Dru, Annabelle Bouchardon prima femminile in solitaria della Diretta Americana

A 24 anni, l’alpinista francese Annabelle Bouchardon ha realizzato la prima salita femminile in solitaria della Diretta Americana, sulla parete ovest del Petit Dru (1100 m, ED-, 6c). Gli ci sono voluti tre giorni e poche ore di sonno per raggiungere la vetta. Ancora “incantata” dal suo successo su “questo grosso sasso”, condivide la storia di un’avventura verticale che non è pronta a dimenticare. Questa avviene meno di dieci giorni dopo un bel viaggio in solitaria al Grand Pic de Belledonne, combinando un avvicinamento in bicicletta da Grenoble, l’ascesa di La Croix et la manière (ED-, 6b obl.) e un decollo in parapendio, per scalare il punto più alto del massiccio in meno di 24 ore.
Un buon allenamento e un piccolo assaggio di ciò che l’aspettava.
Qui uno stralcio del suo racconto dell’avventura sulla Diretta Americana…

In due, ci sono sempre dei tempi morti. Da sola, non ce n’è nessuno. Ma mi costringo a fermarmi e inghiottire qualche caramella. Oggi ho fatto 17 lunghezze e quindi 17 risalite su corda, senza quasi mai fermarmi. Ho l’impressione di correre su questa parete dalle 4:30 di questa mattina, senza per questo avanzare molto velocemente. È uno strano contrasto.
Sto già pensando a domani, tra tre ore, quando questa corsa frenetica riprenderà. Cerco di calmare i miei pensieri, una cosa alla volta.
Tanto incantata quanto spaventata, trovo rapidamente il sonno, cullata dalle stelle. E mentre i miei occhi si abituano all’oscurità, una stella cadente passa proprio sopra di me. L’effervescenza della giornata lascia il posto a uno spettacolo mozzafiato. Nel cielo stellato si taglia la ripida e imponente parete dei Drus. Mi rendo conto di dove mi trovo e di quanto sia straordinario quello che sto vivendo.

Un po’ di storia…

La ovest del Petit Dru è una parete iconica delle Alpi. Una parete considerata impossibile fino al XX secolo. Parliamo di 1.000 metri di dislivello di verticalità continua, superati per la prima volta nel 1952 da Adrien Dagory, Guido Magnone, Lucien Bérardini e Marcel Lainé.
Tre anni dopo, Walter Bonatti scrisse una delle pagine più memorabili della  storia dell’alpinismo,  affrontano in solitaria il Pilastro Sud-Ovest (“Via Bonatti”).

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Nel luglio 1962 Royal Robbins e Gary Hemming lasciarono la loro firma, con “Diretta Americana” poi e  “Direttissima Americana” del 1965 compiuta da Robbins insieme a John Harlin.
Molte vie su questa parete non esistono più, a causa delle frane avvenute nel corso degli anni.

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