Al Rifugio Brioschi una targa in ricordo di Claudio Ghezzi

A tre mesi dal tragico incidente e dalla morte di Claudio Ghezzi, domenica prossima 11 settembre, alle ore 11:00, ci sarà una cerimonia per ricordarlo durante la quale sarà posta una targa all’interno del Rifugio Brioschi. È organizzata dal Cai Milano e dal gestore del rifugio, Alex Torricini.

Cai Milano Una presenza discreta ma costante al rifugio Luigi Brioschi. Saliva lassù tutti i giorni, con qualsiasi condizione meteo, fino a raggiungere il record di 6000 salite. Per gli alpinisti ed escursionisti che raggiungevano il rifugio era una certezza rassicurante anche perché in inverno erano le sue impronte sulla neve a guidare i passi chi si apprestava a salire in vetta. E lassù c’era lui pronto a servire una bevanda a chi la chiedesse, anche a rifugio chiuso, perché lui aveva le chiavi, tanta era la fiducia che Alex, il gestore, aveva in lui. La sua montagna lo ha definitivamente abbracciato in una tragica domenica di giugno.

Claudio Ghezzi

Ghezzi, 69 anni, originario di Missaglia, era conosciutissimo da quelle parti. Il Grignone lo conosceva a memoria, circa 5.600 salite. 40 anni e oltre di salite.

 

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Aveva esperienze di alpinismo internazionale. Nel 1991 partecipò a una spedizione in Bolivia. È stato otto volte in Nepal, e poi in Pakistan, Cina, Tibet, Perù, Cile.

Alex Torricini Ogni volta che arrivava era una festa e lo sanno tutti i ragazzi che hanno lavorato con me in Brioschi in questi anni. Se tardava ci domandavamo dove fosse e lo chiamavamo al telefono. Quando sentirò la sua mancanza penserò che è parte di questa montagna, e cercherò conforto nei sassi e nelle guglie. Se questi sassi e queste guglie potessero, mi racconterebbero del Claudio perché lo conoscevano bene.

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