Antartide, sotto la calotta centinaia di laghi

Antartide: sotto la calotta non c’è solo roccia e ghiaccio ma acqua liquida. Proprio così. Migliaia di metri sotto la superficie, c’è una rete idrografica subglaciale che collega centinaia di laghi. Come è possibile? L’acqua resta liquida grazie alla combinazione di calore geotermico, pressione del ghiaccio sovrastante e attrito alla base; si raccoglie nelle depressioni del basamento roccioso e può scorrere da un lago all’altro. Ciò, ovviamente, influenza la velocità del ghiaccio e la stabilità delle calotte e quindi l’innalzamento dei mari.
I laghi sotto l’Antartide
I primi indizi di un lago subglaciale risalgono alla fine degli anni ’60, quando fu scoperto un grande bacino d’acqua, identificato poi come Lago Vostok. Da allora il quadro si è ampliato…
Ora sono stati individuati 85 nuovi laghi subglaciali attivi,che cioè si svuotano e riempiono ciclicamente.
La scoperta, che porta il numero totale dei laghi subglaciali noti a 231, si deve ai dati raccolti in 10 anni di osservazioni dal satellite CryoSat dell’Agenzia Spaziale Europea, lanciato nel 2010 e capace di misurare lo spessore del ghiaccio marino e i cambiamenti nell’altezza delle calotte glaciali e dei ghiacciai di tutto il mondo.
Lo studio

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications e guidato dall’Università britannica di Leeds.
I ricercatori guidati da Sally Wilson hanno rilevato nei dati di CryoSat variazioni localizzate nell’altezza della superficie ghiacciata dell’Antartide, che aumentavano e diminuivano periodicamente: in questo modo hanno potuto individuare e mappare i nuovi laghi e monitorarne i cicli di riempimento e svuotamento.
Il caso del lago Vostok
Ma non tutti i laghi subglaciali sono attivi: il più grande conosciuto, il lago Vostok, è considerato stabile e contiene circa 5-6mila chilometri cubi d’acqua. Circa 250 km di lunghezza, 50 km di larghezza, superficie pari a ~12.500 km² e centinaia di metri di profondità. Giace circa 4.000 m sotto il ghiaccio dell’Antartide orientale e potrebbe essere isolato da milioni di anni.
Ma anche laghi più piccoli e accessibili stanno svelando mondi sorprendenti. È il caso del Lago ENIGMA, vicino alla base italiana Mario Zucchelli, dove nel 2024 una missione INGV-CNR ha campionato le acque del lago e ha scoperto tappeti microbici unici.



