes”.

È l’autore del celebre “International Mountain Rescue Handbook” (1972), manuale di soccorso noto a livello mondiale.

Amico e compagno di cordata di Chris Bonington, di questo sodalizio va ricordato, tra le tante altre anche a livello extraeuropeo, la salita del Pilier Bonatti del Petit Dru. Era il 1958.

L’addio di Sir Chris Bonington

Hamish Macinnes, il mio più vecchio amico, all’età di 90 anni, è morto pacificamente nella sua casa a Glen Coe dopo una vita e una carriera straordinaria. L’ho incontrato per la prima volta quando è ancora un ragazzo della scuola nel 1952 quando mi ha portato a fare la mia prima salita invernale su Raven’s Gully, poi probabilmente la più difficile salita invernale in Scozia.
Qualche anno dopo, nel 1957, come tenente nella stazione dell’esercito in Germania, gli scrissi suggerendoci di incontrarci sulle Alpi per una salita. Mi scrisse una cartolina: ′′Incontriamoci a Grindlewald, andremo al North Wall of the Eiger.”
A quel tempo non aveva avuto un’ascesa britannica. La parete era in condizioni terribili, così siamo tornati indietro per farcela finalmente nel 1962 con Ian Clough.
Abbiamo continuato a fare molti nuovi percorsi insieme in Scozia. È stato il mio organizzatore di attrezzature sulla parete sud-occidentale dell’Everest nel 1972 e nel 1975 per la nostra salita riuscita è stato vice leader, ha organizzato l’ossigeno e ha progettato gran parte delle nostre rivoluzionarie tende. Sono felice di averlo rivisto a casa sua a fine settembre, era pieno di piani e positivo come sempre.

foto: bbc

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