Everest: piano rifiuti fallito, nuove regole alle porte

Everest: il problema rifiuti è sempre più grosso e le autorità nepalesi cercano nuove soluzioni. O meglio di aggiustare le misure da adottare.
Il sistema della cauzione è imperfetto
Nemmeno la cauzione, chiesta agli alpinisti (4.000 dollari) che viene restituita solo se al ritorno riportano con sé almeno 8 chili di rifiuti, ha sortito effetti. Le autorità dicono semplicemente “non è riuscito a mostrare risultati tangibili”. Così verrà accantonato e si batteranno altri sentieri.
Quello della cauzione si è rivelato un sistema imperfetto. La maggior parte delle cauzioni viene restituita e ciò attesta, quindi, che gli alpinisti ridiscendono con i rifiuti. Ma il fatto è che di solito provengono dai campi più bassi e non da quelli più alti. Lì dove il problema dei rifiuti è più grave. Si tende a riportare giù le bombole di ossigeno e si tralasciano attrezzature, lattine, plastica…
Non solo. Gli 8 kg sono pochi in quanto si stima che ogni alpinisti ne produce almeno 12.
Everest: rifiuti e bonifiche…
Le campagne di bonifica organizzate da ministero e dipartimento si sono solitamente concentrate sui campi più bassi. Più in alto si sale è più diventa costoso ed impegnativo.
Il nuovo Piano
Il ministero del turismo nepalese sta mettendo su un nuovo Piano con l’obiettivo di cercare di “ripulire” l’Everest. Dovrebbe riguardare i prossimi 5 anni. Il Piano consisterebbe nel mantenere l’obbligo di raccolta dei rifiuti, ma di far pagare una quota fissa e non più rimborsabile. Dovrebbe continuare a essere di 4.000 dollari, come la cauzione chiesta finora, ma senza possibilità di rimborso. I soldi raccolti permetterebbero di istituire un punto di controllo al Campo Due e di assumere guardie alpine con l’obiettivo di presidiare i campi alti.
E poi si punta sull’innovazione tecnologica. Sono in via di definizione accordi per l’utilizzo di droni in grado di trasportare rifiuti dai campi alti al Campo Base e cià ridurrebbe anche i rischi per l’uomo.
Sempre nel nuovo Piano ci sarà l’obbligo di uso di sacchetti biodegradabili per le deiezioni umane, attivo dal 2024 sull’Everest ma che ora dovrebbe essere esteso a tutta la regione.
Si parla poi di formazione obbligatoria per gli alpinisti, ovvero saranno sottoposti a un addestramento ambientale obbligatorio.
E infine saranno effettuati controlli sull’attrezzatura portata in quota in modo tale da ricontrollare poi ciò che ridiscende al campo base.
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