Batard: “Quanto successo sull’Annapurna? Lachenal si girerebbe nella tomba”

Il team francese punta il dito sui recenti fatti dell'Annapurna: elicottero a C4 per rifornire sherpa e clienti, uso smisurato di bombole di ossigeno e c'era chi non aveva mai usato i ramponi

Tornati a Pokhara dopo il loro tentativo all’Annapurna (la rinuncia per motivi di salute), i francesi Marc Batard, Yorick Vion e Bertrand Delapierre hanno rilasciato una intervista al giornale francese Montagnes Magazine. E hanno ripercorso la recente avventura e quanto accaduto questa primavera sull’Annapurna.

Un racconto grigio, che fa riflettere sull’alpinismo odierno e sugli scenari futuri dell’Himalaysmo. E non poteva essere altrimenti, considerato che hanno avuto a che fare con elicotteri che hanno rifornito a C4, uso smisurato di bombole di ossigeno e pseudo-alpinisti che non avevano mai usato i ramponi.

I francesi sentono l’Annapurna come il loro Ottomila. Può essere comprensibile la loro forte presa di posizione. Fu il primo Ottomila ad essere scalato, proprio da loro; era il 1950, in vetta Luis Lachenal e Maurice Herzog.

 

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Marc Batard, quasi 70enne lo conosciamo tutti ed è detentore del record di velocità sull’Everest senza ossigeno dal versante sud; Bertrand Delapierre si era aggiunto alla spedizione per le riprese foto-video e Yorick Vion puntava a una prima esperienza su un 8000 in stile alpino.

Ecco cosa hanno detto al ritorno dall’Annapurna

Vion Di tutti gli alpinisti che sono saliti in cima, quasi tutti indossavano una maschera. Con i suoi 8.091 metri, l’Annapurna si eleva comunque ben al di sotto dell’Everest (8.849 m) o K2 (8.611 m). La maggior parte di loro ha fatto un solo giro di acclimatazione a 5.500 metri e poi ha aperto le valvole. Al Campo 3, ho visto una tenda completamente piena di bombole. Poi hanno trascorso tutti quattro giorni a 6.900 metri in attesa della finestra, con tutto il necessario di cibo e ossigeno.

 

Delapierre C’erano clienti che semplicemente non sapevano arrampicare. Li abbiamo visti passare con i ramponi sulle rocce, dove noi siamo andati con le scarpe da ginnastica. Mi sono detto: “questi, impossibile che vadano in alto”. E quando ho guardato l’elenco dei vertici, sono rimasto sbalordito. Sono saliti tutti!
Il successo al K2 quest’inverno ha dato agli sherpa ancora più potenza, questo è certo. Ma non sto lanciando pietre ai nepalesi, non hanno la stessa visione dell’Himalaya che abbiamo noi. Tuttavia, portare così tante persone che non hanno il livello in cima a una montagna così pericolosa, ciò solleva ancora domande.
Un giorno ci sarà una catastrofe, è inevitabile.
Gli sherpa dovrebbero riuscire a sbarazzarsi di certi clienti che non devono mettere piede ad altitudini molto elevate. Ma è la pressione dei clienti o l’avidità? Questa è la domanda…

 

Vion C’è un’agenzia che ha messo a disposizione nove sherpa per tre clienti. È pazzesco! Hanno mezzi colossali. E quando non sono gli sherpa, sono gli elicotteri a sollevare i carichi, come quando le corde si sono guastate nell’ultima parte della salita, il cui ghiaccio tagliente ha sorpreso gli alpinisti: gelato sì, ma non scherzate: quando sai arrampicare, vai senza corda.

 

Batard Quasi tutti hanno saltato il trekking di avvicinamento. Se Lachenal vedesse quel che è successo sull’Annapurna, si girerebbe nella tomba.

 

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2 Commenti

  1. Il francese a capo della spedizione insieme a Lachenal che hanno raggiunto per primi la vetta dell’Annapurna nel 1950, era Maurice Herzog e non Marcel Herzog, quest’ultimo era un calciatore

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