Concluse le riprese di “Bianco”, il film sulla tragedia del Pilone Centrale del Frêney

Concluse in Val Venosta le riprese del film ‘Bianco’, del regista Daniele Vicari con Alessandro Borghi (già protagonista di Le otto montagne) nella parte di Walter Bonatti, che racconta la tragica e grande impresa del Frêney, nel gruppo del Monte Bianco, da parte del grande alpinista.

Il film, che è tratto dal libro ‘Frêney 1961 – La tempesta sul Monte Bianco’ di Marco Albino Ferrari, è stato girato in gran parte in Valle d’Aosta, nei luoghi reali della vicenda, dal Flambeaux alla Fourche fino al Peuterey e ai piedi del Pilone Centrale del Frêney.

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Le riprese sono poi continuate a Roma e si sono concluse sulle nevi dell’Alto Adige.

Il film Bianco

‘Bianco’ racconta la spedizione di Walter Bonatti e due suoi abituali compagni di cordata, Andrea Oggioni e Roberto Gallieni, alla conquista dell’inviolato Pilone Centrale del Frêney sul Monte Bianco che si trasforma in un incubo.

La tragedia del Pilone Centrale del Freney

In quel luglio scalatori guidati da Walter Bonatti e Pierre Mazeaud si trovano intrappolati in una terribile bufera. Per giorni le squadre di soccorso tentano di raggiungerli mentre l’Italia del miracolo economico, curiosa e partecipe, attendeva gli sviluppi. Bonatti, con Oggioni e Gallieni, effettua un tentativo di scalata alla cima fino ad allora inviolata, facente parte del gruppo del Monte Bianco, sul versante sud. Lungo il percorso, al Bivacco della Fourche (era il 10 luglio) incontra la cordata francese guidata da Pierre Mazeaud (comprendente anche Pierre Kohlmann, Robert Guillame e Antoine Vieille) e le due cordate decidono di unirsi ed effettuare insieme l’ambizioso tentativo.

Ma una violenta tormenta di neve, che continuerà per più di un’intera settimana, blocca le due cordate a soli 100 m dalla cima del Pilone. A dare l’allarme sono le guide alpine Gigi Panei e Alberto Tassotti, che non avendo avuto più notizie di Bonatti si recano al Bivacco della Fourche e scoprono, leggendo il libro del rifugio, qual è la destinazione dell’inedita cordata franco-italiana. Intanto, Bonatti e gli altri suoi compagni, impossibilitati per tre giorni sia a salire che a scendere (Kohlmann fu anche colpito da un fulmine che si scarica sul suo apparecchio acustico – era parzialmente sordo – incidente al quale sopravviverà ma che lo farà sprofondare in un totale isolamento acustico e che probabilmente darà il via alla pazzia che gli causerà la morte), decidono di tentare la discesa, ma solo tre di loro (Bonatti, Gallieni e Mazeaud) riusciranno a giungere vivi a valle.

Gli altri quattro moriranno per lo sfinimento, mentre nella neve fresca si aprono la via verso la salvezza. Vieille morirà ai Rochers Gruber; Guillaume cadrà in un crepaccio del Ghiacciaio del Freney; al Canalino dell’Innominata sarà la volta di Oggioni, bloccato da un nodo delle corde ghiacciate sull’ultima parete di ghiaccio, a meno di un’ora dalla salvezza.

Kohlmann a soli 10 minuti dalla Capanna Gamba, con metà volto da giorni ustionato e reso pazzo dalla scarica del fulmine, vedendo Gallieni mettersi le mani in tasca per ripararsi dal freddo, pensa che questo voglia estrarre una pistola per ammazzarlo e lo aggredisce.

Gallieni e Bonatti, ormai sfiniti, dopo essere riusciti a bloccarlo si vedranno costretti a fuggire verso la capanna Gamba per chiamare i soccorsi.

Giunti alla capanna (che faticheranno a trovare dato che non era stato lasciato alcun segnale luminoso da chi vi dormiva) troveranno le mal organizzate squadre di soccorso addormentate…

 


Il film, che ha avuto il sostegno, tra gli altri, della Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste, del Club Alpino Italiano e il patrocinio dei Comuni di Courmayeur e di Chamonix, uscirà prossimamente nelle sale.


 

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