Bivacco sul Monte Bianco, la querelle continua

La notizia circolò lo scorso fine dicembre: due giovani alpinisti-youtuber bivaccarono (in autunno) nei pressi della vetta del Monte Bianco e il sindaco di Saint-Gervais li denunciò. I due avevano trascorso nove giorni in montagna, filmando la loro avventura per il canale YouTube.

Il sindaco Jean Marc Peillex annunciò di averli denunciati perché, secondo lui, avevano violato il decreto prefettizio del 1° ottobre 2020 che ha creato una zona di protezione dell’habitat naturale della montagna, in particolare la parte che vieta ogni forma di campeggio, come – a detta del sindaco francese – il bivacco.

I due alpinisti non ci stanno e hanno diramato una nota dove spiegano il loro punto di vista.

Eravamo consapevoli delle restrizioni per proteggere questo sito sensibile da un’eccessiva frequentazione e dall’inciviltà, ma non avevamo previsto un divieto totale per diversi motivi:

– Questo decreto mira a regolamentare l’eccessiva frequentazione del sito. In questo periodo di bassa stagione, abbiamo fatto il percorso fino alla cima e non abbiamo visto nessuno per più di due giorni, né il giorno prima né il giorno dopo il bivacco.

– Il bivacco è parte integrante dell’alpinismo e ha il suo posto in montagna, come ricorda il Comité Alpinisme Unesco France nel comunicato stampa sulla nostra avventura.

Siamo orgogliosi di aver realizzato questa sfida con il sudore della fronte, in bassa stagione, senza impianti di risalita, senza aiuti esterni e in autonomia per nove giorni. Eravamo ben preparati e non abbiamo corso alcun rischio, non abbiamo esitato a rinunciare e non abbiamo fatto affidamento su alcun aiuto esterno.
Siamo rispettosi nei confronti della gente del posto e dei nostri compagni di cordata. Abbiamo aiutato una cordata a orientarsi nella nebbia e abbiamo condiviso con loro le nostre provviste. Siamo anche molto rispettosi delle capanne che puliamo dopo ogni viaggio e, naturalmente, dell’ambiente. Dubitiamo che il nostro impatto ambientale possa essere misurato con quello degli elicotteri turistici che sorvolano questo fragile sito tutto il giorno.
Abbiamo trovato interessante questa sfida alpinistica: logistica, acclimatamento, scelta del meteo, immagini, ecc. Dietro questa sfida c’era anche una domanda: siamo in grado di dormire a quasi 5000 metri per pensare a sfide a quote più alte?
Il SNGM (Syndicat National des Guides de Montagne) afferma che il nostro approccio è compatibile con lo spirito dell’alpinismo.
Siamo rimasti sorpresi dalle affermazioni diffamatorie del sindaco di St Gervais. Siamo rimasti discreti fino a questa denuncia. Chi è alla ricerca di visibilità, dopotutto?
Come sottolinea il Syndicat Interprofessionnel de la Montagne in una petizione lanciata contro le esternazioni giudiziarie del sindaco di St Gervais: “Jean-Marc Peillex usa la ‘sua’ via normale del Monte Bianco come trampolino di lancio politico e mediatico e fa polemica su tutto e per tutto, senza alcun discernimento, misura o coerenza”.

Le associazioni alpinistiche francesi

In difesa dei due giovani alpinisti, Alexis Romary e Axel Deambrosis-Larcher, anche molte associazioni alpinistiche, le quali hanno rammentato al primo cittadino che il bivacco è parte integrante dell’alpinismo.
È stata avviata anche una petizione, sinora sono state raccolte circa 2000 firme.

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