Escursionisti non trovano un taxi e chiamano il Soccorso Alpino

Trovarsi in un’escursione in montagna e rendersi conto, quando è il momento di rientrare, che non circolano taxi per tornare in hotel. Non è uno scherzo, è una delle tante chiamate arrivate agli operatori d’emergenza del Trentino-Alto Adige. Dal cane troppo stanco all’aver perso l’ultima funivia. C’è poi chi ignora l’allerta meteo e spaventato dal temporale.
Tutti questi casi – e tanti altri qui non citati – sonoo legati da un fil rouge: marcata inesperienza alimentata spesso dalla vetrina dei social.

L’appello del Cnsas

Dinanzi a questa continua leggerezza, i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico tornano a lanciare un accorato appello al senso di responsabilità, ricordando che il Numero Unico di Emergenza 112 va contattato unicamente in presenza di un pericolo reale o di un’effettiva impossibilità di rientrare in sicurezza. Ogni mobilitazione impropria rischia infatti di sottrarre uomini e mezzi preziosi a chi si trova davvero in imminente pericolo di vita.

6 Commenti

  1. Non c’è proprio niente da commentare…..io li avrei lasciati in vetta! Spero che almeno paghino il soccorso impropriamente chiamato.

    1. Hai ragione..50 anni fa ero a 2000 metri ho avuto una grave distorsione di caviglia e sono rientrata a casa a piedi fino al mio paese1300 metri di dislivello… Ero giovane come lo sono i più che vanno in montagna…ma avevo determinazione… Non chiamerei nemmeno ora i soccorsi..vado ancora in montagna..

  2. Questa è la conseguenza della gratuità generalizzata di una prestazione altamente specialistica e pericolosa. Penso gli unici al mondo.

  3. Quando gente arriva a questo punto 1 mese di lavoro a pulire sentieri solo con acqua e pane sarebbe la giusta punizione…

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